199 – E dalla Cina, due ricette da rifare a casa

A conclusione del post precedente (La Cucina Cinese in 6 tappe gastronomiche), due ricette tra quelle che ho personalmente assaggiato che ci sono state fornite e che sono facilmente riproducibili anche in Italia senza particolari difficoltà nel reperimento degli ingredienti.
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198 – La cucina cinese in 6 tappe gastronomiche

UnTour - Chinese Street Food, ShanghaiLa cucina cinese è come la cucina delle trattorie di paese – ricca, gustosa, abbondante con qualcosa di incredibilmente affascinante che le deriva dalle tradizioni antiche, da una cultura popolare che sa di saggezza.
Non è solo la varietà a conferirle la fama di cui gode. E’ soprattutto quella capacità di accostare ingredienti dissonanti senza mai diventare stucchevole. Quella perfezione di sapori che ne contraddistingue i piatti. E’ una cucina “avvolgente”. Non è “estetica” come potrebbe esserlo quella giapponese. Non è raffinata come la francese e non sarà mai di moda. Ma tra tutte le cucine all’estero che ho provato è la sola a non avermi annoiato.

UnTour - Tour Enogastronomico in 6 tappe, ShanghaiL’ultimo giorno a Shanghai abbiamo deciso di prendere parte a un tour enogastronomico di cui avevo letto sul blog di Ilaria: lei ne aveva parlato bene, io avevo voglia di capirci qualcosa di più.
L’agenzia a cui ci siamo rivolti si chiama UnTour e offre diversi pacchetti sia a Beijing che a Shanghai, con obiettivi, giorni e costi diversi. Noi abbiamo optato per il Night Markets che prevede un tour in inglese di 3 ore (in realtà sono diventate quasi 4) alla scoperta della gastronomia tipica di Shanghai (e non) attraverso 6 tappe gastronomiche tra piccoli ristoranti decisamente non proprio turistici e baracchini specializzati in cucina da strada.
Abbiamo assaggiato diversi piatti mentre una ragazza molto preparata mescolava informazioni relative al cibo a nozioni che avevano a che fare con la cultura, le tradizioni e la società cinese.
E’ stato interessante. Molto divertente. Abbiamo trascorso una serata diversa piuttosto internazionale e, soprattutto, abbiamo mangiato in posti e assaggiato cose che probabilmente soli non ci saremmo azzardati di provare.

Qui sotto il tour fotografico, qualche indirizzo e, nel prossimo post, due ricette della nostra esperienza iniziata in Shouning Road (una strada piuttosto corta e non troppo lontana dal nostro hotel che la sera si accende con le luci di decine di minuscoli ristoranti e locali) e terminato in Jianguo Road, a una ventina di minuti di camminata a piedi dal punto di partenza, nel cuore di un altro quartiere in cui lo street food e i tavoli in strada rappresentano il topic della serata tipica. Con qualche indirizzo e una ricetta che ci è stata gentilmente fornita alla fine del giro.

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197 – Passeggiando da Xîntiândì a Tiánzîfáng

Animal Landing @Xintiandi - ShanghaiSe Pudong è stata la spinta per visitare Shanghai, la Concessione Francese, con la sua storia fatta di coraggiosi avventurieri e prostitute bambine, spregiudicati commercianti e appassionati sognatori, avidi contrabbandieri e loschi figuri, è stato il quartiere che più di ogni altro mi ha fatto pensare “qui ci vivrei”.
Del mito che si porta dietro e su cui si fondava la mia immaginazione, rimane ben poco: oggi la Concessione Francese è un distretto residenziale abitato, per lo più, da occidentali e cinesi ricchi e sta a Shanghai come Manhattan sta a New York.

Concessione Francese - ShanghiaSe, infatti, le ampie strade alberate, i grattacieli che la circondano, i centri commerciali avveniristici, mi ricordino la Fifth Avenue e le strade dell’Upper West Side, le minuscole aree di Xîntiândì e di Tiánzîfáng con i loro lòngtáng (vicoli) pedonali sono un mix tra Soho e il Village, con un’impronta decisamente orientale.
Qui, tra queste strade eleganti che un tempo hanno fatto la storia della città, si consumano brunch domenicali e battute di shopping, incontri da Starbucks e passeggiate tra amiche, chiacchiere di fronte a elaboratissimi cocktail e cene romantiche da diverse centinaia di yuan.
Qui, mamme elegantissime sobriamente vestite spingono passeggini ultramoderni costosissimi. Qui, le bambine non indossano tutù sintetici rosa bordati di paillette d’argento, ma camicette nere su calzoncini beige e ballerine in tinta rigorosamente in vera pelle.
Qui, non si sputa, non si scaraccia, non si grida. Non si mangiano noodles e dumpling, ma strani piatti vegani in quantità ridotte accompagnati da bevande naturali rigorosamente biologiche.Concessione Francese - Shanghai

La Concessione Francese è il quartiere hipster di Shanghai, quello in cui venire a fare shopping in cerca delle ultime tendenze. Non solo in fatto di moda, ma anche di design, accessori, food.
Un quartiere da scoprire con calma, rigorosamente a piedi, perdendosi nelle strade laterali che tagliano le arterie principali, in una passeggiata lunga un giorno da Xîntiândì a Tiánzîfáng.
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196 – Shanghai è (anche) Pudong

Hongquiao - ShanghaiLa prima cosa che noto di Shanghai alla stazione ferroviaria Hongqiao dove arrivano e partono i treni super veloci da e per Pechino è la grandissima confusione che la caratterizza e che parla dell’oltre miliardo di persone che popolano la Cina.
Molto più che a Pechino, infatti, Shanghai, si percepisce la sensazione della folla, dell’immenso, del caos. La stazione di Honggiao è infinita, al punto che a un certo punto ho la sensazione di trovarmi di fronte a uno specchio che deforma la profondità dell’ambiente. C’è gente ovunque, caldo nonostante l’aria condizionata e un continuo scorrermi intorno di vita e di storie.
La stessa confusione in movimento, che sarà una costante di tutti i miei giorni qui, la percepisco quando, la sera stessa dell’arrivo, prendiamo la metropolitana per andare a Pudong.
ShanghaiLa seconda cosa che mi colpisce attraversandola in taxi sino al nostro hotel (Shanghai Narada Boutique Hotel. Recensione su Tripadvisor), oltre al traffico, sono le cabine telefoniche rosse simili a quelle di Londra in cui spicca, in caratteri occidentali, la scritta Wi-Fi.

Il terzo ricordo che mi porterò dietro è lo scintillio dei grattacieli di Pudong quando, ormai dopo il tramonto, ci infiliamo nel caldo asfissiante e appiccicoso della città per trascorrere proprio a Pudong la nostra prima sera.
L’Oriental Pearl TV Tower scintilla di rosa e di blu. Lo Shanghai World Financial Center,conosciuto anche come il Cavatappi per la sua forma che ricorda proprio quella di un apribottiglie, è acceso di azzurro. La Shanghai Tower, che vista da sotto appare come un gigante infinito a sfidare qualsiasi piccolezza umana, presenta per tutta la sua altezza una scritta in caratteri cinesi verde e gialla che la illumina a intermittenza e la fa apparire ancora più alta. È illuminata la Jinmao Tower che sulla guida viene descritta come una pagoda ribaltata ma che a me ricorda molto di più la corona di una regina nelle favole dei bambini. E sono illuminati tutti i grattacieli del distretto e quelli aldilà del fiume.
Come tutte le grandi città del futuro, la notte di Shanghai è accesa e scintillante. Con la variante del colore che qui come a Hong Kong contraddistingue lo skyline e lo rende unico.
Oriental Pearl TV Tower - Shanghai Pudong dal Bund - Shanghai Continua a leggere

195 – Dell’anatra alla pechinese e di altre specialità di Beijing

Chef preparano l'anatra all'aranciaA Pechino sono rimasta 4 giorni pieni, cinque notti in totale. Non ho la pretesa di avere capito la complessa cucina cinese in così poco tempo. Né tanto meno di poter essere anche solo vagamente esaustiva, nei suggerimenti che darò, rispetto a quello che si può mangiare e dove.
Posso solo raccontare la mia esperienza, le mie sensazioni, quello che ho capito io in questo poco tempo.
Per esempio, ho capito che esiste una cucina specifica di Beijing che non è la cantonese, non è la cucina del Sìchuân, non è la cucina orientale, non è quella settentrionale.
È la cucina di Beijing. Punto.
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