188 – Viaggio al centro dell’Europa

Foresta NeraStaccare. Imperativo categorico fino a qualche settimana fa.
Prima che la vita prendesse una piega diversa e mi portasse là dove, alla fine, volevo arrivare, mi sembrava prioritario volare via. Letteralmente. Prendere un aereo e andare lontano.
Finché tutto è cambiato e prendere le distanze non è stato più essenziale.
E così ho ripiegato sulla Vecchia Europa con questo viaggio al centro del continente, alla scoperta di una zona che da sempre mi incuriosisce: la Foresta Nera.
Chilometri e chilometri di foresta incontaminata, pascoli punteggiati da pecore e mucche, fiori colorati lungo il ciglio della strada, fattorie dal tetto spiovente, case a graticcio in minuscoli borghi medievali, piccole cittadine raccolte che mi hanno fatto pensare a Lutero, agli anni bui della Riforma Protestante e a Q di Luther Blisset.
La Foresta Nera ci si presenta così, luminosa anche nei nostri tre giorni di cielo coperto. Incontaminata nonostante gli alberghi pieni e il turismo di cui sicuramente vive. Autentica anche nei costumi tradizionali indossati nei ristoranti dalle ragazze che effettuano servizio al tavolo (particolarità che, per altro, mi aveva colpito anche a Innsbruck e che, quindi, deve essere un’usanza tipica nei Paesi del Sud di area tedesca).
Biergarten a Friburgo - Foresta Nera Alcune considerazioni preliminari che mi hanno colpito viaggiando da queste parti:

  • Il centro dell’Europa, il cuore della vecchia e gloriosa Germania, è vetusto e antico, ancorato alle sue tradizioni, rurale e contadino. Qui non si parla inglese (livelli di conoscenza scandalosi anche tra giovani e giovanissimi); si usano poco le carte di credito e mai sotto certe cifre (ci hanno spiegato che le tasse di commissione imposte dalle banche sono altissime); wi-fi esiste ma non è onnipresente.
  • L’accoglienza da questa parti è sacra. Le persone sono gentili e disponibili. I loro sorrisi timidi, forse imbarazzati per la difficoltà oggettiva di comunicazione, ci hanno accompagnato ovunque e sono un ricordo che mi porterò dietro sicuramente.
  • Mangiare qui significa ingurgitare ogni giorno migliaia di calorie senza rendersene conto. I piatti tradizionali, però, sono buoni e saporiti, la carne gustosa e ben cucinata, le verdure di stagione, i dolci morbidi e pannosi. E, naturalmente, la birra la bevanda per ogni occasione.

Gasthaus Bürgerstüble, Sankte Peter - Foresta NeraTre giorni non sono molti per godersi a pieno la zona, soprattutto per gli appassionati di trekking e gite in montagna qui vale la pena fermarsi almeno una settimana, per potersi godere a pieno la natura, esplorare il territorio, rilassarsi a bere birra e mangiare bratwurst nelle innumerevoli birrerie che si trovano ovunque.
Noi, dato il poco tempo, abbiamo deciso di concentrarci sulla zona intorno a Sankt Peter dove si trovava il nostro albergo e che si è rivelato un punto strategico per essere mediamente agili negli spostamenti e a metà strada dalle attrazioni che avevamo deciso di visitare.
Sankte Peter - Foresta Nera Abbiamo, dunque, dedicando una giornata intera alla visita di Friburgo.
Dalla cattedrale di Friburgo - Münsterplatz Friburgo - Foresta Nera Una alla Valle del Kinzigtal con il Schwarzwälder Freilichtmuseum Vogtsbauernhof di Gutach e le cittadine di Schiltach e Alpirsbach.
Ecomuseo Schwarzwalder Freillichtmuseum di Vogtsbauernhof - Gutach, Foresta NeraSchiltach - Foresta Nera E l’ultimo giorno abbiamo in parte seguito la Strada degli Orologi a cucù, fermandoci a visitare il Museo dell’Orologio a Furtwangen, i cucù più grandi del mondo di Schonach e dell’Eble Uhren-Park a Triberg e le Triberger Wasserfälle, le cascate più lunghe della Germania.
Kuckucksuhr Schonach - Triberg, Foresta NeraEble Uhren-park - Triberg, Foresta NeraWasserfälle in Triberg - Foresta Nera

Per il resto sono stati chilometri macinati in mezzo al verde più scintillante, circondati da boschi infiniti e prati. I prati delle fiabe. Punteggiati da mucche e cavalli, falciati da ingorde caprette, colorati da fiori rossi e gialli e viola che Costanza la minuscola si fermava a raccogliere non appena poteva, formando piccoli mazzetti con cui poi decoravamo la stanza dell’albergo.
Sono state strade di curve morbide attraverso pini e abeti ad avvistare fattorie e casette a graticcio perse in vallate solitarie. Così leziosamente adornate di fiori al balcone e persiane in legno intagliato da sembrare finte.
Sono stati giorni di birre gelate e pasti ipercalorici e saporiti a base di carne di maiale e patate. Merende con Schwarzwälder Kirschtorte, la dolcissima torta di Pan di Spagna al cioccolato, panna montata e liquore alla ciliegia tipica della zona, e colazioni salate con pane nero e prosciutto stagionato.
Sono state ore di canzoni per bambini cantate a squarciagola tornando a casa.
Foresta Nera, GermaniaBratwurst - Friburgo, Foresta NeraSchwarzwälder Kirschtorte - Torta Foresta Nera

Tre giorni lontano dal mondo. Fuori dalla civiltà, per lo più vissuti senza wi-fi per scoprire che si può sopravvivere e anzi vivere quasi bene.
Tre giorni praticamente solo di me e di noi.
In cui tutto quello che è ora, la fretta, le mille cose da fare, ciò che è da chiudere e ciò che va aperto non facevano parte della mia vita.

Pubblico qui qualche foto. Mi piacerebbe approfondire le varie tappe che abbiamo seguito in questi giorni. Declinandole per chi decide di venire da queste parti con i bambini. Ma non sono certa di farcela. Sto per ripartire.
Sarò a Parigi tra due giorni. E lunedì 13 inizia la mia nuova vita.
Afferrata dal vortice, credo che mi lascerò travolgere.
Ma tutto in questo momento mi sembra molto possibile.

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