156 – Un aperitivo d’autore. Al Cortile dentro ai cortili

Al Cortile - Bio Temporary Restaurant , Milano Al Cortile - Bio Temporary Restaurant , MilanoNella prospettiva infinita degli archi dei portoni, attraversando incastri di cortili antichi, circondati da vecchie case di corte che si susseguono una dietro l’altra dando vita a piccole comunità urbane, città dentro la città, segrete, nascoste agli occhi di chi le sfiora dalla strada, là dove un tempo c’erano le Antiche Fonderie Milanesi rimpiazzate ora da un locale alla moda, in quella via Giovenale, cuore della Vecchia Milano, che accoglie anche il deposito dei tram, affascinante già di suo, si arriva Al Cortile, un bio temporary restaurant che si inserisce negli eventi e nelle iniziative del Fuori Expo, nato con l’intento di far conoscere gli chef e la cucina della Food Genius Academy che qui ha sede durante.
l’anno.
Il concetto è quello dell’aperitivo (e la domenica del brunch) d’autore: piatti e cocktail di altissimo livello, proposti sotto forma di tapas, di piccoli assaggi di sapori unici e accostamenti inaspettati.
Al Cortile - Bio Temporary Restaurant , Milano

Nella mia ultima sera di questo luglio eclettico, percependo sulla pelle il primo vento fresco di tutto il mese e nel cuore una vaga sensazione nostalgica di qualcosa che finisce, decido di andare Al Cortile, di addentrarmi nelle corti antiche, di sfiorare le case, di fermarmi a contemplare i loft e i panni stesi dei piani superiori, di inciampare coi tacchi sulla ghiaia, di addentrarmi in una Vecchia Milano divenuta moda, tendenza, testimonianza del successo di chi la sceglie per showroom e locali. Decido di regalarmi un’ultima sera d’autore. A qualsiasi costo.
Domani, sazia di tutto, ebbra di cose viste e fatte, soddisfatta di ogni singola scelta, tornerò alla vita normale, alla piccola graziosa routine di tutti i giorni, agli impegni di sempre. E va bene così.

Continua a leggere

153 – Paolo Sarpi oTTo. Anzi Dieci.

oTTo - Paolo Sarpi 8 MilanoIn Paolo Sarpi 8, anzi 10, c’è oTTo che si affaccia con le sue enormi vetrine su uno dei cortili più strampalati di tutta la zona, un mix di Vecchia Milano, Chinatown e nuove tendenze (qui si trova anche The Hub, uno dei primi spazi di coworking della città), a dimostrazione del fatto che i quartieri più vivi e interessanti sono sempre quelli in cui vi è una specie di sovrapposizione. Di esseri umani, di interessi, di sporcizia e scintillio, di palazzi scrostati e cadenti e interni tirati a lucido e rimessi a nuovo. Di vita vissuta.

Definire oTTo non è proprio semplicissimo: un bar, un locale di tendenza, uno spazio di ritrovo, un luogo di studio o lavoro, un angolo di relax, un cinema di quartiere.
Definire oTTo non ha senso. Perché in realtà oTTo, che ha aperto da pochi mesi ed è già diventato un punto di riferimento per la zona, è un perfetto mix di tante cose. Un posto, insomma, che ciascuno è libero di utilizzare come meglio crede e in base alle necessità specifiche del momento.

oTTo - Paolo Sarpi 8 MilanoIo ci ho trascorso un pomeriggio in incognito, per una pausa pranzo lunghissima, in fuga dal caldo e dai pensieri negativi. In cerca di ristoro, di liquidi da reintegrare, di sogni da ritrovare e di ore da far passare. Sorseggiando succo di limone e menta, gustando un quadroTTo e macinando una pagina dietro l’altra del romanzo che sto leggendo.
Fingendo di essere a New York, in un’altra vita, in un altro tempo, circondata da quelle che a me sono parse come le persone più belle e interessanti del mondo.
oTTo - Via Paolo Sarpi 8 Milano Continua a leggere

152 – La pizza più buona di Milano

Lievità - Via Ravizza 11 MilanoLa pizza più buona di Milano si mangia in un locale minuscolo, affollato, rumoroso oltre ogni limite, con un sistema di condizionamento inadeguato. Perfetto in tutte le sue imperfezioni.
Gestita da due ragazzi di Caserta – il “pizzaiolo” ha poco più di 30 anni e si chiama Giorgio Caruso – aperta da un paio di mesi e già in vetta alle principali classifiche dei ristoranti milanesi (su Tripadvisor è al 98° posto su oltre 6000 strutture recensite), la pizzeria in questione si chiama Lievità e si trova in una via Ravizza, zona Marghera, che, inaspettatamente per me che frequento poco la zona, pullula di tavoli all’aperto, bar, ristoranti giapponesi, locali di design. Gente che va e viene. Tacchi a spillo che passeggiano sull’asfalto molle dell’ultima sera di giugno.

Ci vado senza grosse aspettative. Per segnare il passaggio tra la vecchia vita e quella nuova. Quella che non è che abbia proprio scelto di vivere, ma che non so perché vedo come un’occasione fortissima di cambiamento, mio. Mio al 100%. Profondo. Concreto.
Ci vado aspettandomi di mangiare una buona pizza. Buona come molte. Perché a Milano di pizzerie buone, buone davvero, qualcuna ce n’è. E io ho le mie preferite. A seconda del tipo di pizza che voglio mangiare. E del tipo di serata che voglio passare.
Ma la pizza di Lievità è qualcosa di diverso. Senza stravolgere la sua essenza di pizza. Qualcosa che io non avevo mai assaggiato prima.
Lievità - Via Ravizza 11 Milano Continua a leggere

151 – Okonomiyaki nel Casello Giallo

Casello Giallo Milano Casello Giallo MilanoC’è un giardino segreto nel cuore di Milano, chiuso tra il design di via Savona e i binari morti di Porta Genova.
Vi si accede attraversando un piccolo cancello verde che tiene fuori i rumori, il traffico e la movida. Vi si accede ignari di venire catapultati in un altro mondo e in un altro tempo, fatto di tavoli disposti sotto alberi da frutto, innaffiatoi di metallo, roseti e fiori profumati, sedie scrostate, musica jazz.
Siamo a Milano. Ma potremmo essere nella Parigi di Renoir e del Moulin de la Galette, nell’Inghilterra di Jane Austin, nella Berlino post moderna del mio viaggio e dei miei ricordi.
Siamo a Milano. Ed è così affascinante, sconosciuta e piena di sorprese che, in realtà, io non vorrei essere a Parigi, in Inghilterra, a Berlino. Siamo a Milano. E sono felice di trascorrere qui questo inizio di estate. Con un mese lungo e solitario a disposizione per partire alla sua scoperta e un amore ritrovato per la ricerca del dettaglio e di ciò che si nasconde dietro.
Casello Giallo Milano

Casello Giallo Milano

Casello Giallo MilanoAl Casello Giallo, che deve il suo nome al colore del vecchio casello ferroviario dell’antica Stazione di Porta Genova, ci sono venuta in questa notte del solstizio per dar forma concreta a quell’immagine di pace che la descrizione del locale mi aveva evocato.
Per sentirmi turista a Milano e continuare quel viaggio che quest’anno tantissimo mi è mancato fare.
E ci sono venuta per mangiare l’okonomiyaki di Maido, altro ristorante degno di nota di recente acquisizione milanese (esiste da circa un anno), specializzato nella preparazione di piatti tipici dello street-food giapponese.
Continua a leggere

116 – Le ragazze del Laboratorio Fusetti (e un ristorante sui Navigli)

Idee. E capacità di inventarsi la propria vita al di fuori dei sentieri tracciati. Talento. E coraggio di farlo fruttare. Spinte. A ripensarsi continuamente. Qualsiasi cosa accada che sia al di fuori del nostro controllo. Del mio controllo. Per non essere in balia degli eventi. Per trovare un senso. E un posto.
Anche quando ci si aspettava di andare da un’altra parte.

Le ragazze del Laboratorio Fusetti incarnano, in un certo senso, questo ideale. Ideale mio. Mio ora più che mai.
In un contesto che sembra tracciare il nostro destino dalla nascita fino alla morte, loro si sono reinventate. “Programmate” per fare altro (le mamme, le mogli, le fidanzate, le casalinghe, le impiegate, le enne nomenclature dentro le quali siamo ingabbiate), queste Piccole Donne hanno saputo dare una svolta al loro cammino, mettendo a frutto abilità innate e talenti nascosti, scoperti, più o meno per caso, durante il cammino.
Ora sono un gruppo. Un giovane gruppo di artigiane milanesi che giocano con la creatività (la loro) per dar vita a cose. Piccoli graziosissimi oggetti unici da sfiorare con le dita, di fronte ai quali stupirsi, dentro a cui perdersi. Da desiderare. E comprare.

Un gruppo multiforme che in una Milano restia ad accogliere il nuovo ha trovato uno spiraglio di affermazione.
E un luogo speciale in cui incontrarsi e organizzare eventi. Quella Cucina Fusetti (via Fusetti 1, Milano), frutto anch’essa di una scelta consapevole. Messo su con fatica, mattone su mattone, tubo su tubo, oggetto di recupero su oggetto di recupero, là dove prima c’era un antiquario.
E che del vecchio spazio ha assorbito l’animo, il bisogno di raccogliere, mettere assieme.
Continua a leggere