229 – Un weekend con gli elfi, Babbo Natale e il Cappellaio Matto

Montecatini (PT)A Montecatini Terme, là dove già in epoca medievale ricchi mercanti e nobili agiati venivano a beneficiare delle proprietà curative delle acque della zona, noi siamo andati per tuffarci in acque diverse: quelle fatate delle fiabe e dei sogni.
Qui, infatti, l’uno a poca distanza dall’altro, all’interno dello splendido parco termale che si estende intorno alla città per ben 10.000 kmq, si trovano due luoghi magici, posti speciali dove tornare bambini per un po’ e rivivere il ricordo della meraviglia di giocare in mondi favolosi.

Nel primo weekend di dicembre, gelido e bianco, buio di notti che arrivano sempre prima, a Montecatini Terme, dove tutti vanno per curarsi e rilassarsi, noi siamo andati a visitare il Piccolo Regno Incantato e la Casa di Babbo Natale. Siamo andati per fuggire dalla routine milanese, scoprire piccoli angoli di Italia nascosta e allontanare il grigio che ci avvolgeva da un po’.
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224 – Mangiare etnico a Milano

Vietnamonamour - Via Taramelli 67, MilanoCredit: Vietnamonamour

Se c’è una cosa che a Milano è cambiata sicuramente negli ultimi anni è il panorama enogastronimo che fa da sfondo alla rinascita cittadina. O a quella che io, ormai da diverso tempo, mi vivo come rinascita cittadina.
Se prima, infatti, ristoranti etnici era sinonimo di “ristoranti cinesi” o, alla meno peggio “giaponesi cinesizzati”, ora questo termine include uno scenario piuttosto ampio di cucine, tradizioni, ricette e alimenti che rendono la scelta più interessante.
Premesso che amo molto le cucine orientali, sono decisamente affascinata da ogni altra cucina presente nel mondo. Anzi, meno noto e battuto è il paese più la sua cucina mi affascinata e riempie.
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223 – Di Becco di Rame e del nuovo teatro del Buratto in Maciacchini

E’ arrivato l’autunno. E’ arrivato quando ormai nessuno pensava sarebbe arrivato. Gelido e profumato di sere che iniziano presto e di tramonti ventosi che si stagliano sui palazzi.
E’ arrivato mentre pedalavo verso casa, con il freddo che penetrava attraverso la giacca abbottonata fino al collo e le mani rosse e screpolate. Gli occhi a cercare il confine tra il giorno e la notte. Costanza in immobile equilibrio sul seggiolino della bici.
Senza fretta mi ha sorpreso lungo via Imbonati, tra un negozio di kebab e la sede di qualche multinazionale sconosciuta. Mi ha seguito in via Valtellina prima e sul cavalcavia di Farini poi. Fin dentro al cortile, attaccato alla rastrelliera della bici nel cortile di ciottoli.
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222 – A Milano, il primo bar endemico al mondo

Wooding Bar - Via Garigliano 8, MilanoCi sono passata perché facilmente raggiungibile da casa e perché attratta dalle parole “endemico” “primo” “al mondo“.
Ci sono passata perché la Milano dei primati, delle novità, dell’innovazione mi affascina infinitamente.
Ci sono passata perché Wooding Bar è senz’altro un locale capace di incuriosire, con la sua idea stravagante e decisamente nuova come base per le fondamenta.

Il 3 ottobre è stato inaugurato a Milano il primo bar endemico al mondo. Non sapendo nemmeno esattamente cosa volesse dire (non “endemico”, ma “bar endemico”) ci sono passata per capire il contesto, cogliere il senso ultimo dell’idea e toccare con mano il frutto del progetto.
Risultato: qualche foto scattata in un momento ancora di grande calma e tranquillità, 4 chiacchiere con uno degli ideatori del locale, una birra giapponese bevuta in fretta prima di tornare a casa.
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221 – Crespi d’Adda: un mondo che non c’è più a due passi da Milano

Crespi d'Adda - Villaggio Crespi e OpificioAutunno. La stagione delle “cose piccole”. Di quelle che si nascondono dietro alla porta di casa. Che basta avvolgersi in un maglione di lana e raggomitolarsi sul sedile della macchina per trovare. Di quelle che è sufficiente passeggiare con la testa bassa e un tascapane enorme lungo marciapiedi noti per intravedere.
In autunno per me il mondo si chiude. Diventa minuscolo.
I grandi viaggi, le traversate, le scoperte epiche appartengono a un’altra stagione, alla gloriosa estate che mi strappa via dal presente in modo brutale.
L’autunno, invece, è un andare lento e rassicurante verso cose che sono a portata di mano. E che non per questo cessano di suscitare un fascino. Un incanto tutto loro.

Crespi d’Adda si trova a circa 45 minuti di auto da Milano. Facile da raggiungere, si visita in un pomeriggio. Salvo scegliere di pranzare in zona in uno dei tanti ristoranti/agriturismo che vi si trovano.
Sarà la prima meta della rubrica #HalFuoriPorta che inauguro ufficialmente oggi e che spero di riuscire ad aggiornare in modo costante tutti i mesi. O quasi.
Una luogo in cui desideravo andare da tempo e che è divento irrinunciabile dopo la visita alle miniere abbandonate in Cile.
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