126 – Quattro novembre duemiladodici. Ore 2.34 am

Domenica quattro novembre duemiladodici. Ore due e trentaquattro..

Costanza è venuta al mondo così. In un giorno festivo che sarebbe stato umido e piovoso. Piccola, urlante, paonazza come tutti i neonati. Ma con la testina tonda per nulla deformata dal parto, gli occhi aperti sul mondo, le manine a cercare protezione.

2990kg di pelle chiara, bianca e rosa dopo i primi istanti. Indice di Apgar 9 dopo un minuto dalla nascita e 10 dopo cinque. La tarantolata l’hanno chiamata le ostetriche. Perché non smetteva di dimenarsi e urlare e non voleva essere lavata.

Ha dato inizio alla sua vita in una notte che a me è sembrata surreale sin dalle sue prime ore. Con la città semideserta per via del lungo ponte e quell’atmosfera sospesa da autunno inoltrato, per lo meno sul calendario.
Una bambina perfettamente sana, formata sin nel minimo dettaglio, con le ciglia lunghissime e un minuscolo neo sulla fronte. Che da subito io non ho notato.

Costanza. Nata sotto il segno dello Scorpione. Ascendete Vergine, mi hanno detto. O forse Bilancia.
Costanza e la sua data. Quella che lei ha scelto e che le apparterrà per sempre. E che per sempre ora appartiene anche a me.
Domenica quattro novembre duemiladodici. Ore due e trentaquattro.
Domenica 4/11/2012. H. 2.34 am.

Non servono altre parole per raccontare una felicità.
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