87 – A Zurigo è tutto più…

Questa cosa che a Zurigo è tutto “più” è stata una vera scoperta: il ristorante vegetariano più antico d’Europa (1898… effettivamente!), il campanile con l’orologio (da facciata) più grande (e vabbè, siamo in Svizzera!), la birreria più bella, la via con la più alta concentrazione di banche… Insomma, qui è tutto “più” e non sono proprio riuscita a esimermi dal ficcarmi in questi “più”. Perché da sempre sono attratta dai “più” in una sfida continua ai “più” altrui e personali.
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86 – Nei container delle borse

A doverla dire tutta, Zurigo non ha niente di New York. Niente di niente. Europea fino al midollo. Antica. Arroccata nelle sue tradizioni. Vestita della sua storia. Apparentemente lontana da quel modello in divenire.
Eppure, Zurigo, così come mi era stato detto ai tempi, assomiglia tantissimo a New York. E capisco il significato profondo di questa similitudine allontanandomi dal centro.

Fuori dalla Città Vecchia (Altstadt), sulla riva opposta del Niederdof, là dove diminuisce la concentrazione di passeggini a 3 ruote, biciclette super veloci e trecce bionde ordinatamente spettinate, in un quartiere che non saprei ben definire, fatto di binari, vecchie stazioni, stabilimenti abbandonati e palazzi aziendali tristemente moderni, in questa quasi periferia, Zurigo è come New York.
Qui la città si reinventa. Senza l’arte e la storia a suonare il ritmo, la fantasia sale in cattedra e tutto si trasforma e si plasma.
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85 – Avrei dovuto essere a Miami….


… e invece sono a Zurigo.
La vita mi ha sorpreso e spiazzato. Portato da un’altra parte. Che parte ancora mi sfugge. Anche se inizio a intravedere una direzione.
In ogni caso, avrei dovuto essere a Miami, attraversare il Deep South a lungo sognato, cavalcando i sogni di quell’America perduta che mi porto dentro, e invece sono a Zurigo.


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