116 – Le ragazze del Laboratorio Fusetti (e un ristorante sui Navigli)

Idee. E capacità di inventarsi la propria vita al di fuori dei sentieri tracciati. Talento. E coraggio di farlo fruttare. Spinte. A ripensarsi continuamente. Qualsiasi cosa accada che sia al di fuori del nostro controllo. Del mio controllo. Per non essere in balia degli eventi. Per trovare un senso. E un posto.
Anche quando ci si aspettava di andare da un’altra parte.

Le ragazze del Laboratorio Fusetti incarnano, in un certo senso, questo ideale. Ideale mio. Mio ora più che mai.
In un contesto che sembra tracciare il nostro destino dalla nascita fino alla morte, loro si sono reinventate. “Programmate” per fare altro (le mamme, le mogli, le fidanzate, le casalinghe, le impiegate, le enne nomenclature dentro le quali siamo ingabbiate), queste Piccole Donne hanno saputo dare una svolta al loro cammino, mettendo a frutto abilità innate e talenti nascosti, scoperti, più o meno per caso, durante il cammino.
Ora sono un gruppo. Un giovane gruppo di artigiane milanesi che giocano con la creatività (la loro) per dar vita a cose. Piccoli graziosissimi oggetti unici da sfiorare con le dita, di fronte ai quali stupirsi, dentro a cui perdersi. Da desiderare. E comprare.

Un gruppo multiforme che in una Milano restia ad accogliere il nuovo ha trovato uno spiraglio di affermazione.
E un luogo speciale in cui incontrarsi e organizzare eventi. Quella Cucina Fusetti (via Fusetti 1, Milano), frutto anch’essa di una scelta consapevole. Messo su con fatica, mattone su mattone, tubo su tubo, oggetto di recupero su oggetto di recupero, là dove prima c’era un antiquario.
E che del vecchio spazio ha assorbito l’animo, il bisogno di raccogliere, mettere assieme.
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107 – I vestiti piccoli di Nadia (e le altre cose)

Nadia è minuta. Ha i capelli scuri e la voce gentile.
E una fantasia da casa delle bambole.
Nel mondo colorato di Carrousel – feltro, seta, cotone, lana, cachemire, bottoni, collane, pupazzi, borse, sciarpe, magliette, ghette, anelli, bracciali, gonne, cerchietti, cappelli, guanti – i suoi minuscoli abiti, le sue roselline, le piccole grucce, i suoi morbidi cuscini, tutto insomma, spicca confondendosi.

La sua è una fiaba diversa. Una fiaba leziosa di piccolissimi oggetti che catturano lo sguardo per le loro dimensioni, la precisione nella realizzazione, la cura del dettaglio.
Una fiaba in miniatura di rosa, viola, bordeaux, rosso, bianco panna.
Una fiaba che parla d’amore e creatività.
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