216 – Del lago a 4600 metri, delle popolazioni aymara e di noi

PutrePutre è il centro Aymara più grande della zona, nonché porta d’accesso per il Parque Nacional Lauca, motivo della nostra permanenza qui prima che io capissi che a interessarmi davvero era la gente che vive da queste parti, più ancora dei lama e dello spettacolo della natura.
Ricardo, un ragazzo argentino giramondo che da qualche mese gestisce l’Hostal Pachamama in cui abbiamo dormito per due notti, ci ha spiegato che gli ayamara sono i più chiusi tra i popoli inca, talmente chiusi da non vedere di buon occhio né i turisti che invadono le loro terre né gli stranieri che capitano da queste parti per lavoro.
Forse per questo, diceva, le loro tradizioni sono le più radicate e il loro mondo quello rimasto più autentico e vicino agli antichi valori.
Donne Aymara nella piazza centrale di Putre Continua a leggere

215 – Tuvieron suerte!

AricaAd Arica il cielo è azzurro. C’è vento e il sole caldo. Scotta sui jeans scuri e la giacca nera. L’aeroporto sorge in mezzo al nulla. Un nulla vero di sabbia bianca e oceano.
Qui sbarcano famiglie con bambini al loro primo volo, turisti (pochi) in visita ai deserti del Nord e surfisti biondi con tavole enormi al posto della valigia.
Parlano spagnolo. Sono locali. O comunque sudamericani. Ma potrebbero essere californiani. O australiani. Per il look, il modo di fare e il cipiglio.
Penso all’infinita costa pacifica. Accomunata, da Nord a Sud in tutte le Americhe, da un solo obiettivo: cavalcare l’onda perfetta. Basta così poco per unire il mondo.

Oggi siamo diretti a
Putre. Si trova a 129 chilometri a est di Arica. In 129 chilometri si passa da 0 a 3600 metri sopra il livello del mare.È inevitabile che tutti qui sappiano cos’è il mal di montagna, che da queste parti si chiama “puno” (o qualcosa del genere), e come vada affrontato.Noi non ci pensiamo. Io, per lo meno, cerco di non pensarci. Bevo litri d’acqua e mi lascio assorbire dal paesaggio che ho intorno.Con la nostra macchina noleggiata all’aeroporto di Arica ci arrampichiamo pian piano su per l’altipiano lungo la Route 11 che porta in Bolivia.

Route 11 - Da Arica verso Putre

In meno di mezz’ora ci ritroviamo a 1000 metri. E poi sempre più su. In un paesaggio prima accecante di beige sabbia e poi sempre più lunare.
Talmente silenzioso, immobile e vuoto da togliere il fiato. Anche più del mal di montagna.
Sono affascinata. Continuo a scattare foto. Ma nessuna di queste rende davvero il senso di quello che sto vedendo. E pensando.
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