Interludio di viaggio N. 7 – L’incredibile storia del Salmone Chinook

Canada - Rearguards National ParkNel penultimo giorno di viaggio prima di approdare a Vancouver, meta sognata e ambita e dove non vedevo l’ora di arrivare, lasciando Hinton, il Jasper National Park, l’Alberta, al confine con la British Columbia, decidiamo di fare una sosta per visitare le Rearguards Falls Provincial Park.
Si tratta di un parco minore, secondario, molto simile, paesaggisticamente, a quelli visti finora, bellissimo nella luce luminosa con cui ci accoglie e nel cielo blu che lo sovrasta.
Fa caldo. E’ il primo vero caldo canadese. 30 gradi. Destinati ad aumentare man mano che ci spostiamo verso Ovest. Fino agli inaspettati 39 di Kamloops. Ma questa è un’altra storia. E’ la storia del Far West centrale e la racconterò nei prossimi post.
Canada - Rearguard FallsCanada - Rearguard FallsLe Rearguard Falls, parte del Rearguard Falls Provincial Park, sono l’ultimo punto in cui arrivano i Salmoni Chinook dopo essere partiti dall’Oceano Pacifico, aver risalito la corrente per 800 miglia ed essere giunti fin qui per deporre le uova, stremati ma vivi. E pronti a procreare.
Ne arriva circa il 15% di tutti quelli che partono, un anno prima, dal mare. Gli altri, non ce la fanno. Muoiono lungo la strada. Vengono uccisi. Si perdono via.
E’ la dura legge della natura. Crudele, spietata. Che uccide il singolo per rendere più forte la specie. Che non ha pietà. Perché la pietà è sentimento umano. E l’umanità pietosa è miserabile. La natura portentosa non può impietosirsi. Non le è permesso. E in questo sta la sua grandezza e la sua forza.

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Interludio di viaggio N. 6 – Hinton, metafora della Grande Provincia

HintonHinton, Alberta, 10 mila abitanti che vivono in un manipolo di casette basse a ridosso di una foresta sconfinata di pini, si trova a un’ottantina di chilometri da Jasper, proprio oltre il confine del Jasper National Park
E’ un non luogo. O meglio. A me così è sembrato quando vi siamo giunti in tarda serata cercando il motel che avevamo prenotato e che abbiamo usato per tre notti come punto di partenza per esplorare il parco e la zona limitrofa.
Uno di quei posti, e l’America del Nord ne è piena, la cui esistenza geografica è giustificata esclusivamente dalla presenza di una strada, generalmente statale o provinciale, fiancheggiata a destra e sinistra da catene di motel low-budget, distributori di benzina, catene di Fast Food (Mc Donald, Taco Bell, KFC…), catene di supermercati (Safeway, Wallmart, Seven Eleven…).
Hinton - Strada Statale

Hinton - Twins Pine Inn & SuitesDurante il mio primissimo viaggio americano a San Francisco ne ero rimasta completamente affascinata. I motel lungo la strada, con le loro insegne luminose, la loro struttura a ferro di cavallo, lo spiazzo destinato al parcheggio spesso semivuoto, la promessa del miglior prezzo in città (per altro garantita da tutti), mi attiravano come calamite.
Squallidi, anonimi, spesso mal frequentati, li trovavo (ed è ancora così) irresistibili. Come irresistibili trovavo (e trovo) i luoghi in cui sorgono.
Aree isolate in mezzo al nulla. Punti luminosi dentro a un buio sconfinato. Luoghi in cui ci si ferma per avere conferma della propria appartenenza alla razza umana. Posti così. Alienanti e rassicuranti al tempo stesso.

Come mi era sembrata Hinton arrivandoci a notte fonda: una lunga sequenza di catene circondate dall’infinita foresta di pini canadese. Un non luogo, appunto.

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Interludio di viaggio N. 5 – Sulla Icefields Parkway

Icefields ParkwayLa Icefields Parkway (che ha persino un sito internet) è la strada che collega Lake Louise a Jasper, il Banff National Park al Jasper National Park, per un totale di 230km di vedute mozzafiato, paesaggi spettacolari, specchi azzurri incastonati tra le montagne, ghiacciai gloriosi.
E’ una strada con una storia, una personalità, un fascino indiscutibile e un nome.
In Italia poche strade hanno un nome. Certo. Le autostrade sono contrassegnate da un numero. Alcune vie sono conosciute con il loro nome storico (la via francigena, per esempio). In generale, però, le strade non hanno un’identità, dal momento che a farla da padrone sono i paesi, le città, le località che attraversano.
In America, e penso anche agli Stati Uniti, in un Paese in cui le distanze sono infinite e si guida per ore senza incontrare nulla, le strade rappresentano un universo a sé. Sono mondi. Con identità precise e riconoscibili.
On the road non avrebbe potuto essere scritto da nessuna parte se non qui.

La Icefields Parkway, che ovviamente deve il nome alla presenza dei numerosi ghiacciai sotto ai quali sfila, è una di queste strade mitiche, con cui non ci si può proprio non confrontare viaggiando da queste parti.
Serpeggia per chilometri e chilometri in mezzo a distese infinite di pini, sotto a montagne che diventano sempre più maestose, imponenti, rocciose. Gioca a nascondino con il fiume, si apre su improvvise cascate, su vallate profonde. Laghi color smeraldo la fiancheggiano di quando in quando.

Noi la imbocchiamo in una mattina calda di sole, nessun programma in particolare se non l’esigenza di raggiungere il nostro hotel situato a 80km da Jasper entro sera. Nessuna fretta di arrivare. Aperti a qualsiasi possibilità ci si presenti davanti.
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Interludio di viaggio N. 4 – Dentro al Banff National Park

Banff National Park - Moraine LakeLe acque azzurre di Lake Louise, quelle turchesi del Moraine Lake e l’aria leggerissima sul Lago Minnewanka sono ciò che sicuramente mi porterò dietro da questo viaggio.

Le montagne intorno, le nuvole grigie che letteralmente si sciolgono sopra di noi quando arriviamo a Lake Louise, il cielo blu contro cui si stagliano le vette, i 10 picchi intorno al Moraine Lake, quella leggerezza palpabile di azzurro sul Minnewanka Lake. I boschi. Puliti nella confusione caotica di radici e aghi di pino sparsi ovunque, sottobosco che non conosco e che non temo.

Lake Louise - Moraine Lake - Minnewaka LakeE i prati di fiori. La vecchia stazione ferroviaria trasformata in ristorante, a pochi chilometri da Lake Louise Village, con quell’unico binario, ancora in uso, che corre parallelo al Bow River, in fondo alla valle, percorso da treni merci lunghi chilometri, senza esagerare, che mi ricordano che non sono nella Vecchia Europa. Che questa era, e forse è ancora, una terra di frontiera. Che la ferrovia ha segnato un’epoca.
Banff National Park - Lake Louise Village

Sono giorni di questo. Strade deserte, località turistiche affollate. Ma basta addentrarsi pochi metri dentro ai sentieri e le uniche voci che si sentono sono le nostre, gli unici pensieri i miei.
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Interludio di viaggio N. 3 – Sulla strada. Direzione Banff National Park

Alberta - Wild Rose CountryUno dei viaggi più belli che io abbia fatto è stato quello nel South-West americano, attraversando uno stato dopo l’altro, macinando chilometri su chilometri, valicando frontiere e confini. Non è stato per i posti visti in sé, meravigliosi comunque di loro, ma per quel brivido che mi coglieva ogni mattina quando caricavamo le valigie sulla macchina e ci preparavamo a partire. Quella sensazione di libertà totale, di possibilità infinite, di strade sconosciute da percorrere.

Ecco, per me vacanza significa “spostarsi”. Andare, lasciarsi alle spalle piccoli tratti e proseguire. Senza una meta precisa. Semplicemente con una vaga direzione verso cui puntare.

Naturalmente non tutte le vacanze possono essere così. E c’è, comunque, chi preferisce rimanere sedentario, scegliere un punto e utilizzarlo come “punto di partenza”. Quella che io chiamo “vacanza a raggiera”.

Quello che, invece, amo io, quello che mi fa sentire viva, quello che mi permette di lasciarmi indietro tutto, è la vacanza a “segmenti”. Percorrere pezzetti di strada e ritrovarsi la sera sempre un po’ più in là. Non importa se verso Est, Ovest, Nord o Sud. Andare in là.

Questa è la vacanza per me.
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