200 – Oltre sushi e sashimi, la cucina giapponese a Milano

Cucina GiapponesA Tokyo sushi e sashimi sono un di cui. D’altra parte, la cucina giapponese è talmente varia che non potrebbe che essere così. Durante il mio viaggio in Giappone, senz’altro breve e senz’altro incompleto, ricordo di essermi chiesta perché tra tanti piatti proprio il sushi, tra tante tradizioni proprio quella.
Nel frattempo, proprio in quel periodo, era il 2014, Milano, ancora un passo indietro rispetto ai cambiamenti che avrebbe subito dopo Expo ma già pronta a diventare la città che è oggi, iniziava ad aprirsi a nuovi mondi culinari, a nuove culture alimentari, abbandonando il monopolio di ristoranti cinesi più o meno appetibili, sushi e sashimi offerti in locali fintamente zen, ristoranti indiani con forno tandoori e messicani con cactus di plastica all’ingresso.
Piatti che fino a quel momento in pochi avevano avuto la fortuna di assaggiare, entrarono a far parte dell’offerta gastronomica della città, sempre più orientata verso la specializzazione di proposte monotematiche, tradizionali e meno conosciute.
E’ stato allora che in molti hanno scoperto che la cucina giapponese andava oltre il pesce crudo appoggiato su riso bollito, il wasabi e la soya di importazione cinese.

CASA RAMEN

Via Porro Lambertenghi 25
www.casa-ramen.it
Casa Ramen - Via Porro Lambertenghi 25, MIlanoNel cuore di Isola, una piccola e anonima vetrina introduce in questo minuscolo locale che sa davvero di Giappone senza essere finto e lezioso. Tra i primi a importare a Milano la tradizione dei ramen è in assoluto uno dei migliori in città. Un grosso tavolone su cui si mangia tutti assieme, un posto singolo affacciato sulla strada e due piccoli tavolini sulla sinistra. La cucina sul fondo (non a vista). Qualche decorazione alle pareti (ma nulla di appariscente o fintamente minimal).
E’ tutto. A Casa Ramen ci si viene per mangiare i ramen. Il menu è risicato. Qualche piatto di antipasto e 4 tipologie di ramen. Birra e vino su un menu a parte, l’acqua scaraffata e portata in tavola all’arrivo, dolci neppure segnati.
I prezzi sono popolari (nella migliore della tradizione giapponese dei ramen). E il piacere sta nel gustare uno tra i migliori brodi di soya o miso (anche in versione piccante), uova onsen, funghi, fette di maiale, bambù… che abbiate assaggiato in Italia. Si mangia in fretta, giusto il tempo di lasciar raffreddare il brodo, si mangia rigorosamente con bacchette e mestolino, si succhiano i noodles rumorosamente, si beve il brodo direttamente dal piatto.
Si paga. Si esce. Non c’è altro. Se non un’esperienza culinaria che riscalda i sensi. Da provare assolutamente anche a costo di affrontare le lunghe code che qui si formano la sera e durante il weekend.
Disponibile la variante vegetariana dal piatto.
Casa Ramen - Via Porro Lambertenghi 25, Milano

ZAZA’ RAMEN NOODLE BAR & RESTAURANT
Via Solferino 48
www.zazaramen.it
Zazà Ramen - Via Solferino 48 MilanoDecisamente più pretenzioso e raffinato, Zazà Ramen è un’altra istituzione milanese. A poca distanza da Brera, comodo per concludere o iniziare una serata presso il vicino cinema Anteo, questo locale è grande e luminoso, ispirato all’arredamento tipico nipponico senza scadere, però, nel banale. Si mangia appollaiati su alti sgabelli condividendo i tavoloni con altri commensali. L’atmosfera è calda e accogliente e nonostante il flusso continuo di persone, non c’è mai troppa confusione.
Naturalmente anche qui i ramen, proposti in diverse varianti (con maiale, manzo, vegetariani e, addirittura, con polpo) la fanno da padrone, ma il menu presenta diversi altri piatti interessanti (onighiri, ravioli giapponesi, tofu con zenzero, edamame, zucca in agrodolce…). Buona la proposta di birre e ottimi i dolci.
I prezzi sono in media con la zona, ma decisamente più elevati rispetto al locale di Isola.

MAIDO
Via Savona 15 e Via Cagnola 4
www-maido-milano.it
Il Giappone a MilanoL’Okonomiyaki è un frittatone tipico di Osaka che prima dell’arrivo di Maido a Milano in pochi avevano assaggiato. Che piaccia o meno (il suo sapore agrodolce non convince tutti e in molti lo trovano , alla lunga, disgustoso), vale la pena, comunque, fermarsi almeno una volta in questo locale per provare uno dei piatti più tipici dello street food nipponico, diventato famoso grazie al cartone animato Kiss me Lycia (il padre di Lycia, infatti, Marrabio, era specializzato nella preparazione di Okonomiyaki e gestiva un minuscolo ristorante affatto diverso da quello di via Savona).
Il locale è molto piccolo, la larghezza di una vetrina. Anche in questo caso, si mangia tutti assieme sul tavolone centrale o l’uno accanto all’altro sui banconi laterali. Oltre a quello che viene anche chiamato il “pancake del Sol Levante” servito in diverse varianti con pancetta di maiale, gamberi, spinaci e formaggio o uovo all’occhio di bue, si possono gustare deliziosi Rice Burger, versione orientale del più classico hamburger americano, yakisoba e yakiudon (noodles saltati alla piastra o in zuppa), zuppa di miso e insalatine varie di alghe o germogli.
Il Maido ha recentemente raddoppiato l’offerta aprendo un secondo locale in zona Sempione, per l’esattezza in Via Cagnola 4. Prezzi popolari.
Maido - Via Savona 15, Milano

SUMIRE 
Via Varese 1
Secondo alcuni questo è il miglior ristorante giapponese di Milano. Sicuramente lo è per me. Qui il sushi lo si trova eccome proposto, però, in accostamenti decisamente più interessanti dei classici tonno/salmone/gamberi che si trovano nei ristoranti cino/giapponesi della città.
Il menu qui è talmente ricco e l’offerta talmente diversificata che, se non costasse un occhio della testa, varrebbe la pena provare di tutto.
Il locale è minuscolo, raccolto, essenziale e decisamente orientaleggiante. L’atmosfera, però, è così simile a certi ristoranti in cui sono entrata a Tokyo che nulla sembra fuori posto o esagerata. La cucina è a vista. I tavolini appiccicati l’uno all’altro e nonostante questo intimi. Il personale di poche parole: quelle giuste.
Ho provato 3 piatti diversi, uno migliore dell’altro, saporiti, gustosi, equilibrati e, cosa non da poco per una cucina che è attenta a soddisfare non solo il palato ma anche la vista, sempre presentati quasi fossero opere d’arte.
Squisiti i dolcetti, assaggiati identici in una pasticceria di Tokyo.
La prenotazione è d’obbligo. I prezzi decisamente elevati (pare che a pranzo il menu sia più accessibile). Ma una volta nella vita vale la pena provarlo.
Sumire - Via Varese 1, Milano

MACHA Japanese Café
Via Crispi 15
www.machacafe.it
Questa graziosa e, per certi versi leziosa, caffetteria giapponese il cui nome ricorda una delle più tipiche bevande nipponiche, è una new entry nel panorama milanese. Inaugurata, infatti, qualche settimana fa, per molti è già diventata un vero e proprio punto di riferimento per le colazioni del mattino e le pause durante la giornata.
Anche in questo caso, un locale piuttosto piccolo, affacciato sulla strada in posizione decisamente anonima quasi all’angolo con via Volta, luminoso e arredato secondo uno stile ben preciso, curato sin nei minimi dettagli: belle le stoffe usate per i cuscini, belle le kokeshi sulla mensola dietro ai tavolini, bella le lampade, graziose le decorazioni alle pareti, rilassante il verde che domina la scala cromatica degli arredi, assolutamente perfetta la presentazione dei piatti, che siano essi dolci nei vasetti, torrette di pancake, piattini di sushi o torte a base di Macha Té e cioccolato.
Un posto questo, in cui mi piacerebbe trascorrere l’autunno che fatica ad arrivare e l’inverno che da qui mi sembra lontano anni luce.

Aoki e Kimono di Annelore ParotRimanendo in tema di cucina (e cultura) giapponese, 3 libri stupendi che non ho potuto resistere dal comprare.
Due sono editi da Franco Cosimo Panini e si intitolano Aoki e Kimono di Annelore Parot (perfetti, per esempio, per avvicinare i bambini a Giappone e per prepararli a un viaggio alla volta del Sol Levante).

Ricette giapponesi. Cucinare e colorare per conservare uno spirito ZenIl terzo è acquisto recente. L’ho scovato ieri presso il bookshop della mostra Hokusai, Hiroshige, Utamaro recentemente inaugurata a Palazzo Reale e visitabile fino al 29 gennaio 2017. Si intitola: Ricette giapponesi. Cucinare e colorare per conservare uno spirito Zen edizioni White Star. E’ un libro di cucina tutto da colorare che presenta i piatti più tipici della cultura giapponese in versione mandala.
Non so se mi cimenterò mai nella preparazione di questi piatti. Ma il libro è talmente bello da sfogliare che non ho saputo resistere.

Leggi anche:
177- Oni wa soto! Fuku wa uchi!

2 thoughts on “200 – Oltre sushi e sashimi, la cucina giapponese a Milano

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