90 – Il Diavolo veste Prada (e lo fa nell’ex cinema)

L’Excelsior era un cinema del centro. Uno di quelli vecchi. Con le poltrone in vellutino rosso, la moquette a terra e la sala concepita in modo da rendere difficoltosa la visuale già nelle prime file. Aveva la balconata ed era molto grande. Non mi pare di averlo frequentato tanto. Sebbene, infatti, fosse centralissimo, rimaneva defilato rispetto ad altri. Non era un cinema d’essai e aveva una programmazione tutto sommato banale. Dovendo scegliere, quindi, preferivo altre sale, più moderne o più alternative.
L’ultimo film, però, che ho visto all’Excelsior lo ricordo molto bene. Era settembre 2006, pioveva a dirotto e, forse, faceva anche freddo. Io ero una giovane trentaduenne piena di sogni e avevo fatto la tessera per la rassegna Venezia a Milano, una bella iniziativa che porta a Milano i film di Venezia in anteprima e in lingua originale. Con una quarantina di euro si potevano vedere tutti i film della Mostra (quasi tutti) proiettati nell’arco di tutta la giornata in diversi cinema della città.
Era un appuntamento fisso per i cinefili milanesi che, armati di motorino, bicicletta o biglietto del tram, per una settimana, passavano da un cinema all’altro nel tentativo di vedere quanti più film possibile, con i loro programmi stropicciati in una mano e la tessera pronta per essere vidimata nell’altra.
Venezia a Milano (che ora non esiste più o, comunque, non esiste più con quella formula) significava, per me, overdose di immagini e storie, totale estraniazione dalla realtà, panini al prosciutto e bottigliette d’acqua, inizio dell’autunno, ritorno al cinema dopo la pausa estiva, voglia di tè caldo e film in televisione.
Era l’inizio di una nuova stagione. Magico e inaspettato come tutti gli inizi.
Quell’anno la tessera l’avevo fatta da sola. Io adoro andare al cinema da sola. Mi piace la sensazione di trovarmi al buio in mezzo a tutti quegli estranei, riesco a percepirmi seduta con gli occhi puntati sullo schermo, mi piace annullare i pensieri e vivere solo per quelle storie, per quei momenti.
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