203 – The Art of the Brick

Dreams are built… one brick at a time!
Grey - The Art of the brick, SawayaSono arrivati i Lego a Milano (ed è la seconda volta, da che mi ricordo, che i mattoncini colorati occupano gli spazi della Fabbrica del Vapore di via Procaccini 4) con una delle mostre più divertenti di questo autunno caldo che io ho deciso di andare a vedere nella prima sera libera che ho avuto di questo ottobre di felicità pura.
L’esposizione – The Art of the Brick – presenta una serie di opere, tutte rigorosamente realizzate con mattoncini Lego, dell’artista newyorkese Nathan Sawaya, un avvocato con il cuore bambino, che solo a guardarlo in faccia mi suscita simpatia.
Sviluppata per aree tematiche, la mostra costruisce un percorso che traccia una serie di filoni all’interno di una produzione che davvero può essere considerata una specie di gioco, un gesto artistico di puro intrattenimento. E per questo meraviglioso.

Lui, Nathan Sawaya, lo avevo scoperto a New York secoli fa, in una delle innumerevoli Galleria d’Arte di Chelsea dentro alla quale ero rimasta incantata a guardare queste enormi sculture fatte di plastica colorata che a girarci intorno creavano effetti di una strana tridimensionalità da videogioco Anni Ottanta.
Il suo lavoro sembra semplice. Ha una superficie divertente che fa sorridere. Ed è una caratteristica non da poco in un mondo in cui tutti e tutto si prendono estremamente sul serio.
Masters of Past, Nathan Sawaya - The art of the Brick, MilanoVedere la Gioconda di Leonardo, l’Urlo di Munch, Il Bacio di Klimt o il Vaso di Duchamp rifatte con i mattoncini del Lego, suscita ilarità e ti fa dire Toh, guarda!
Andy Wharol, che non a caso è una delle icone presenti in mostra, sarebbe stato fiero di questo artista che gioca, con l’arte e sull’arte, dissacrandola da un lato e rendendola ancora più iconica dall’altro.
The art of the Brick - Natham Sawaya

Eppure, in tutta la sua produzione c’è qualcosa di drammatico. L’uomo, quando appare, è dubbioso e lontano. La totale mancanza di espressività del viso, sottrae all’essere umano la sua umanità e lo relega in un universo di archetipi: l’uomo che ama, l’uomo che sta affrontando il dolore, l’uomo che ha perso un figlio, l’uomo senza mani…
Le vita, le fasi della vita, i suoi drammi, le sue battaglie, le sue gioie, sono rappresentate come imprescindibili. Nonostante gli abiti di plastica colorata indossati.
Yellow, Nathan Sawaya - The Art of The Brick, MilanoYellow, una delle opere più famose, racconta di un uomo che si squarcia il petto per farne uscire il contenuto, un vomito di interiorità perché tenersi tutto dentro è impossibile;
Gray parla di salti nel vuoto e della paura di lasciarsi dietro alle spalle ciò che non ha più importanza;
Grasp è un uomo che vorrebbe andare, ma qualcosa lo trattiene, delle braccia possenti che gli impediscono di camminare;
Green Torso si tiene una testa staccata dal corpo e oscillante nel vuoto tra le mani, come se volesse svuotarla e poi indossarla di nuovo.
Le pose sono spesso classiche e richiamano alla mente i modelli antichi a cui, per certi versi, si ispirano. Si percepisce spesso una sorta di pathos nella produzione di Sawaya.
The Art of the Brick - Nathan SawayaNell’ultima sala il racconto si perde. Partendo, infatti, da una serie di fotografie dell’amico Dean West, fotografo e visual artist australiano, Sawaya passa a raccontare il dettaglio, estrapolandolo dal contesto e lasciandolo distaccato a fluttuare nel vuoto.
Dress, l’opera probabilmente più nota di questa serie, è semplicemente spettacolare, quasi astratta nella sua pur chiarissima fisicità.
Dress, Sawaya - Materiale LegoBookshop - Sawaya, LegoNote: mi è stato chiesto se la mostra è adatta ai bambini. La mia risposta è: dipende dal bambino. Non è, comunque, una mostra pensata e costruita per loro.
Nel bookshop, però, due grandi vasche piene zeppe una di Lego e l’altra di Duplo, sono a disposizione di tutti e nessun bambino potrà resistere alla tentazione di afferrare tutto e costruire il suo personale mondo di mattoncini di plastica.
Allo stesso modo, l’enorme dinosauro che campeggia al centro di una delle sale, non potrà non attirare l’attenzione e la curiosità dei bimbi.
Non mi è chiaro se in futuro saranno realizzati laboratori per i più piccoli. Attualmente, da programma, non risulta nulla.

The Art of the Brick
Fabbrica del Vapore – Via Procaccini 4, Milano (MM5, MM2, Tram 10,12,14)
www.artofthebrick.it
Dal 19 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Venerdì: 10.00-20.00; Giovedì e Sabato: 10.00-23.00; Domenica: 10.00-21.00

Una notizia dell’ultima ora. Per tutti gli amanti del Lego, recentissima la news che aprirà proprio a Milano il più grande Lego Store d’Italia. Inaugurazione prevista per venerdì 11 novembre in corso Monforte 2. Si estenderà su una superficie di 270mq e in vetrina esporrà le sculture di Riccardo Zangelmi, sculture ufficiale Lego in Italia.

#MostraMI

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