55 – Fuori porta con gusto

Adoro i weekend fuori porta e adoro le piccole zone dell’Italia minore. Pezzetti di regioni che hanno una collocazione geografica precisa, ma si perdono nei meandri di nomi sentiti e mai collegati a una topografia chiara.
Ci siamo diretti a Nord Est. Verso il Lago di Garda, la provincia di Brescia (le 10 giornate di Brescia e una cugina che ci ha vissuto per un anno è tutto quello che potrei dire di questa città dall’accento strascicato e il nome musicale). E poi ancora più a Nord, a sconfinare in Trentino, la regione efficiente. In direzione Trento, il capoluogo tra i monti. La città – chissà – forse un po’ asburgica.
Viaggiando abbiamo attraversato paesi di memoria, per qualche motivo già sentiti e mai visti: Desenzano del Garda, Salò (che non è affatto la Repubblica tetra e scura degli anni fascisti), Riva del Garda, Limone (ah, ma sta qui Limone? E chi lo avrebbe mai detto?), Gragnano, Isera, Arco
Abbiamo camminato su strade di pietra, nella luce abbagliante e in quella sfocata. Visitato antiche cattedrali e ammirato monumenti scintillati.
Abbiamo scoperto pezzettini di Italia. Quell’Italia dove non voglio vivere. Che non voglio visitare davvero. Ma che poi mi entra un poco dentro. Con le sue minuscole cose discrete che non pretendono di essere Roma o Venezia o Firenze. Ma che ugualmente mi illuminano tirando fuori la voglia di bello. Il bisogno estetico impellente. L’ansia di capire e conoscere.
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