204 – In Transilavia, contro ogni pregiudizio

Biertan - Venditori ambulanti localiAmo i viaggi autunnali. Li amo molto più di quelli estivi. Forse perché amo l’autunno più dell’estate. O forse perché mi portano sempre in posti piccoli, micro zone inaspettate. O forse per quell’odore di nebbia e legna bruciata che mi lasciano addosso.
Non so perché. Ma sta di fatto che amo immensamente i viaggi autunnali. E da quando l’ho capito, non c’è stato anno in cui mi sia persa l’occasione di partire a ottobre. E non c’è stato viaggio fatto a ottobre che mi abbia deluso.

Quest’anno abbiamo optato per la Transilvania, nel cuore dell’Europa, al centro di quella Romania che io ho sempre sdegnato, considerandola uno stato di serie B. Che tristezza, a pensarci, classificare gli stati in serie, quelli che meritano una visita e quelli che, invece, si potrebbero tranquillamente cancellare dalle mappe. Ma questo era il mio pregiudizio. Questa la mia convinzione. E questo anche il timore quando ho prenotato il volo.
Una terra squallida, triste e povera. Senza alcuna attrattiva se non lo squallore che la caratterizza. Questo è quello che, senza dirlo apertamente, temevo di trovare.
Non esiste modo migliore per vincere i pregiudizi (e le paure) che testare con mano. Non c’è strumento migliore per conoscere la verità del viaggio. E non c’è libro più interessante che le guide di viaggio.

E così, ora eccomi in Transilvania, Romania. Su e giù per queste valli meravigliose, a visitare cittadine graziose, accoglienti e colorate. Ad assaggiare un cibo gustoso e genuino. A scoprire che anche il vino non è niente male. E soprattutto a capire che le persone che vivono da queste parti non sono rom e migranti. Che la Romania non li caccia soltanto i suoi figli, ma li accoglie e regala loro una vita, forse semplice, fatta di poche cose, ma vera e reale. E lo fa dentro ai suoi confini.
A rendermi conto che a guardare certi documentari, a leggere certe storie, ci si perde la meraviglia che queste terre nascondono.

Vi racconto il mio viaggio di ottobre in Transilvania. La terra di Dracula, dei castelli e delle chiese fortificate, delle case color Puffo e delle nebbie che si alzano la sera.
Vi racconto la mia Romania, dove le persone sorridono poco, ma sono gentili e disponibili, dove chiunque parla almeno 4 lingue e dove il tempo sembra essersi fermato.
E consiglio a tutti di venirci da queste parti. In autunno, in inverno, in primavera o in estate. Perché a dispetto di ogni pregiudizio, questo si sta rivelando un viaggio fantastico. On the road nel cuore dell’Europa, alla scoperta di un Paese che è decisamente molto di più di quello descritto nei documentari su Ceausescu e sulle onde migratorie dall’Est.
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