88 – E, inaspettata nel traffico, la Cinquecento Rossa…


Luzern (Lucerna), la città sul lago, bagnata dal fiume Reuss, circondata dai monti, capitale del Cantone di Lucerna e capoluogo dell’omonimo distretto (fonte: Wikipedia) è la città del ponte. Anzi. Dei due ponti. Quello a zigzag, con la torre nell’acqua. E l’altro. Vicino alla chiusa. Anch’esso in legno. Con tutti quegli affreschi sulla Morte e la Danza Macabra
Risalenti entrambi a epoche antiche (1333 il primo ma in parte ricostruito negli anni Novanta in seguito a un incendio dovuto, sembra, a una sigaretta, e 1408 il secondo), i due ponti sono il centro focale delle attrazioni cittadine.
Hanno nomi “esotici” – Kapellbrücke (ponte della cappella) e Spreuerbrücke (ponte del mulino) -, sono cangianti, come i riflessi di sole o delle nuvole sull’acqua, attirano inevitabilmente lo sguardo, sono il punto di riferimento per ogni singolo spostamento in città.
Luzern, in un certo senso, non va oltre i suoi due ponti.

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87 – A Zurigo è tutto più…

Questa cosa che a Zurigo è tutto “più” è stata una vera scoperta: il ristorante vegetariano più antico d’Europa (1898… effettivamente!), il campanile con l’orologio (da facciata) più grande (e vabbè, siamo in Svizzera!), la birreria più bella, la via con la più alta concentrazione di banche… Insomma, qui è tutto “più” e non sono proprio riuscita a esimermi dal ficcarmi in questi “più”. Perché da sempre sono attratta dai “più” in una sfida continua ai “più” altrui e personali.
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86 – Nei container delle borse

A doverla dire tutta, Zurigo non ha niente di New York. Niente di niente. Europea fino al midollo. Antica. Arroccata nelle sue tradizioni. Vestita della sua storia. Apparentemente lontana da quel modello in divenire.
Eppure, Zurigo, così come mi era stato detto ai tempi, assomiglia tantissimo a New York. E capisco il significato profondo di questa similitudine allontanandomi dal centro.

Fuori dalla Città Vecchia (Altstadt), sulla riva opposta del Niederdof, là dove diminuisce la concentrazione di passeggini a 3 ruote, biciclette super veloci e trecce bionde ordinatamente spettinate, in un quartiere che non saprei ben definire, fatto di binari, vecchie stazioni, stabilimenti abbandonati e palazzi aziendali tristemente moderni, in questa quasi periferia, Zurigo è come New York.
Qui la città si reinventa. Senza l’arte e la storia a suonare il ritmo, la fantasia sale in cattedra e tutto si trasforma e si plasma.
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85 – Avrei dovuto essere a Miami….


… e invece sono a Zurigo.
La vita mi ha sorpreso e spiazzato. Portato da un’altra parte. Che parte ancora mi sfugge. Anche se inizio a intravedere una direzione.
In ogni caso, avrei dovuto essere a Miami, attraversare il Deep South a lungo sognato, cavalcando i sogni di quell’America perduta che mi porto dentro, e invece sono a Zurigo.


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