223 – Di Becco di Rame e del nuovo teatro del Buratto in Maciacchini

E’ arrivato l’autunno. E’ arrivato quando ormai nessuno pensava sarebbe arrivato. Gelido e profumato di sere che iniziano presto e di tramonti ventosi che si stagliano sui palazzi.
E’ arrivato mentre pedalavo verso casa, con il freddo che penetrava attraverso la giacca abbottonata fino al collo e le mani rosse e screpolate. Gli occhi a cercare il confine tra il giorno e la notte. Costanza in immobile equilibrio sul seggiolino della bici.
Senza fretta mi ha sorpreso lungo via Imbonati, tra un negozio di kebab e la sede di qualche multinazionale sconosciuta. Mi ha seguito in via Valtellina prima e sul cavalcavia di Farini poi. Fin dentro al cortile, attaccato alla rastrelliera della bici nel cortile di ciottoli.
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210 – Kiddy Kabane: da Instagram a Verona

Kiddy Kabane - Via Scudi di Francia 5, MilanoPrima di Natale, nei giorni trafelati dello shopping compulsivo, dei regali nascosti ovunque, dei mercatini a ogni costo e dei tramonti rossi delle quattro, sono stata a Verona in giornata. Non ci tornavo da un tempo remotissimo che potrei collocare tra settembre e ottobre del 1994. Un secolo fa, una vita fa, un mondo fa.
Ricordo che indossavo un paio di Dc Martens con stringhe viola ai piedi, una giacca di velluto dal taglio militare, una borsa di stoffa e una gonna lunga che toccava terra.
Ero innamorata, emozionata, impaurita ed estremamente felice.
La felicità inconsapevole dei vent’anni.

Verona mi era sembrata stupenda.
Ricordo la luce limpida sulla città dall’alto della Torre dei Lamberti, la pizza deliziosa mangiata in uno dei ristoranti di piazza delle Erbe, le cartoline di Heyez da conservare dentro al diario. E Le Sorelle Materassi di Palazzeschi acquistato in una libreria del centro poco prima di riprendere il treno per tornare a Milano.
Il viaggio di ritorno da sola. La felicità di quella giornata d’amore.
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201 – In a world of pure immagination…

Nella Fabbrica di Willy WonkaCari amici, in occasione del terzo compleanno di B., Mr. Willy Wonka ha deciso di aprire eccezionalmente le porte della sua segretissima fabbrica di cioccolato sita in via …. a Milano. Siete perciò invitati a presentarvi alle ore 15.00 del giorno 1 Ottobre davanti al portone della fabbrica: ivi saranno elargite tavolette di cioccolata e i fortunati bambini che troveranno il biglietto dorato saranno invitati a entrare, assieme ai loro genitori, “in a world of pure imagination 🎶“. Dress code: ispiratevi liberamente al film; nel caso foste, a nostro insindacabile giudizio, troppo seriosi, sarete Oompa Loompizzati!

Quando ho ricevuto questo invito ho provato un moto di esaltazione. Primo perché adoro le feste a tema (anche quelle per bambini). Secondo perché adoro le feste a tema di ispirazione anglosassone (e cosa c’è di più anglosassone di un autore inglese – Roald Dahl – di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, che racconta con gelido umorismo inglese una storia molto British?). Terzo perché Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato è uno di quei racconti che fanno parte del mio vissuto, infilato sotto pelle come pezzetti di DNA, presente nel ricordo di infanzia da sempre.
Festa a tema: Nella Fabbrica di Willy WonkaCosì ieri pomeriggio, in una giornata calda e umida ma dai colori, finalmente, autunnali, siamo entrati nella Fabbrica di Cioccolato, non prima di esserci sciroppati, per lo meno 10 volte nell’ultimo mese, il film (quello vecchio con Gene Wilder, non il remake di Tim Burton) con Costanza la minuscola; aver recuperato una parrucca verde per oompa lumpizzarci anche noi e aver trovato un “succhia succhia che non si consuma mai” da portare alla festeggiata.
In un crescendo di esaltazione (mia) che non vedevo l’ora di vedere che cosa si fossero inventati questi amici italiani residenti a Londra per rendere speciale il compleanno della piccola B., abbiamo preso parte a quello che per me è diventato un appuntamento fisso di inizio autunno.

Il racconto è fotografico. Quasi tutte le decorazioni sono state realizzate in casa con materiale di recupero. Il buffet era, naturalmente, a tema. Così come il look dei padroni di casa (Oompa Loompa la mamma, Willy Wonka il papà) e di Little B., adorabilmente vestita come l’odiosa e viziatissima Verusca)
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163 – Un tè con il Cappellaio Matto e la Regina di Cuori

Il tè del Cappellaio MattoCi sono cose che adoro infinitamente. Cose piccole. Dettagli. Che, però, danno consistenza al mondo e gli regalano magia:
le porcellane inglesi e l’idea del tè delle cinque.
I piatti vintage e i barattoli in vetro usati come bicchieri.
Le alzatine e i tovaglioli decorati.
Le cannucce a righe e i biscotti a forma di teiera.
La cheesecake fatta in casa e le forchettine da dolce.
Alice nel Paese delle Meraviglie. E tutto l’universo che si porta dietro.

Il tè del Cappellaio MattoE’ la seconda volta, quest’anno, che prendo parte a un “evento” in onore di Alice: la prima volta è stato in occasione di una cena, una cena speciale, per festeggiare i 150 anni di Alice con un menu venuto fuori direttamente dalla Cucina delle Meraviglie; la seconda, il compleanno di una bimba di 2 anni. O meglio: Il non compleanno di tutti, tranne una!

Il tè del Cappellaio MattoIl compleanno di una bambina. E’ buffo a pensarci, no?
Un’idea meravigliosa. Anglosassone oltre ogni dire. Di quel mondo anglosassone che io adoro infinitamente. E non è un caso che i genitori in questione vivano a Londra.
Un’idea semplice, a modo suo. Che, però, ha intrigato gli adulti (a cui è stato chiesto, semplicemente, di presentarsi con un cappello in testa). E incuriosito i bambini, lasciando a bocca aperta i più piccoli quando la Regina di Cuori (alias la mamma della festeggiata), in abito di gala, si è presentata al tè del Cappellaio Matto (il papà).
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144 – Colazione da Baby Buh!

Baby Buh - Temporary Store via del Carmine, MilanoNel cuore di Brera, in via del Carmine, 9, a pochi passi dalla luminosa Piazza del Carmine che, per qualche strano motivo, io attraverso sempre in una luce blu cobalto e rosso mattone, fino al 6 giugno, rimarrà aperto il tempory store Baby Buh, brand specializzato in abbigliamento per bambini dagli 0 ai 6 anni che si caratterizza per l’originalità della linea, l’attenzione al dettaglio e la proposta, che va oltre i classici abitini, tutine, magliette, completini…
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