221 – Crespi d’Adda: un mondo che non c’è più a due passi da Milano

Crespi d'Adda - Villaggio Crespi e OpificioAutunno. La stagione delle “cose piccole”. Di quelle che si nascondono dietro alla porta di casa. Che basta avvolgersi in un maglione di lana e raggomitolarsi sul sedile della macchina per trovare. Di quelle che è sufficiente passeggiare con la testa bassa e un tascapane enorme lungo marciapiedi noti per intravedere.
In autunno per me il mondo si chiude. Diventa minuscolo.
I grandi viaggi, le traversate, le scoperte epiche appartengono a un’altra stagione, alla gloriosa estate che mi strappa via dal presente in modo brutale.
L’autunno, invece, è un andare lento e rassicurante verso cose che sono a portata di mano. E che non per questo cessano di suscitare un fascino. Un incanto tutto loro.

Crespi d’Adda si trova a circa 45 minuti di auto da Milano. Facile da raggiungere, si visita in un pomeriggio. Salvo scegliere di pranzare in zona in uno dei tanti ristoranti/agriturismo che vi si trovano.
Sarà la prima meta della rubrica #HalFuoriPorta che inauguro ufficialmente oggi e che spero di riuscire ad aggiornare in modo costante tutti i mesi. O quasi.
Una luogo in cui desideravo andare da tempo e che è divento irrinunciabile dopo la visita alle miniere abbandonate in Cile.

Crespi d'Adda - Villaggio Crespi e OpificioPatrimonio dell’Unesco, infatti, come le ghost town cilene anche Crespi d’Adda racconta una storia di fantasmi, di un mondo inghiottito dalla modernità che ha saputo, però, conservarsi intatto nel tempo, cancellando con la sua immobilità, 80 anni di storia italiana e mondiale.
Abitato ora da circa 400 abitanti, per lo più discendenti degli operai dell’opificio tessile che per anni qui ha dominato ogni cosa, il centro fu un tempo un modello esemplare di villaggio ideale del lavoro.
Crespi d'Adda - Villaggio Crespi e OpificioSotto al patronato della ricca e lungimirante famiglia Crespi, originaria di Busto Arsizio ma residente a Milano, qui si sviluppò un modello industriale più unico che raro in Italia, una sorta di grande feudo autosufficiente dominato da un Padre Padrone, carnefice e benefattore allo stesso tempo.

Cristoforo Beningno Crespi
prima e il figlio Silvio poi, infatti, hanno saputo, nel giro di una cinquantina d’anni, dal 1878 al 1930, dare vita a una cittadina industriale dove tutto era pensato per far sì che gli operai fossero il più produttivi possibili, secondo l’idea che solo attraverso il miglioramento della loro esistenza, questi avrebbero incrementato la loro produttività: sì, quindi, alla scuola, costruita all’epoca e obbligatoria fino a 12 anni; sì al piccolo Pronto Soccorso e alla presenza di un medico in loco per tutte i casi di emergenza della fabbrica; sì alle villette, costruite secondo un modello di razionalità e ordine, dove le famiglie potevano abitare gratuitamente avendo a disposizione anche un piccolo appezzamento di terra da coltivare e le sementi gratis da piantare; sì al lavatoio, al locale del Dopolavoro (adesso un bar) per incontrarsi, discutere e rilassarsi; sì all’albergo…
Crespi d'Adda - Villaggio Crespi e OpificioCrespi d'Adda - Villaggio Crespi e Opificio

Crespi d'Adda - Villaggio Crespi e OpificioSì anche a una fabbrica costruita per essere produttiva dentro e bella fuori, con capannoni ed edifici realizzati secondo un eclettismo estetico di indubbio fascino.

Il modello urbano sono le antiche città romane. Con il cardo e il decumano a sezionarle e il resto delle strade ad affiancarsi parallelamente all’uno o all’altro.
La presenza dei due fiumi – il Brembo e l’Adda – ha fatto sì che il villaggio si conservasse intatto finora, isolato dal mondo e dal tempo.

Crespi d’Adda si visita in autonomia in un pomeriggio.
Ma io consiglio vivamente di affidarsi a un tour guidato che racconti gli aneddoti e le storie piccole di questo posto sospeso, riempiendo di vita e voci e sogni queste strade così perfettamente immobili.
Noi ci siamo affidati a Crespi Cultura – Associazione Culturale Villaggio Crespi (tel. 02-90987191), un’associazione che da 20 anni opera sul territorio. Il costo del tour è di 6€ per gli adulti. I bambini non pagano.

#HalFuoriPorta

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