220 – Dal deserto ai Pinguini di Humboldt

Route 5 - Da San Pedro a ValparaisoLa Panamericana che da Antofagasta viaggia verso Sud in direzione Santiago è una strada infinita, per lo più tracciata nel nulla, che dai deserti sconfinati, scende attraverso valli verdissime e si arrampica su basse scogliere e bianche distese di sabbia.

Da San Pedro a Valparaiso abbiamo fatto tre tappe:
Antofagasta, una città enorme e a prima vista non troppo accattivante che vive, soprattutto, dell’attività portuale e delle miniere del vicino deserto di Atacama;
Caldera, minuscolo porticciolo a cui approdiamo dopo aver visitato il Parque Nacional Pan de Azucar e che ci consente di sbirciare anche la ben più famosa (e graziosa) Bahia Iglesia;
e Punta Chorro, luogo incantevole raggiungibile dopo un’ora di strada sterrata in mezzo a cactus, fiori gialli, volpi e asini al pascolo, che ci serve come base di partenza per l’escursione alla Reserva Nacional Pingüino de Humboldt.

Lungo la strada – più o meno 1600 chilometri di curve, sterrati, deviazioni, buche, cani sciolti, ambulanti, villaggi, baracche, altarini, veicoli abbandonati, distributori (pochi), bagni mobili, operai, cantieri, montagne, colline, altipiani, uliveti, mare, montagna, salite, discese… – il Cile, nella sua incredibile e splendente bellezza. Nella sua decadenza. Nella sua povertà. Nella sua varietà. Nel suo essere un Paese lunghissimo e strettissimo, dove tra il punto più a Ovest e quello più a Est possono esserci anche 5000 metri di dislivello in pochi chilometri.
Abbiamo visto tutto questo e introiettato tutto questo in 4 giorni intensi di viaggio.
Route 5 - Da San Pedro a Valparaiso

Di seguito i “punti di interessi”. I posti in cui ci siamo fermati a fare foto. Tenendo presente, però, che il viaggio vero è stato questo “attraversare”, l'”andare avanti”, lo “stare sulla strada”.

CHIU CHIU E LA CHIESA PIÙ ANTICA DEL CHILE
La Iglesia de San Francisco a Chiu Chiu fu fondata nel 1540 da Pedro de Valdivia in quello che un tempo fu un luogo sacro per gli  atacameños che abitavano la zona in epoca pre-colombiana. Costruita in adobe e caratterizzata all’interno dal tradizionale tetto in legno di cactus, è la chiesa più antica del Cile, vero e proprio monumento nazionale.
Il suo candore immacolato che contrasta con il cielo blu e risalta nel nulla del deserto che la circonda merita la deviazione da Calama.
A poca distanza dalla chiesa si trova la Laguna Inka Coya conosciuta anche come Laguna Chiu Chiu. Non è nulla di che se non fosse che nessuno riesce a spiegare come mai le sue acque siano salate.
INFORMAZIONI PRATICHE: Chiu Chiu si trova sulla statale 21 a circa 35 km di distanza da Calama. L’intera visita alla chiesa e alla laguna dura circa un’oretta. Se arrivate per pranzo, cena o orario aperitivo a Chiu Chiu esistono alcune posada che a vederle da fuori mi ispiravano parecchio.
Chiu Chiu - Iglesia di San Francisco e Laguna

LA SOLITUDINE: LA MANO NEL DESERTO
Antofagasta non è nulla di che: una grande città portuale con un centro decisamente fatiscente e parecchia confusione per le strade. Per noi è semplicemente una tappa intermedia comoda prima di dare inizio davvero al nostro viaggio verso Sud. Ci fermiamo una notte. Soggiorniamo in un bell’albergo in riva al Pacifico, mangiamo in un ristorante storico all’interno del Mercado Municipal (El Chico Jaime) e il giorno successivo ci rimettiamo in viaggio in direzione Santiago.
Lungo la strada, più o meno a una settantina di chilometri dal centro città, un’enorme mano di 11 metri di altezza sbuca nel nulla desolante del deserto. È la mano di Mario Irarrázabal, artista cileno che ha voluto così raccontare la solitudine dell’uomo, il suo essere piccolo rispetto all’infinito che lo circonda, la sua impotenza.
Non è altro che una mano in ferro e cemento che emerge dalla terra. Ma guardandola, così abbandonata in mezzo al nulla, è difficile rimanere indifferenti. Provoca, infatti, una sensazione di contrasto, di fuori luogo. Come se in quel posto dimenticato da tutti ci fosse arrivata per vie misteriose, aliene.
INFORMAZIONI PRATICHE: la mano del deserto si trova a circa 70 km da Antofagatsa su una deviazione della Route 5. Per arrivarci ci vuole circa un’ora ad andatura sostenuta. Si visita in una decina di minuti.
Deserto di Atacama - Mano nel desertoPELLICANI E MALINCONIA AL PARQUE NACIONAL PAN DE AZUCAR
Parque Nacional Pan de AzucarQuando arriviamo al Parque Nacional Pan de Azúcar è pieno inverno, come è giusto che sia da queste parti. Le nuvole sono basse e gonfie di pioggia, fa freddo, in giro non si vede nessuno e quei pochi che si vedono sono stretti nelle loro giacche anti vento.
La Caleta Pan de Azúcar raggiungibile in una ventina di minuti percorrendo una strada polverosa e tortuosa che dalla Route 5 si addentra nel parco è un minuscolo villaggio “chiuso per ferie”.
Immagino che nei mesi estivi qui debba essere tutto un fermento di bungalow in affitto, posadas che offrono pranzi, cene e colazioni, barche che partono alla volta della Isla Pan de Azúcar e dei graziosi pinguini di Humboldt che là nidificano. Ad agosto, però, di tutto questo non si vede nulla. Solo una febbrile attività costruttiva affinché tutto sia pronto per la bella stagione.
Passeggiamo sulla lunghissima spiaggia sabbiosa in cerca di conchiglie. Ci incamminiamo sul piccolo molo dove qualcuno sta sistemando la ringhiera. Ci fermiamo a scattare foto ai pellicani, tantissimi pellicani, appollaiati sugli scogli a ridosso della riva.
Non ne avevo mai visti prima dal vivo. E incontrarli così, senza preavviso, sotto al cielo uggioso e triste del pomeriggio invernale, ha cacciato via tutta la malinconia del momento.
INFORMAZIONI PRATICHE: il Parque Nacional Pan de Azúcar si trova a 30 km dalla cittadina di Chañaral e a 330 km da Antofagasta. Lo si raggiunge, provenendo da Nord, percorrendo la Route 5 per circa 4 ore e prendendo, poi, la C112 che si addentra nel parco. Qui, una volta giunti sul mare, una serie di spiagge di sabbia bianca si susseguono le une alle altre. Non è previsto il pagamento di un biglietto di entrata. Per lo meno non nei mesi invernali.
Parque Nacional Pan de AzucarParque Nacional Pan de Azucar

IL DESIERTO FLORIDO E IL PARQUE NACIONAL LLANOS DE CHALLE
Desierto Florido - Route 5Lasciata Caldera sotto le nuvole della fredda mattina di agosto, torniamo nuovamente a percorrere la Route 5 che si addentra verso Est in direzione Copiapò per tornare nuovamente nel deserto e sotto al cielo cobalto di questi nostri giorni cileni.
Lungo la strada beige di sabbia e montagne, veniamo colpiti dalle macchie fucsia che si aprono sulla nostra destra.
Sono vere e proprie distese di fiori cresciuti tra le zolle aride del deserto. La loro storia è un esempio di determinazione, pazienza e coraggio: i bulbi, per anni, rimangono sotto terra in attesa di qualche goccia d’acqua. Sono vivi ma addormentati, in attesa, appunto, che qualcuno li risvegli. Quando finalmente piove (generalmente in questa stagione, a ridosso tra l’inverno e la primavera, poco prima dell’estate e della grande siccità), questi coraggiosi portenti della natura tornano a fiorire, ammantando di colore e profumo l’arida terra del deserto.
È un fenomeno abbastanza raro nel suo genere che dà origine a quello che viene chiamato da queste parti il Desierto Florido, una tavolozza di colori e profumi, impossibili da descrivere con parole e immagini, che mi regala una sensazione di forza e vita nonostante tutto che difficilmente potrò dimenticare.
A caccia di fiori, prendiamo una deviazione sulla Route 5 in direzione Totoral (la strada è sterrata) per di visitare anche il Parque Nacional Llanos de Challe che si affaccia sull’Oceano in un susseguirsi di spiagge bianche, deserte e luminose.
HuascoLa strada che lo attraversa, bella e poco battuta (per lo meno in questa stagione), conduce alla cittadina di Huasco, che digrada verso il mare tagliando il deserto e lasciandosi alle spalle i campi di uliveti che la circondano.
Qui, ci fermiamo a comprare pane caldo alle olive venduto in sacchetti di plastica lungo la strada, pomodori rossi e maturi e marmellata di papaya.
Da queste parti il paesaggio cambia. Tutto diventa più verde e morbido, più simile a quanto io sia abituata a vedere normalmente.
INFORMAZIONI PRATICHE: a seconda del periodo, il Desierto Florido è visibile già lungo la Route 5 tra il km 735 e il km 780. I mesi più indicati per osservare il fenomeno sono compresi tra luglio a ottobre.
Sembra che alcune delle spiagge del Parque Nacional Llanos de Challe siano a pagamento. Noi, però, non abbiamo pagato nulla per attraversare il parco da Nord a Sud.
Desierto Florido e Parque Nacional Llanos de Challe
UNA CASETTA IN RIVA AL MARE E I PINGUINI
Punta ChorrosPunta Chorros è una cittadina bianca e luminosa, ammiccante ai piedi dell’Oceano, alla quale si accede dopo un’ora di strada sterrata tutta curve, salite e discese, che si imbocca più o meno all’altezza di Punta Colorada sulla Route 5. Il paesaggio è meraviglioso: fiori gialli, cactus verdissimi e fioriti, asini al pascolo, cieli infiniti, montagne desertiche, casupole.
Per noi è l’ultima tappa prima di terminare il nostro viaggio on the road sulla Panamericana e arrivare a Valparaiso dove tutto prenderà una piega diversa.
Ad accoglierci la luce del quasi tramonto, il profumo e il rumore del mare e una casetta candida in riva all’Oceano Pacifico circondata da una spiaggia fatta di conchiglie bianchissime.
Non c’è nessuno o quasi in giro, il vento è gelido, il mondo vero arruffato dietro alle montagne che ci siamo lasciati alle spalle. Sembra un viaggio in un’altra dimensione.
Refugio Humboldt - Punta ChorrosPunta ChorrosReserva Nacional Penguino de HumboldtDa qui, il giorno successivo, visitiamo la Reserva Nacional Pingüino de Humboldt dove, circumnavigando Isla Chorros, avvistiamo pinguini che salgono e scendono dalla scogliera, pigre otarie e grassi leoni di mare che si scaldano al sole del Pacifico, pellicani e cormorani che pescano lungo la costa, lontre di mare che si tuffano dagli scogli… L’escursione prevede anche una discesa su Isla Damas, la sola accessibile a piedi, dove, non so bene nemmeno per quale motivo, mi sento una giovane pirata pronta a tutto per mettere in salvo il suo tesoro.
L’isola è stupenda. Qui, a parte qualche gabbiano e qualche uccello non ben identificato, animali ce ne sono pochi. In compenso, però, è tutto un gioire di cactus fioriti e di minuscoli fiorellini gialli tra le dune di sabbia, di spiagge bianche e conchiglie enormi, di verde e azzurro e beige. È la pace dei sensi. Di più non potrei desiderare.
INFORMAZIONI PRATICHE: a Punta Chorros è possibile acquistare i tour in barca che portano alle due isole principali dell’arcipelago della Riserva. Il costo è di 13.000 pesos a persona (pagano anche i bambini) al quale bisogna aggiungere i 3000 pesos per la visita al parco (i bimbi sono ai 6 anni entrano gratis). I tour standard durano circa 3 ore. Di cui una di visita a piedi a Isla Damas. L’orario migliore per visitare l’Isla di Punta Chorros è al mattino presto (partenza alle 9.00 da Punta Chorros) quando i pinguini scendono dalla scogliera su cui si sono rifugiati per trascorrere la notte.
Reserva Nacional Pingüino de Humboldt - Isla ChorrosReserva Nacional Penguino de Humboldt - Isla Damas

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