195 – Dell’anatra alla pechinese e di altre specialità di Beijing

Chef preparano l'anatra all'aranciaA Pechino sono rimasta 4 giorni pieni, cinque notti in totale. Non ho la pretesa di avere capito la complessa cucina cinese in così poco tempo. Né tanto meno di poter essere anche solo vagamente esaustiva, nei suggerimenti che darò, rispetto a quello che si può mangiare e dove.
Posso solo raccontare la mia esperienza, le mie sensazioni, quello che ho capito io in questo poco tempo.
Per esempio, ho capito che esiste una cucina specifica di Beijing che non è la cantonese, non è la cucina del Sìchuân, non è la cucina orientale, non è quella settentrionale.
È la cucina di Beijing. Punto.
Il piatto forte di questa cucina, saporita e deliziosa, è l’anatra alla pechinese, o laccata. Che io non avevo mai mangiato prima e che è stata una scoperta inaspettata che mi ha lasciato sin dalla prima sera un buon sapore di Pechino in bocca.
Viene preparata in enormi forni a legna alimentati, secondo la tradizione, con legna proveniente da alberi da frutta. Viene tagliata a vista e ricomposta sul piatto con la sua pelle lucida e croccante che si mangia intinta nello zucchero.
In accompagnamento all’anatra, vengono serviti delle sottili crespelle di grano e dei piccoli panini vuoti che si riempiono con una salsa di soia fermentata e verdura tagliata a listarelle: cipollotti, cetrioli, rape rosse e, a volte, melone bianco o una specie di cotognata (non sono certa che venga preparata con mele cotogne. L’aspetto, però, è quello) e una salsa densa e dolciastra a base di soya. Il sapore è gustoso, vagamente dolce, pieno.Dadong-Pechino

Noi l’abbiamo mangiata due volte in due ristoranti diversi.

Dadong, ristorante di PechinoIl primo, nella via centrale dello shopping pechinese, al quinto piano di un centro commerciale gigantesco, è un ristorante noto a Pechino, consigliato anche dalle guide: il Beijng Dà Dông Roast Duck Restaurant è un ristorante enorme, moderno, che punta a essere chic e alla moda. All’ingresso si attende il tavolo in una specie di zona bar in cui a disposizione dei clienti ci sono due fusti di bevande alla frutta gratuite e una scelta di cocktail a pagamento.
Il menu, anche in inglese, è un tomo con una cinquantina di pagine. Noi abbiamo ordinato dumpling alla carne e anatra alla pechinese. E per me è stata la migliore delle due che ho provato: dolce, croccante, saporita al punto giusto, succosa… Una vera e propria libidine per i sensi.
Dadong - Panini d'anatra

Il secondo ristorante, invece, ci è stato consigliato dal tassista che ci ha portato dall’aeroporto all’hotel, descritto come uno dei più frequentati dalla gente del posto, con una tra le migliori anatre della città.
Anche in questo caso, si è trattato di un ristorante moderno, molto grande, elegante nell’accezione cinese. Anche in questo caso abbiamo ordinato ravioli di carne al vapore (buoni), noodles al coriandolo (non male anche se il coriandolo non mi piace) e anatra alla pechinese. Ovviamente, trattandosi del piatto locale per eccellenza, l’anatra non era male, ma nulla a che vedere con quella mangiata la prima sera. Le mancavano, infatti, la croccantezza, la dolcezza di fondo e il succo gustoso della prima. Il ristorante si chiama Siji Minfu Restaurant Peking Roast Duck e si trova a poca distanza dal nostro hotel, in una via tranquilla laterale.

La seconda sera a Pechino abbiamo optato per un ristorante consigliato dalla guida. Un posto in cui gustare la tipica cucina pechinese senza fronzoli e ornamenti.
Il ristorante – Zuò Lìn You Shè – è un minuscolo locale di pochi tavoli, non eccessivamente accogliente e sporco quel tanto che basta da avermi regalato l’esperienza del topo che attraversava la sala.
La cena, però, è stata deliziosa, decisamente una delle migliori a Pechino. Abbiamo mangiato pasta di tofu piccante, una specie di humus cinese dal colore grigiastro e dal sapore che ricorda vagamente quello delle melanzane accompagnato con peperoncino piccante; polpette di carne di maiale speziate; e i tradizionali ravioli di Beijing, simili per aspetto agli involtini primavera ma ripieni di carne di maiale, agnello e manzo.
Tipica cena pechinese

La terza sera, con l’idea di gustare l’hot pot, abbiamo cenato in un altro locale noto a Pechino e inserito da Tripadvisor tra i primi 10 ristoranti della città: il Beijing Haidilao Hot Pot a Wangfujing. Anche in questo caso, il ristorante si trova all’interno di un centro commerciale, è enorme ed è frequentato soprattutto da locali.
L’hot pot, una specie di bourgignon cotta in diversi tipi di brodo, è il piatto forte del locale. I tavoli sono concepiti per accogliere le vasche all’interno delle quali va buttata la carne (che può essere di manzo, maiale o agnello), il pesce o le verdure. Si sceglie il brodo (che secondo i principi della cucina Yin e Yang a cui si ispira la tradizione culinaria cinese dovrebbe essere a base di funghi e piccante per raggiungere l’equilibrio perfetto), si ordina la carne e si selezionano le salsine (noi abbiamo optato per una salsa a base di sesamo e una piccantissima a base di peperoncino). Quindi si aspetta che il brodo inizi a bollire e si butta la carne che cuoce in pochi minuti insaporendolo e prendendone il sapore.
Hot Pot, piatto tipico cinese

Un’ottima cena che mi è letteralmente rimasta incollata addosso (l’odore, infatti, è così penetrante che resta cucito sui vestiti anche dopo una notte lasciati a prendere aria all’aperto).

La quarta sera, negli hutong che si estendono dietro a Ghost Street, siamo andati alla ricerca di un ristorante che ci è stato consigliato da un amico di Gae che ha la moglie di Pechino, il Tanhuakaoyangtui (menu solo in cinese. Ma ordinare è semplice visto che si va lì soprattutto per gustare l’agnello). Un posto decisamente alla buona, rustico e incellofanato quel tanto che basta per incontrare immediatamente il nostro favore. I tavolacci lungo il vicolo, circondati da toilette pubbliche, spazzatura, gatti, motorini elettrici, biciclette, turisti di passaggio, ubriaconi portati a braccio dagli amici, presentano un buco al centro per accogliere i mini barbecue elettrici che vengono portati al tavolo insieme alle verdure di accompagnamento, alle salse e alle bevande (le bottiglie di birra da un litro sono stupende). Qui, abbiamo mangiato uno dei più buoni cosciotti di agnello alla griglia della mia vita. Cotto sullo spiedo, succoso, gustoso e decisamente carnoso. Buonissimo.
Anche questo è un piatto che a quanto pare è tipico a Pechino e viene gustato soprattutto nei vicoli dove la gente ama mangiare con calma, facendo dell’attesa parte integrante della cena stessa.
Mangiare negli hutong di PechinoGhost Street e gli hutong che la circondano, invece, sono stati una scoperta puramente casuale mentre vagavamo alla ricerca del ristorante di cui sopra. Un luogo perfetto per iniziare il proprio viaggio gastronomico nella cucina di Pechino. Qui, infatti, nella parte Nord di Dongcheng, i ristoranti sono centinaia e si susseguono l’uno all’altro in un percorso senza fine. Quelli nei vicoli sono meno pacchiani, frequentati soprattutto dalla gente del posto, in apparenza sporchi e poco invitanti. Ma è dalle loro cucine che si diffonde ovunque l’odore delizioso che invade tutta la zona, un misto di carne di agnello alla griglia, sapore di mare e profumo di spezie. Quello stesso odore che fa di Pechino una città da assaporare con tutti i sensi.

Food Street - PechinoNegli hutong vale anche la pena fermarsi per assaggiare alcuni piatti tipici dello street food locale: uno yogurt acido dolce e dissetante venduto su quasi tutti i banchetti e molto apprezzato dalla gente del posto; frutta caramellata infilata in spiedini lunghissimi di cui i bambini vanno ghiotti; arrosticini speziati a base di carne di maiale o agnello perfetti come spuntino pre-cena; frittelle non ben identificate simili ai churros spagnoli; bevande fumanti dai colori improbabili; il bubble tea che da qualche anno è arrivato anche in Paolo Sarpi; caramelle, biscottini e dolcetti di ogni tipo, forma e colore.

Street Food - PechinoStreet Food - Pechino

Altri post sul mio viaggio in Cina:
– E dalla Cina, due ricette da rifare in casa
La cucina cinese in 6 tappe gastronomiche
– Passeggiando da Xîntiândì a Tiánzîfáng
Shanghai è (anche) Pudong
– L’odore di Beijing
– Come ottenere un visto per la Cina (con un bambino al seguito)

Troverete tutte le recensioni dei ristoranti di cui ho parlato sopra sul mio profilo di Tripadvisor.

 

6 thoughts on “195 – Dell’anatra alla pechinese e di altre specialità di Beijing

  1. Pingback: 196 – Shanghai è (anche) Pudong | Alessia1974Cose

  2. Pingback: 194 – L’odore di Beijing | Alessia1974Cose

  3. Pingback: 193 – Come ottenere un visto per la Cina (con un bambino al seguito) | Alessia1974Cose

  4. Pingback: 197 – Passeggiando da Xîntiândì a Tiánzîfáng | Alessia1974Cose

  5. Pingback: 198 – La cucina cinese in 6 tappe (e una ricetta) | Alessia1974Cose

  6. Pingback: 199 – E dalla Cina, due ricette da rifare a casa | Alessia1974Cose

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...