27 – Nella casa della Lepre Marzolina


Pareti bianche e azzurre. Parquet scuro. Tavoli in legno bianco e sedie, anch’esse bianche, con grossi cuscini colorati, a righe, a pois, a strisce…
Piccoli quadretti di Ryden appesi al muro e scaffali… Con tanti vecchi libri polverosi, marionette, bambole, tazzine di tè e teiere.
Un lungo bancone in legno. Barattoli pieni di sostanze magiche, tortine e pasticcini, biscotti e caramelle, cioccolatini di tutte le forme e dimensioni, zucchero colorato in graziose zuccheriere di porcellana antica.
Poi, sul retro, un’altra saletta, piccola e raccolta. Ma piena di cose. Oggetti strani, cose che provengono da un universo parallelo al nostro. Un luogo magico dove sorseggiare un tè (nelle tazzine delle bambole) o mangiare una tortina (che anziché saziare, disseta).
La saletta di Alice. Dove il menu, in carta antica e lettering misterioso, propone piatti da favola. Ricette tratte dal mondo delle fiabe.
Un posto così vorrei che esistesse a Milano.
Per i grandi e per tutti i bambini della città.
Lo chiamerei: Nella casa della Lepre Marzolina oppure Un té col Cappellaio Matto. O anche La merenda del Bianconiglio
Continua a leggere

3 – Le streghe grasse

Non c’è niente da fare. Quando le giornate cominciano ad accorciarsi, le foglie a cadere, il cielo a diventare grigio e l’abbronzatura a perdere vigore, io penso a due cose: una bicicletta nel parco fumoso avvolta dal pungente odore di bruciato e Halloween.
Questo è l’autunno per me. Non i funghi, non le castagne, non l’uva, la vendemmia… La bici nel parco e Halloween.
Due immagini accoglienti, calore domestico e pomeriggi al cinema. Amori clandestini. Voglia di intimità.

A ogni modo, l’autunno sta arrivando, piove, alle sette è buio.
E Halloween mi chiama con la sua voce suadente, il nero e l’arancio.
Penso a New York. Autumn in New York. Ci hanno fatto pure un film. Ma era una storia tragica e banale di un amore finito male.
Autunno a New York è un caleidoscopio di immense possibilità.
Halloween a New York. Penso a un bambino, il mio bambino dei sogni, che corre in maschera lungo i marciapiedi del Village: Trick or treat?
Penso alla magia di essere bambino a NYC nella notte delle streghe.  Zucche alla finestra, mele candide, brownies per colazione.
I migliori brownies di New York. “Ti voglio bene piccolo mondo incantato”.

Fat Witch Bakery si trova all’interno del Chelsea Market, a Chelsea. Lo spazio è piccolo, l’entrata, una mensola sulla sinistra, il bancone (non più di due metri), un’altra mensola alta sulla destra, il forno a vista.
I brownies li sfornano in continuazione e si possono assaggiare. Ce ne sono di vari tipi. I miei preferiti sono l’originale al cioccolato e quello alle noci. I baby brownies sono meravigliosi. Una minuscola delizia in formato mignon.
Il packaging prevede scatole in latta di diverse dimensioni riempite con l’intero assortimento di brownies. Bellissime. Per regali gustosi e… e quello che chiamo anglochic.
La collezione di merchandising (acquistabile anche on line) prevede tazze, magliette, borse, magneti, la gift card del negozio e varie confezioni regalo.
Fat Witch Bakery l’ho scoperto durante il mio primo viaggio a New York, quando per caso sono entrata in questo antro paradisiaco che è il Chelsea Market. E da allora… sono tornata tutte le volte, appositamente, in tutti i miei viaggi newyorkesi.
Buon Halloween!!!

Fat Witch Bakery
Chelsea Market
75 Ninth Avenue

Tel: 888 41

1 – Da qui…

Per annimesi ho raccolto e catalogato informazioni relative ai posti più interessanti, imperdibili, unici, meravigliosi, incredibili, “cozy”… da visitare a New York. Ci sono andata, li ho respirati e vissuti, li ho fotografati, ho acquistato qualche gadget (qualora fosse stato possibile), ho assaggiato, annusato, toccato, chiesto la business card, li ho recensiti, li ho utilizzati per vincere concorsi, li ho segnalati agli amici.Poi, in un giorno qualunque di settembre, pioggia e caldo umido, come a ottobre ma meno divertente, capito per caso sul blog di un’amica di un’amica. E sempre per caso leggo un vecchio post. Un post che parla di questo posto, un locale newyorkese dove non sono stata, che non ho visto, che “ora devo tornarci il prima possibile perché mi sembra fantastico”.

E decido che è giunto il momento di avere un unico posto in cui inserire segnalazioni e link.
Un posto mio, ma diverso dalle fan page e dai gruppi di Facebook. Dove tutto si perde e tutto scorre troppo velocemente su wall sempre più affollati.

Così. Nasce 1974. Grazie a questo “caffè di artisti” a New York, cartina alla mano, credo, in zona Tribeca. Per non dimenticare mai più dove si trova. E il motivo per cui l’ho trovato così interessante.

Si chiama
Moomah,
161 Hudson Street, Downtown TribecaNew York City
www.moomah.com

Il prossimo viaggio mi geotagghero da quelle parti. Assolutamente.
Per ora di viaggio comincio questo.
Da qui…