177 – Oni wa soto! Fuku wa uchi!

Setsubun

Foto WellKome

In Giappone c’è un’usanza. Un’usanza di cui quest’anno io ho deciso di appropriarmi. E in cui ho riposto le stesse speranze, aspettative e sogni che normalmente ripongo nelle lenticchie di capodanno, nelle vecchie Cinquecento rosse incontrate lungo la strada, nell’oroscopo di Brezsny il giovedì e nelle candeline spente con un unico soffio il giorno del compleanno.
Una speranza inconsistente che proprio dalla sua inconsistenza riceve vigore e forza.

In Giappone il 3 febbraio si festeggia Setsubun, un giorno particolare che segna la fine di un periodo e l’inizio di un altro e che, in questo caso, scandisce la fine dell’inverno e l’inizio della primavera (Risshun) che secondo il calendario giapponese inizia sempre il 4 febbraio.
L’inverno è, quindi, già ufficialmente un ricordo. A breve gli alberi inizieranno a fiorire, le giornate si allungheranno, il sole tornerà a scaldare il mattino e io ho mangiato tutto il mio Sushi Roll della Fortuna in religioso silenzio e rivolta a sud-est, come doveva essere.
Per allontanare i demoni e la paura. E procurarmi un po’ di fortuna.
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