225 – Edimburgo: la città sotterranea dei fantasmi e delle streghe

Edimburgo Old TownPrima di partire per Edimburgo, nell’ultimo weekend di un ottobre che è stato caldissimo, movimentato e denso, il cielo di Milano, che pochi giorni dopo avrebbe regalato a chi c’era uno dei tramonti più belli e intensi degli ultimi anni, era azzurro e trasparente, punteggiato dal nero degli stormi in viaggio verso Sud.
Li guardavo partire, con il naso incollato al blu, pensando che il mio bisogno di andare a Nord nello stesso periodo, di volare verso terre misteriose di folletti e fate, di città medievali e castelli tetri, è pari al loro. Qualcosa di viscerale. A cui è difficile resistere.
Viaggiamo così, ancora una volta, verso il freddo, verso la trasparenza delle brume nordiche, incontro ai sapori e alle atmosfere anglofone, che per altro persistono anche quando parto per la TransilvaniaBudapest o Copenaghen.

Il 2017 è l’anno della Gran Bretagna. Dopo Londra ad aprile, di cui prima o poi mi deciderò a scrivere qualcosa, la meta di questo autunno caldo è la capitale scozzese: antica, nordica, pietrosa e misteriosa quanto basta per stimolare la mia curiosità. Il luogo perfetto per quello che è ormai è diventato “il viaggio di Halloween“.
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168 – Aperitivo di Halloween. E ciao ottobre

Waiting for HalloweenHalloween. In assoluto la festa che io amo di più. Sebbene non appartenga alla mia tradizione. Sebbene non abbia mai fatto, da bambina, il giro delle case al grido Trick or Treat. Sebbene sia una festa importata che qui in Italia suona falsa e priva di senso. Sebbene non ci sia un solo motivo reale per cui dovrei amarla.
Halloween per me è New York. E’ i sogni che facevo da piccola. E’ l’immagine di una vita ideale in cui i bimbi sono felici, gli adulti si divertono, il succo d’acero è squisito e sciropposo e le foglie sugli alberi sono rosse e gialle, splendenti.
Decorazioni di HalloweenHalloween è i film che vedevo da adolescente. Le fantasie di una mente tredicenne. Che spera arrivi presto il grande amore e languidamente si immagina a osservare il mondo seduta sul davanzale di una finestra. O su una panchina di Central Park.
Halloween per me è l’idea dell’infanzia gloriosa, dell’adolescenza imbronciata, dell’età adulta serena.
Ed è la rappresentazione del mio personale mito americano. Quello che interseca perfettamente città e provincia, New York e strade infinite, grattacieli scintillanti e ville familiari, foglie sparse sul giardino e zucche appoggiate sulle scale.

Per la prima volta in vita mia quest’anno ho organizzato una festa a tema. Che avrebbe dovuto essere la festa dei bambini ed è diventato l’aperitivo dei grandi, che era nata con l’idea del giro delle case e di Dolcetto o Scherzetto e si è trasformata in un incontro di vecchi amici e amici bambini.
Ci sono moltissimi dettagli da mettere a punto. E prima o poi porterò Costanza a divertirsi con il Trick or Treat.
Ma come primo esperimento non è stato così terribile. O forse sì. Ma tale doveva essere.
Qui alcune ricette dei piatti preparati.
Per la Gallery completa, tutte le foto sulla mia pagina Facebook.
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167 – La torta mocaccina di Knam. O quasi.

Mocaccina di Knam per HalloweenLa vera torta mocaccina di Ernst Knam, che per altro ha da poco festeggiato la riapertura della storica pasticceria di via Anfossi 10, io non l’ho mai assaggiata.
Non fatta da lui secondo la ricetta tradizionale, per lo meno.
In compenso, ho provato la variante casalinga squisita che un mio amico speciale, Ubu, ha preparato per noi in occasione di una cena di inizio ottobre, quell’inizio di ottobre precatastrofe che ora mi sembra lontano anni luce e a cui guardo con una specie di strana malinconia. Come di cose che non torneranno.
A ogni modo, la torta era così buona, così perfetta e così dannatamente a tema che non ho avuto dubbi sul dolce da preparare per la mia prima festa di Halloween.

Così ecco la ricetta della torta mocaccina di Knam, rivisitata da Ubu, in arte Giulio, che non si è limitato soltanto a farmi avere gli ingredienti e i passaggi per la preparazione, ma mi ha mostrato personalmente come prepararla, prestandosi a diventare Maître pâtissier per un giorno in una specie di lezione di cucina individuale.
Qui, ingredienti, procedimento e trucchi.
Di quella che per me, più che la Mocaccina di Knam, sarà la torta Ubu per Halloween.
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95 – Nel paese delle fate

“Gufo, Gufo della notte scura,
che porti via fame e paura…

Veglia su tutte le nostre genti,
vecchi, bimbi e su gli armenti.

Col tuo canto, che può far paura,
tienici amici con Madre Natura!!!

E fate, troll fastidiosi, folletti
non potranno più farci dispetti”

Camminavo cercando l’autunno e un angolo segreto in cui fermarmi a guardare e mi sono ritrovata nel paese delle fate, tra abili mercanti e figuranti in costume, antiche leggende sapientemente vendute e testi sacri con strani racconti, piccole streghe e malefici troll, elfi buoni e cattivi, gufi e civette, bacchette magiche e pozioni scaccia guai, valorosi guerrieri e potentissimi maghi, spade e archi, mantelli e cappucci, maschere terrificanti e potenti amuleti.
Camminavo cercando pensieri e silenzio e mi sono ritrovata nella babele delle fiabe, un mondo incantato di credenze e creature misteriose, bellamente in mostra per umani affascinati che come in trance si lasciavano trasportare dal potere della magia in un’atmosfera d’autunno incantato.

Al Parco Sempione si festeggiava la dodicesima edizione del capodanno celtico.
É stato salutare passarci attraverso.

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18 – Halloween (versione messicana)


Lui l’ho comprato a Todos Santos (Baja California, MEX) quest’estate. L’ho scelto tra le centinaia presenti. Di grande, piccola e media taglia (lui è un peso piuma). Mi piaceva che fosse un caballero, mi piaceva il suo look, il portamento fiero, il viso leggermente rivolto verso l’alto, in atteggiamento sprezzante. Novello Napoleone, versione messicana, con qualche chilo di meno.
Lui fa parte della tradizione messicana come i pupi di quella siciliana, i manga di quella giapponese, Mickey Mouse di quella americana.

Se Halloween, infatti, così come la conosciamo, con le zucche, trick or treat, Jack O’ Lantern…, è una festa yenkee (importata dalla Vecchia Europa nel XIX secolo grazie agli irlandesi che si portarono dietro le loro credenze legate al calendario celtico e ad antichi riti pagani), el Dia de los Muertos (2 novembre) rappresenta per i Messicani un momento di catarsi collettiva, celebrato in tutto il Paese, per scongiurare, con quel loro modo ironico e dissacrante, la (paura della) Morte.

La Calavera (di cui la Calavera de la Catrina, dipinta anche da Diego Rivera, è la rappresentante più famosa) è un’icona nazionale, presente ovunque nel Paese, divenuta, ormai, un’immagine pop degna di Andy Wharol (pare, non ci sono stata, ma così mi hanno raccontato quest’estate, che nei giorni che precedono il Giorno dei Morti le pasticcerie si riempiano di dolcetti zuccherosi e ipercalorici a forma di teschio mangiando i quali i fidanzati si giurano amore eterno).

Murales (dettaglio) Todos Santos, Baja California Sur


Calaveras a Todos Santos, Baja California Sur

Mentre Halloween versione U.S. mi affascina per il suo aspetto anglosassone e l’odore di foglie rosse sui vialetti che racconta l’autunno meglio di qualsiasi fungo e castagna nostrani, trovo che l'”Halloween” chiassoso, un po’ tamarro, decisamente multicolor messicano abbia di unico quell’aspetto sprezzante, ironico, dissacrante che solo qualcosa di ancestralmente radicato può avere.
Adoro quegli scheletri vestiti con abiti comuni, portati nella normalità di tutti i giorni, nella sua quotidiana banalità (l’esatto opposto di quello che succede negli Stati Uniti, dove sono gli esseri umani a essere catapultati per una notte nell’assurdità del mondo ultraterreno in tutte le sue accezioni).
Scheletri bambini che giocano, scheletri donne dedite alle loro faccende, scheletri uomini nei look più disparati. Persino scheletri animali domestici (il gattino qui sotto l’ho comprato a Santa Fé, New Mexico, US nel 2008. Ed è meraviglioso!)

Scheletri domestici (comprato a Santa Fé, ora residente a Milano)


Santa Fé, New Mexico US - Tradizionali scheletri messicani (in the USA!)


Artigianato tradizionale messicano a Santa Fè, New Mexico US

Per lavoro, ho dovuto scrivere delle filastrocche sul tema Halloween da pubblicare in uno speciale dedicato. Aldilà del risultato ottenuto (non sono “poetessa” ed era la mia prima esperienza con testi dedicati ai bambini), il mondo che, alla fine, ne è emerso (in modo assolutamente inconscio) è stato quello delle Calaveras messicane, in cui la Morte (e ciò che fa paura) sono raccontati in modo grottesco, nella più totale e assoluta banalità del vivere….