212 – Sabato mattina, ore 7am, lungomare di Lerici

Lerici - Golfo dei PoetiNell’aria ancora fresca del mattino, profumata di mare ancora trasparente, mi piace uscire di casa intorno alle sette quando ancora tutti dormono. Mi piace percorrere quasi di corsa il lungomare che collega San Terenzo a Lerici (circa 2 km di passeggiata a ridosso delle spiagge e dei bagni della zona). Mi piace il vento sulla pelle e il sole che mi inonda la faccia.
Mi piace attraversare il mercato, fermarmi a fare colazione con calma con cappuccino e brioche, l’odore acre e lontano del pesce che arriva dalle reti e dalle casse disseminate sul molo.
Qualcuno corre. Qualcuno cammina. Gli anziani passeggiano nell’acqua. Leggono giornali e libri. Scelgono la verdura sulle bancarelle.
Siamo, comunque, in pochi. I rumori sono attutiti. Le spiagge quasi deserte.
Castello di LericiI bagnini spazzano la sabbia dalle passerelle che conducono alle fine di ombrelloni. È un lavoro inutile. Ma lo fanno con una certa cura. Sembra quasi un rito. Una danza.
Salgo al Castello di Lerici, una costruzione imponente e austera che risale addirittura al XXII secolo. Le case si sviluppano in salita. Sembrano storte. Uscite da un fumetto di quelli un po’ onirici.
Hanno colori accesi – giallo, rosso, azzurro – e spesso sono fiancheggiate da piante, vasi, fiori fucsia e bianchi.
Si sentono i bambini piangere e chiacchierare dall’interno. Immagino nonne intente a preparare colazioni ipercaloriche e bimbi a infilare dita nei barattoli di Nutella.
Ripenso alle mie estati in Liguria. A mio padre che prima di fare il bagno con me doveva sempre fumare l’ultima sigaretta.
Penso alla focaccia che mia madre ci comprava raramente. A un secchiello arancione con i pesci blu con il quale giocavo sulla sabbia per ore.
Chissà a cosa pensavo in quelle estati dei miei pochissimi anni.
Lerici - VicoliLerici - CarrugiLerici - Castello

Lerici - Vista sulla PalmariaSul piazzale del Castello di Lerici non c’è mai nessuno.
Mi siedo sulla panchina più lontana. Il Castello alle spalle e di fronte le isole Tino e Palmaria. Porto Venere è in fondo alla mia destra. La Spezia nascosta. Sotto le spiagge più difficili da raggiungere.
Il blu è intenso. Il cielo trasparente e altissimo. Si sentono i gabbiani gridare.
A volte leggo. A volte non faccio nulla. Non fotografo neanche. Guardo e basta.
Non ho molto tempo. A casa a breve si sveglieranno e io voglio stare con la piccola C. nei due giorni estivi che le sono concessi con noi.
Ma qui sto bene. Lontano dal mondo. Lontano da tutto. Da sola.
In una dimensione della vita che appartiene solo a me.

Mi regalo due ore. A tornare ci metto circa una ventina di minuti. Camminando a passo svelto.
Il ritorno è privo di magia. C’è una gran confusione e le spiagge sono prese d’assalto.
Faccio quello che devo. Non penso. Cammino e basta.

Mi piacciono questi weekend fuori luogo. Fuori sede. Lontana dalla mia vita.
Amo questa Liguria silenziosa. Questo golfo scenografico che nell’Ottocento ha colpito al cuore i poeti. Amo i tramonti tranquilli con il sole che cade dietro al Castello di San Terenzo e contrasta i colori sulla linea dell’orizzonte. Amo il profumo del pesce grigliato nelle notti fresche. E i ragazzi che ridono sulle spiagge buie, illuminate solo dagli schermi dei loro cellulari.

È un tuffo nell’infanzia e nell’adolescenza persi da qualche parte nel mio passato remoto.
Provo una nostalgia felice nel ripensarci.
Penso a mia figlia. Che ama questo posto come lo amo io.
A breve la sradicherò da qui e la porterò dall’altra parte del mondo.
Lontana e lontane da tutta questa familiarità delle nostre rispettive infanzie.
Provo un senso di colpa profondo nel farlo.
Ma so che non potrei fare diversamente da così.
Torno a casa. E vengo immediatamente fagocitata dall’esigenza di scoprire posti nuovi, provare nuovi ristoranti, assaggiare nuovi piatti.

Alla mia fame insaziabile di cose, concedo due ore di digiuno nei weekend lunghi di luglio. Le due ore che consumo passeggiando sul lungomare da San Terenzo fino al piazzale del Castello di Lerici. Alle sette del mattino. Quando tutti dormono.

CONSIGLIATI IN ZONA

Per l’aperitivo

  • Bar’AKK – Via Mantegazza 24, San Terenzo (SP)
    San Terenzo - Barakk
    Là dove il lungomare di San Terenzo si allarga in una grande spiazzo, subito dopo il parchetto dei bambini e le giostre, c’è questo piccolo chiosco con una decina di tavolini a ridosso degli scogli, affacciati sul mare.
    L’aperitivo non è niente di che – cocktail nella media, patatine, noccioline e olive – e la lentezza del servizio sfinente.
    Ma i proprietari sono gentili e disponibili (dote rara in Liguria), sorridono sempre e mettono buona musica degli Anni Ottanta e Novanta.
    Amo particolarmente questo posto. E’ l’esatto opposto di quello che cerco a Milano. Un posto che non è niente di che. Ma che nel suo essere assolutamente “qualunque” nasconde un fascino tutto suo e una personalità che lo rende migliore di molti altri più fintamente ricercati della zona.
  • La Barachetta – Calata Mazzini, Lerici (SP)
    Questo è un posto del cuore. Il chioschetto dove venire con gli amici. Alternativo quel tanto che basta. Fighetto per non essere da meno. Perfetto per il porticciolo di Lerici su cui si affaccia. Ma à la page anche su una spiaggia di Bali, su un Pier di Orange County o immerso nella natura selvaggia di qualche caletta ventosa della Corsica.
    La musica qui è in assoluto la migliore della zona. I tavolini ricavati sulle scalinate sul retro che portano al Castello creano una zona appartata e scenografica che si nasconde al passeggio del tramonto sul lungomare.
    I cocktail sono buoni e spesso accompagnati da focacce e mini sandwich. I dee-jay suonano dal vivo. La gente bella, giovane, abbronzata e in movimento.
    Veniamo qui con amici di Spezia. Una di loro un giorno mi ha detto: Questa è la nostra piccola Capri.
    Ecco. Questo è la rappresentazione del mio immaginario della mia Piccola Capri.
  • La Coscienza di Zeno – Calata Mazzini 26, Lerici (SP)
    Qui sono venuta solo un paio di volte. Di cui ad aprile. In una serata quasi fredda che sembrava febbraio. A me ricorda una vecchia bettola oceanica. Di quelle che non so perché immagino essere descritte nei libri di Larsson. Il locale sembra finto. Ma ha un suo fascino letterario che per me è irresistibile.
    Le birre sono buone. Diverse dalle altre proposte in giro. I cocktail nella media. L’aperitivo abbastanza ricco e diversificato.
    Durante le mie passeggiate mattutine spero sempre di riuscire a passare per fare colazione. Sono certa che non me ne pentirei. Ma lo trovo sempre chiuso quando arrivo e non ho la pazienza di aspettare l’apertura.
    La clientela qui è adulta. Forse vecchia. Non so.
    Ma c’è una grandissima quiete. Un senso di pace e quasi silenzio.
    Mi piace molto.

Per la cena

  • La Creuza de Mauri – Via Mecconi 14, San Terenzo (SP)
    Pochi tavoli. Una decina all’interno, tre o quattro nel vicolo. Un menu che propone i piatti della cucina ligure rivisitati. Una buona scelta di vini. Un ristorante romantico, dove trascorrere una serata intima, chiacchierando e bevendo a lume di candela.
    Io ci sono venuta subito dopo la nascita di C. Lei a casa, noi a cena, a goderci un ricordo di vita a due. SI mangia bene. Si spende molto. Si torna a casa soddisfatti.
  • Ristorante Stralunà – Via Mantegazza 6, San Terenzo (SP)
    Lo Stralunà è il ristorante sotto casa. Uno di quei posti che entra a far parte della routine quotidiana come fosse la cucina casalinga. SI mangia bene, si spende il giusto, il personale è gentile e, con un po’ di fortuna, riusciamo anche ad accaparrarci un tavolo all’aperto. Non che ci sia chissà quale vista – si mangia sul marciapiede, affacciati alla strada principale. Ma non importa. Il vento fresco della sera, le luci a tagliare la notte, i bambini che gridano sul lungomare, raccontano l’estate molto meglio di qualsiasi romanzo. Il sabato a pranzo prendiamo qui la frittura d’asporto. Gustosa, croccante e a portata di ascensore. Ce la passano direttamente dalla cucina sul retro. Come in un film neorealista degli anni Cinquanta.
  • Ristorante Glam – Calata Mazzini 18, Lerici (SP)
    Lerici - Ristorante Glam
    Il Glam l’ho scoperto durante una delle mie passeggiate mattutine al Castello. Non so perché mi abbia colpito. All’esterno, infatti, è un normalissimo ristorante, come se ne trovano tantissimi da queste parti. Il menu, però, è decisamente degno di nota. E anche se i prezzi sono un tantino eccessivi, ogni piatto assaggiato qui si è rivelato un vero e proprio viaggio gastronomico. Venire qui per cena, sedersi in uno dei tavoli laterali, guardare distratti il passeggio sul lungomare e sullo sfondo le reti e le barche del porticciolo di Lerici. Chiacchierare piano e con calma, degustando ottimo vino bianco. Ecco, questa per me è la sintesi del mio pensiero rispetto al concetto di “godersi il mare”.
  • Osteria Picciarello – Via Niccolò Fieschi 300, La Spezia
    La Spezia - Osteria Picciarello
    In località Marola, sulla strada che da La Spezia porta a Porto Venere, un’osteria come quelle di una volta, calda, accogliente, semplice negli arredi e nei piatti presenti in menu. Il proprietario è un vero e proprio oste, come quelli di una volta. In grado di consigliare vini, piatti, accostamenti e quantità, mescolando gentilezza e modi burberi. Il menu offre piatti tradizionali sapientemente cucinati e preparati annaffiati con ottimi vini locali e non.
    Si mangia bene. Si sta bene. Si assapora un’atmosfera d’altri tempi.
    I prezzi sono piuttosto alti. Forse un po’ troppo. La qualità, però, è eccellente.
  • Pizzeria Pepe Nero – Via Calatafimi 36, La Spezia
    La zona non abbonda di pizzerie degne di questo nome. Sembra che la pizza (buona) da queste parti sia una rarità. Fa eccezione questa pizzeria nella zona pedonale del centro di La Spezia. Tra quelle che ho provato qui, è senz’altro la migliore. Buona e croccante. Con diverse combinazioni possibili. Prenotazione obbligatoria nel weekend. Soprattutto per mangiare nei tavoli all’aperto.
  • Antica Hostaria Secondini – Via Montalbano 84, La Spezia
    Un’altra osteria storica di La Spezia dove venire per gustare piatti locali ben cucinati, buoni e saporiti. L’atmosfera qui è semplice e rilassata. Senza pretese. Senza fronzoli. I tavoli all’aperto sono la soluzione migliore per godersi il fresco e i grilli della zona. I prezzi sono abbordabili. Il vino piacevole, nulla di eccezionale però.

Friggitorie e focacce

  • Rizzoli – Via Garibaldi 5, San Terenzo (SP)
    La focaccia di Rizzoli in zona la conoscono tutti. La mattina presto fuori da questo panificio storico situato nello stradone che porta verso il mare c’è la fila di vecchi, mamme, distinti signori, bambini venuti qui per accaparrarsi la striscia gustosa. Le teglie escono calde dal forno, una dietro l’altra. Al contrario del pane che non è nulla di che, la focaccia qui è buona. Non ai livelli di quella genovese, ma sicuramente tra le migliori di quelle provate da queste parti.
  • Pite sto fritto – Piazza Brusacà 5, San Terenzo (SP)
    Quando questa minuscola friggitoria situata nella piazzetta appartata che porta al Castello ha aperto i battenti, per gli amanti dello street food e del cibo veloce come me è stata la svolta. Oltre al fatto che qui si mangiano sgabei a colazione, pranzo, merenda e cena come da nessun’altra parte in zona. Amo venire qui nelle giornate strane della primavera, dopo la lunga passeggiata Sant Terenzo – Lerici andata e ritorno. Sedermi all’aperto, ordinare sgabei e assaporare il gusto della pasta filamentosa in bocca, bevendo una birretta fresca e godendomi il vento e la pace delle località di mare fuori stagione.
  • Siamo Fritti – Via Marconi 11, Lerici (SP)
    Quante variazioni si possono immaginare sul tema del fritto? Qui si trovano tutte. Io non lo amo particolarmente, il fritto. E’ una di quelle cose, come le ciliegie, che non riesco a comprendere. Non che non sia buono, ma non mi provoca nessuna emozione gastronomica. Assaggio, spizzico, provo… E alla fine, quello che mi rimane appiccicato alla gola, è una sensazione di disgusto.
    Per chi lo ama, però, questa piccola friggitoria subito dopo la piazza centrale di Lerici è assolutamente da provare, per la qualità, la scelta dei piatti, la simpatia del personale.
  • Dal Pudu – Piazza Garibaldi 10, Lerici (SP)
    Un’altra istituzione di Lerici dove fermarsi a mangiare senza pretese piatti locali ben cucinati. Il menu cambia spesso a seconda della stagione e della disponibilità delle materie prime. Frittura, muscoli ripieni (come si dice da queste parti) e pasta con il pesto vanno per la maggiore. Un posto perfetto per cene e pranzi veloci e per spizzicare qualcosa dopo la spiaggia.

Per serate alternative

Lavoratorio Artistico – Via Garibaldi 20, Sarzana (SP)
Gestito dall’Associazione no profit Rasoterra, il Lavoratorio Artistico rappresenta un unicum di questa zona. Nel cuore di Sarzana, infatti, nelle vie dello struscio e degli aperitivi eleganti, si aprono le due stanzone di questo spazio multifunzionale divenuto un vero e proprio punto di riferimento per le serate alternative della città.
Il programma è ricco di appuntamenti ed eventi: qui, infatti, si viene per assistere a spettacoli e reading, per bere qualcosa con vecchi amici o per vedere una mostra. La cultura, in tutte le sue forme e aspetti, è qui protagonista assoluta, mentre creatività, inventiva e innovazione completano l’offerta.
Il Lavoratorio si presenta, dunque, come una vera e propria Casa della Cultura dove chiunque può venire, entrare, proporsi, proporre le proprie idee, chiedere un confronto.
Il fine è quello di arricchire il panorama cittadino con un’offerta culturale diversa, in grado di catturare punti di vista alternativi rispetto a quelli main stream.
Tra i vari eventi organizzati dall’Associazione, da non perdere le proposte e gli appuntamenti del Festival della Mentina, nell’ambito del tradizionale Festival della Mente che vede protagonista Sarzana nel mese di settembre.
Sarzana - Lavoratorio Artistico

Negozi

  • Il laboratorio nell’orto – Via Cattani 4-9, Sarzana (SP)
    Uno dei negozi in assoluto più belli per comprare stoffe e abbigliamento per bambini, non solo in zona, ma tra quelli che io abbia visto.
    Nel centro storico di Sarzana, passeggiando tra i vicoli affollati di gente e locali che servono di tutto, le vetrine del Laboratorio nell’Orto spiccano per l’originalità, la bellezza delle cose esposte, il gusto per quello stile a metà tra il retrò, il vintage e il bon ton.
    Minuscoli capi per bambini, cappottini, scarpette, bavaglie, sacche per l’asilo, stoffe di tutti i tipi e le qualità, pupazzetti, tazze retrò, barattoli e scatole di latta… Adoro tutto di questo posto. Il modo in cui sono disposti gli oggetti, il mobilio in legno scuro che sa di vecchie buone cose, l’atmosfera e i colori soft, il profumo degli ambienti.
    Potrei passarci ore senza stancarmi mai di guardare, toccare, provare…
    I prezzi, però, sono decisamente sopra media. Anche per una cittadina snob e radical chic come Sarzana.

 

 

 

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