117 – In un pomeriggio di vento

In un pomeriggio di vento che non ho tempo di soffermarmi a pensare.
Che il cielo blu e lo scompiglio dei capelli e il sole quasi di primavera anche se siamo a febbraio e i ragazzi con le maniche corte che si tengono per mano e i gelati che passeggiano gocciolando, non riesco proprio a visualizzarli.
In un pomeriggio di vento che, però, per me è ancora pieno inverno. E non ne vengo fuori dalla logica delle speranze, delle paure, dal senso di impotenza, dallo sconforto, dal desiderio e dalla preghiera, dall’attesa di nulla e dalla mancanza di attesa.
In un pomeriggio di vento e sole e capelli scompigliati e ragazzi con le maniche corte e gelati che passeggiano gocciolando, io dovevo uscire di casa. Per forza. O morivo.
E senza pensarci, senza rifletterci troppo, sono andata sui Navigli.

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