101 – Saturday morning

Raccontare l’American Way of Life. Comprenderlo in un sabato mattina di gelido sole. Non ancora Thanksgiving. Non ancora Natale.
Spiegare le vie silenziose, illuminate dal cielo cobalto.
Le tute strette che corrono lungo il marciapiede, in attesa di raggiungere il parco.
I guinzagli che tirano. I bicchieri di caffè che scaldano.
Infradito d’inverno sotto a cappotti pesanti. Maniche corte sopra a scarpe col pelo.
Contrasti che fanno uno stile.

Raccontare l’American Way of Life attraverso le vetrine di una Pubblic Laundry. Storie che si incontrano. Silenzi che si toccano.
Percepirlo sui tavoli di legno di uno Starbucks del centro. Pensieri che galappono. Dita che digitano. Fruscio di giornali.
Vederlo al parco spingere passeggini biposto. Fotografare riflessi di luce. Acchiappare immagini segrete.
Sentirlo nei polpastrelli veloci di adolescenti graziose. Intente a organizzare giornate di fuoco e d’amore.

Sabato sono stata a zonzo. Un po’ qua un po’ là. Nel quartiere dei ricchi e in quello degli immigrati.
Ma nella più europea delle città americane, l’American Way of Life era ovunque.

(fotografia dell’opera del 1937 di Margaret Bourke-White, esposta al Museum of fine Arts di Boston col titolo “American Way of Life”)
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