130 – Cronache dal regno. Fuori la pioggia.

PioggiaAppoggia la piccola mano sul vetro della finestra della sua stanza. Sorride. Al sole di ieri e alla pioggia di oggi. Al fango del cantiere di fronte. Alle biciclette frettolose. Agli ombrelli neri.
Sorride. Non so se sia il tatto o la vista a strapparle lo stupore. Provo a immaginare.
E mentre lei scopre il mondo, io penso a un’altra giornata da sole. Conto alla rovescia. Un altro pomeriggio chiuse in casa. Mente fuori diluvia. Ancora.
Penso alla primavera che non arriva. Alle cose che potremmo fare. Io e lei. Pur nello spazio ristretto dei nostri movimenti. E dei suoi bisogni. Ma è un universo pieno di cose. Aldilà di quel vetro. E la sua mano a toccare quel confine, è come il mio pensiero. Chiuso al di qua dell’universo. Ma pieno di stupore.

Sono pomeriggi di coniglietti blu e apine gialle. Giostrine che girano e libri che frusciano.
Pomeriggi solitari di noi due. E poco altro.
A volte mi sento perfettamente appagata. Felice.
Altre mi manca l’aria. Mi sento soffocare.
Vorrei prendere lei, vestirla e portarla fuori. A farle conoscere quello che è il mio mondo. Che era il mondo. Non importa se fuori piove, nevica o c’è l’apocalisse.
Ma non lo faccio. Penso che avremo tempo. Che la primavera sta per arrivare. E so anche che, alla fine, in questa realtà ovattata di balocchi, mi sento al sicuro.
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