92 – Oggi è un giorno che vale la pena…


Oggi è un giorno che vale la pena.
Ma
vale la pena guardarsi alle spalle. E anche uno specchio può andare bene. Per liberarsi dalle catene. Dalle montagne venire a valle…
Sono giorni che la canticchio in silenzio. Questa canzone vecchia di un passato remoto tardo-adolescenziale di concerti rubati e sogni sussurrati. La canticchio e penso a cosa diavolo significhi. Ma che significa che vale la pena guardarsi alle spalle?
Lei, la canzone, è arrivata così. Inaspettata. Mi è entrata dentro in quest’estate indiana e non mi lascia. Parla di stelle nere. Di bisogno di sentirsi vivi. Di onde che arrivano e ladri di supermercati. Di porti e spiagge. E parla di sereno. Del sereno che prima o poi arriva.

Ottobre non è mai stato così strano. Le foglie sono ancora verdi. Per strada camminano canottiere e infradito. Gonne leggere e magliette colorate. Scivolano leggere le biciclette.
E tra le tante la mia. Rossa e blu. La bici di mio padre. Un po’ vecchia un po’ vintage.
Con i raggi ricoperti di plastica colorata. Il freno dietro che non frena. Il sellino nero non originale. La ruggine sul manubrio.
Scivola leggera anche la mia bicicletta. Nel parco fresco delle prime ore del mattino. Nel traffico puzzolente della sera. Sull’asfalto ancora bollente del pomeriggio.
A rincorrere cose, persone, progetti… Tutto troppo indefinito per essere vero. Tutto troppo lontano per interessarmi seriamente.
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