202 – Éclair is the new Macaron

Eclair-MilanoGli éclair non li conoscevo. Finché non sono venuti loro a conoscere me, non so nemmeno bene come, sulla mia timeline di Facebook.
E’ strano come a volte certe cose mi colpiscano prima ancora che capisca davvero di cosa si tratti. Ed è strano come il mondo mi stia venendo incontro in questi giorni, con tutto l’incanto, la meraviglia e la paura di perdermi pezzetti che si porta dietro.

Gli éclair non sapevo cosa fossero. Non ne avevo mai sentito parlare.
La settimana scorsa me li sono ritrovati su Facebook e mi hanno incuriosito e domenica scorsa sono passata ad assaggiarli.
Ora so che si tratta di “pasticcini” oblunghi preparati con pasta choux, riempiti con crema pasticcera o panna e ricoperti di glassa. So anche che Marie Antoine (Antonin) Carême, chef francese vissuto nel XIX secolo, ne è considerato un po’ l’ideatore primo mentre Christophe Adam è colui che li ha rilanciati e li sta esportando nel mondo.

Infine, so che a Milano sono arrivati il 6 agosto, con due punti vendita targati L’éclair de génie: la Fabrique di Corso di Porta Ticinese 76 e la Boutique di Corso Garibaldi 55.

Eclair de Genie - Corso Garibaldi 55, MilanoQuest’ultimo è un negozio minuscolo, giusto due vetrine incastrate tra la Prosciutteria e un negozio di abbigliamento: il bancone, il banco frigo per le creme e il cioccolato, la cassa e qualche tavolino sul fondo. Non c’è altro.
E non si vende altro se non gli éclair di Christophe Adam, proposti in serie e numerati dall’1 al 200 con gli accostamenti di sapori e colori voluti dallo chef, e il Chouglacé, un’altra sua invenzione a metà tra un dolce da passeggio e un gelato.
In negozio se ne trovano circa una decina, ma l’assortimento e le proposte cambiano in base alle stagioni, alle richieste e alle festività.

Io ne ho assaggiati tre, tutti buonissimi. Molto più leggeri di quanto potessi pensare vedendoli, dolci ma non troppo, delicati nel gusto:
il numero 115 con vaniglia del Madagascar, glassa alla vaniglia e cioccolato bianco e noci Pecan caramellate; il 117 con cioccolato nero Guanaja 80%, glassa al cioccolato fondente e quadrati di cioccolato ricoperti d’oro; e il numero 177 con crema di caramello, burro salato e mascarpone, glassa al caramello e ricoperto con Peta Crispy e polvere d’oro.
I costi sono piuttosto elevati (dai 5€ in su). Ma per uno sfizio ogni tanto o la merenda del pomeriggio vale decisamente la pena.
Eclair de Genie - Corso Garibaldi 55, MilanoEclairdegenie-Milano

Mi diverte l’idea dei pasticcini seriali e stagionali trattati come collezioni di abiti di alta moda. Mi piace vederli distesi l’uno accanto all’altro, colorati, diversi eppure tutti uguali. Mi piace pensare che potrei optare per gli éclair per la torta di compleanno di Costanza, avvicinandone una decina e divertendomi a sistemarli per sfumature di colore come da piccola facevo con le matite Caran D’Ache.
Mi entusiasma il fatto che a Milano ci sia una nuova moda, dopo i cupcakes, i cake pops, i macaron e non so cos’altro e che proprio Milano sia una delle prime città in cui gli éclair siano stati proposti, prima di Londra, New York, Los Angeles, Berlino; seconda solo a Tokyo e Hong Kong. Segno del fatto che la percezione del suo valore come veicolo di tendenza è cambiata ed è cambiata soprattutto all’estero e che il suo ruolo nel mondo ha subito un minuscolo ma reale spostamento in avanti.

Gli éclair a Milano li trovate qui:
Fabrique – Corso di Porta Ticinese 76
Boutique – Corso Garibaldi 55
Per maggiori informazioni: www.leclairdegenie.it

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