184 – Milano design week. Luigi Ghirri. Interno italiano.

Appartamento Lago - Via Brera 30 - Milano Design WeekSi snoda intorno a una vecchia corte, al secondo piano di un bel palazzo antico in via Brera 30, l’Appartamento Lago, appuntamento fisso per me nella settimana del Fuori Salone, quando Milano si riempie di turisti, hipster, artisti, designer, architetti, esperti, eccentrici… E da affascinante diventa bella.
Comincio qui. Da questa casa intorno a cui si gira – pianerottolo, porta a destra, ingresso, living room, cucina, salotto, corridoio, bagno, bagno, corridoio, ingresso; pianerottolo, porta a sinistra, ingresso, sala da pranzo, corridoio, camere da letto, corridoio, sala da pranzo, ingresso, pianerottolo – che più che mostrare i mobili Lago, li fa vivere, li rendi veri e apre le porte all’immaginazione, ribaltando le prospettive. Come a dire: ecco, se avessi un tavolo così, è qui che vivrei. In una vecchia ed enorme casa al secondo piano di via Brera 30, affacciata sui grattacieli nuovi di Gae Aulenti da una parte e sui vicoli stretti di Brera dall’altra.
Il concept in sé è geniale e unico: case vere al posto di show room. Stanze arredate e vissute al posto di vetrine. E la possibilità di essere attivamente coinvolti nel progetto, diventando parte di una rete.
C’è da costruirci sopra ben più di un castello.
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134 – Dalle nuvole al design. Attraversando la primavera.

Primavera_parco_Sempione
Dalle nuvole al design mi sono imbattuta nella primavera.
E’ sbocciata all’improvviso cogliendomi di sorpresa. E’ durata il tempo di una passeggiata.
Si è insinuata strisciando nel grigio. E’ fiorita poco prima che giungessi a destinazione.
E’ stato un tripudio di azzurro e verde germoglio. Una festa di bianco e rosa pallido.
Così ho attraversato Parco Sempione. Con la netta sensazione di qualcosa che cancellava via questo inverno senza fine.
Sono arrivata in Triennale, terza tappa di questo mio Fuori Salone in passeggino, sospinta da una brezza gentile. Carica di energia nuova. Con il sole a guardarmi le spalle.
Non so dire se sia stato questo il motivo del mio entusiasmo.
Se la luce diffusa abbia trasformato l’essenza delle opere esposte. Rendendo meraviglioso ciò che forse, in condizioni normali, sarebbe mediocre.
Sta di fatto che l’esposizione di quest’anno mi è piaciuta molto.
E voglio raccontarla attraverso piccoli oggetti. Dettagli. Che a poterli possedere, renderebbero più bello il mio vivere.
Primavera_Sempione
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45 – Il gattino di Alessi(A)

Volevo una borsa. Per Natale volevo una borsa e mi è arrivato un gattino. Un gattino-gancio per appendere le borse al tavolo. Per essere sorprendenti al ristorante. Al bar. In ufficio.

All’inizio l’ho snobbato. Volevo una borsa. Non un gancio per borse!

Ma alla fine, guardandolo bene, beh… è proprio carino. Una figurina simpatica che oggi mi ha tenuto compagnia per tutta la giornata nel noioso 27 dicembre lavorativo.
Sottile, discreto, funzionale. Poco appariscente eppur degno di nota.

E’ Minou, il gancio da tavolo per borsa di Alessi, il noto marchio del design italiano conosciuto in tutto il mondo.

I prodotti di Alessi non mi piacciono. Un po’ come quelli di Kartell (a parte qualche rara eccezione). Sarà perché le forme sono così riconoscibili e presenti ovunque che mi hanno decisamente annoiato. Sarà perché trovo gli oggetti fintamente accattivanti. Con un design creato per attrarre che a me suscita solo fastidio. In ogni caso, nei grandi store, generalmente, salto i reparti di Alessi a pie’ pari e senza alcun rimpianto.

Così il grazioso gattino nero (esiste anche in versione acciaio) del 2010 mi era del tutto sfuggito. Tra l’altro non amo neppure riempirmi la borsa di oggetti inutili da portare in giro. Probabilmente, anche lo avessi notato, non lo avrei degnato di un solo pensiero. Ora, invece, rimirandolo, trovo che sia davvero bello. Comodo. E, soprattutto, simpatico. Ha un profilo simpatico.

Il piccolo gatto che il Gatto ha regalato alla Gatta.

Continuo a volere la borsa… Ma per il momento posso serenamente accontentarmi del felino!

MINOU
Gancio da tavola per borsa
Collezione: Alessi
Autore: Frederic Gooris
Dimensioni: 10.6cm x 6cm
Anno: 2010

Dello stesso autore, anche Pip, portachiavi.

25 – Nel mondo delle cose

La parola design è affascinante. Disegno, designo, di-segno. Ha tantissimi significati. Coinvolge tutti, indipendentemente dal ceto sociale, dalla dichiarazione dei redditi, dal livello culturale. Si infiltra, come l’acqua tra le rocce, nella vita quotidiana e la plasma.
A differenze dell’Arte, quella con la A maiuscola dei pittori e degli scultori, il design appartiene a tutti.
Nella maggior parte dei casi, pochi ricordano il nome dell’artista. Tutti (o quasi) conoscono l’oggetto che ha prodotto, ne sono venuti a contatto, lo hanno utilizzato.
Il design è popolare. É POPART vera e pura. Arte del popolo, indipendentemente dal conto corrente in banca e dalla voglia (e le possibilità) o meno di frequentare musei e spazi espositivi. Basta entrare in un centro commerciale, in un supermercato, nei grandi magazzini. Basta trascorrere un pomeriggio all’IKEA. E un pomeriggio all’IKEA, almeno una volta nella vita, lo hanno trascorso tutti.
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17 – Food design

Serata noiosa. Mi addormento guardando AnnoZero. Mi sveglio sentendo Saviano. Mi riaddormento sulle parole, forse, di Concita De Gregorio. Mi sveglio perché squilla il telefono. Sonnecchio. Mi sveglio definitivamente con Vauro.
Latte caldo per placare la gola in fiamme, mi butto a capofitto nell’unica attività che in questo ottobre di cielo azzurro e foglie rosse mi soddisfa: cercare.
Cosa cerco nemmeno lo so. Quello che ho imparato è che a furia di cercare qualcosa arriva sempre. Metafora realistica della mia vita di oggi. Parole che sono pronostici per il futuro. Ma non divaghiamo.
Trovo… Trovo due piccole chicche che mi esaltano, accendono quella fiammella sacra dell’esclamazione entusiasta.
Eccole. Senza troppi commenti aggiuntivi. Deliziosamente carini. Cute. Cool. Wow. Ohhhhhh.
Mi piacciono tanto. Posso andare a dormire serena.

BIRDY JUICE di Mats Ottdal
Se il packaging dei succhi di frutta fosse questo, sarei la prima consumatrice al mondo di succhi di frutta. Lui è un designer norvegese, loro sono buffi pinguini con antenna che starebbero da Dio nella mia cucina, tra il barattolo del caffè e quello dello zucchero. Mi piace molto.

HANGER TEA di Soon Mo Kang
Anche in questo caso un’idea assolutamente geniale. Bustine da t-(shirt) da appendere alla tazza come magliette. E da riporre nella scatola/armadio quando non servono. Se questo oggetto lo trovo in giro… sarà il regalo di Natale per tutte le mie amiche fashion!