54 – Marco Polo se ne va a Lodi

In epoca medievale, quando a viaggiare erano soprattutto i mercanti, il fondaco era un edificio piuttosto grande utilizzato sia come magazzino, sia come alloggio per gli stranieri.
Diffuso soprattutto nelle città del bacino mediterraneo (Venezia, Genova, Napoli, Amalfi e tutte le altre che sanno di Repubbliche marinare e libri di scuola…), aveva, quindi, una funzione di accoglienza: accoglieva le merci, accoglieva le persone.
In lingua araba (e siciliana poi) il termine fondaco stava a indicare un vero e proprio albergo.

In ogni caso, la parola ha in sé qualcosa di evocativo: immagini di vesti preziose, gioielli, barattoli preziosi di spezie, unguenti (altra parola magica), carovane di cammelli, capelli bianchi ben pettinati, lasciati morbidi a ricadere sulle spalle.
Evoca attraversamenti epocali. Gente venuta da lontano. Culture che si incontrano senz’astio.
Il commercio trasformato in marketing e, quindi, in consumismo che ci sta distruggendo, un tempo era strumento di unione. E una scusa per girare il mondo. Marco Polo che se ne va in Oriente.
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