158 – Di cascine e di bancarelle

Milano ha un contorno verde. Se non proprio un cuore, sicuramente un profilo.
Ogni anno mi ripropongo di andare a conoscerla questa cintura verde. Ogni autunno mi dico che è giunta l’ora di iniziare a conoscerla, questa campagna milanese che produce latte, uova, formaggi, miele, ortaggi, frutta… Ogni anno penso sia la volta buona per frequentare le cascine di città. E ogni anno, puntualmente, me ne scordo.
Così del profilo verde di Milano so poco o nulla.

Nell’ultima domenica d’estate, oltremodo calda, oltremodo azzurra, oltremodo gialla e oltremodo luminosa, ne ho viste tre di cascine. Per motivi diversi (un picnic di classe, la visita agli animali della fattoria, un mercatino di oggetti handmade). Sempre puntando a fare altro. Sempre inquietamente.

Questo è il mio racconto fotografico di una domenica tra cascine e bancarelle, alla scoperta di Cascina Linterno (via F.lli Zoia 190), Cascina Caldera (via Caldera 65) e Cascina Cuccagna (via Cuccagna 2/4).

Continua a leggere

145 – Dei cortili. Delle cargo bike. E dell’Amore.

Le Pulci di Ringhiera - Via Piero della Francesca 34In via Piero della Francesca 34, accanto alla storica pasticceria Scaringi, c’è una vecchia corte un po’ cadente.
E’ una corte lunga e stretta, poco più che un largo corridoio, circondato su tre lati da case di ringhiera, scrostate e vecchie più che antiche. Decisamente autentiche.
Qui, il 23 maggio, vento e nuvole che si spostavano velocissime, si è svolta la prima edizione de Le pulci di Ringhiera. Cargobike edition, il mercatino vintage e di artigianato, che ha fatto da cerimonia inaugurale all’apertura dell’Atelier Fridabike. Che in questa corte, tra queste case, troverà la sua dimora.
Continua a leggere

116 – Le ragazze del Laboratorio Fusetti (e un ristorante sui Navigli)

Idee. E capacità di inventarsi la propria vita al di fuori dei sentieri tracciati. Talento. E coraggio di farlo fruttare. Spinte. A ripensarsi continuamente. Qualsiasi cosa accada che sia al di fuori del nostro controllo. Del mio controllo. Per non essere in balia degli eventi. Per trovare un senso. E un posto.
Anche quando ci si aspettava di andare da un’altra parte.

Le ragazze del Laboratorio Fusetti incarnano, in un certo senso, questo ideale. Ideale mio. Mio ora più che mai.
In un contesto che sembra tracciare il nostro destino dalla nascita fino alla morte, loro si sono reinventate. “Programmate” per fare altro (le mamme, le mogli, le fidanzate, le casalinghe, le impiegate, le enne nomenclature dentro le quali siamo ingabbiate), queste Piccole Donne hanno saputo dare una svolta al loro cammino, mettendo a frutto abilità innate e talenti nascosti, scoperti, più o meno per caso, durante il cammino.
Ora sono un gruppo. Un giovane gruppo di artigiane milanesi che giocano con la creatività (la loro) per dar vita a cose. Piccoli graziosissimi oggetti unici da sfiorare con le dita, di fronte ai quali stupirsi, dentro a cui perdersi. Da desiderare. E comprare.

Un gruppo multiforme che in una Milano restia ad accogliere il nuovo ha trovato uno spiraglio di affermazione.
E un luogo speciale in cui incontrarsi e organizzare eventi. Quella Cucina Fusetti (via Fusetti 1, Milano), frutto anch’essa di una scelta consapevole. Messo su con fatica, mattone su mattone, tubo su tubo, oggetto di recupero su oggetto di recupero, là dove prima c’era un antiquario.
E che del vecchio spazio ha assorbito l’animo, il bisogno di raccogliere, mettere assieme.
Continua a leggere

107 – I vestiti piccoli di Nadia (e le altre cose)

Nadia è minuta. Ha i capelli scuri e la voce gentile.
E una fantasia da casa delle bambole.
Nel mondo colorato di Carrousel – feltro, seta, cotone, lana, cachemire, bottoni, collane, pupazzi, borse, sciarpe, magliette, ghette, anelli, bracciali, gonne, cerchietti, cappelli, guanti – i suoi minuscoli abiti, le sue roselline, le piccole grucce, i suoi morbidi cuscini, tutto insomma, spicca confondendosi.

La sua è una fiaba diversa. Una fiaba leziosa di piccolissimi oggetti che catturano lo sguardo per le loro dimensioni, la precisione nella realizzazione, la cura del dettaglio.
Una fiaba in miniatura di rosa, viola, bordeaux, rosso, bianco panna.
Una fiaba che parla d’amore e creatività.
Continua a leggere

70 – Pensieri al vento…

Fuori dal Fuori Salone, nel cuore di quella zona – Isola – che è sempre un po’ in bilico tra l’essere trendy e l’essere pop(olare -> senza alcuna connotazione artistica o poetica del termine), c’è un mercatino.
Un mercatino di giovani artigiani un po’ artisti che espongono la loro merce rigorosamente hand made.
Il mercatino già lo conoscevo. Lo avevo scoperto per caso all’inizio dell’autunno (ne avevo parlato qui) e ci avevo fatto un giro anche a Natale, sempre a caccia di piccoli regali e strenne dell’ultimo minuto.
Questa volta ci sono andata per incontrare due amiche, di cui una, la ragazza che fa le borse, era presente, per la prima volta, in qualità di espositrice.
Andandomene, dopo aver raccolto tutti i biglietti da visita possibile, aver provato qualsiasi cosa, aver fotografato il fotografabile, due sono state le sensazioni che ho provato:
la prima, una specie di stupore nel constatare che a questo mondo ci sono ancora tantissime persone che sanno realizzare cose meravigliose utilizzando solo le mani e la fantasia; la seconda, un forte senso di appartenenza. Ma non so nemmeno io spiegare bene a cosa. In ultima istanza, credo, un senso di appartenenza a Milano. Ma a una Milano fatta di “comunità” di persone che vivono e la trasformano nonostante Milano.
Continua a leggere