187 – Doubt. Di mostra e di fatto all’Hangar Bicocca

Hangar Bicocca MilanoMi impegno. Decido che almeno una cosa alla settimana devo farla per me e solo per me.
Che almeno una volta alla settimana, anche solo per 10 minuti, devo sentirmi appagata.
Che almeno una volta alla settimana devo sentirmi in viaggio.
Che almeno una volta alla settimana, anche solo per 10 minuti, devo tagliare i ponti e vivere concentrata di quel solo momento, in quel preciso spazio.

Con un piano davanti è più facile darsi degli obiettivi.

Il mio obiettivo di questa settimana era andare alla mostra di Carsten Höller, visitare l’Hangar Bicocca dove non ero mai stata e regalarmi una mattina lontano dall’ansia, dalla tristezza e dall’incapacità di comprendere “perché io”. Una mattina “fuori”.

Fuori l’Hangar Bicocca lo è davvero.
Sebbene lo si raggiunga facilmente con i la metropolitana, sbucando dalla Lilla (fermata Ponale) in un sabato mattina quasi caldo di quasi sole dopo giorni di freddo e pioggia, la sensazione è quella di essere in un “altro posto”. Non saprei dire quale. Ma un “altro posto”.
Non c’è traffico, i rumori sono attutiti. E alle dieci del mattino non incontro nessuno per strada.
Percorro via Chiese con la musica che mi rimbomba nelle orecchie e la piacevole sensazione di essere sola al mondo.
Cammino in direzione nulla, circondata dagli edifici dell’Università, da vecchie costruzioni industriali e, soprattutto, dal silenzio. Che a Milano è merce rara, persino dentro ai parchi.

Hangar Bicocca MilanoL’edificio dell’Hangar Bicocca, recupero di un vecchio edificio industriale attivo già negli Anni Venti e destinato alla costruzione e progettazione di treni e locomotive, mi appare sulla sinistra. Una struttura imponente, grigia e metallica (così mi sembra), sullo sfondo di un grande cancello e un piccolo cortile in cui decine di piante in vaso segnano il percorso che si snoda in mezzo alla scultura di Fausto Melotti del 1981 “La Sequenza“.
Tutto molto studiato, molto solitario, molto assolato, molto ventoso.
Lo trovo affascinante. E rivivo la sensazione piacevole di quando in viaggio mi ritrovo a visitare musei importanti collocati fuori dai circuiti turistici tradizionali.
Ho una gran voglia di entrare. Sono contenta di essere qui.

Caffè Ristorante Dopolavoro BicoccaLa struttura si suddivide sostanzialmente in tre zone: lo Shed degli Anni Venti, le Navate, risalenti agli Anni Sessanta e utilizzate per il montaggio e la prova dei treni e il Cubo degli Anni Cinquanta usato per testare le turbine elettriche.
Tutto intorno, un’area all’aperto deserta e solitaria in alcuni punti, arredata con poltrone e divani in altri, proprietà del caffè ristorante Dopolavoro Bicocca a ridosso dell’ingresso.
Sul retro, Outside the Cube, Efêmero il grade murales dei gemelli Gustavo e Otávio Pandolfo, noti come OSGEMEOS, che rientra in un più vasto progetto dedicato alla Street Art e che vedrà impegnati nell’arco degli anni diversi artisti. Qui la volontà è stata quella di ricordare l’uso primario dell’Hangar Bicocca destinato alla costruzione di treni e locomotive elettriche.
Efêmero, OSGEMEOS - Hangar Bicocca, MilanoEfêmero, OSGEMEOS - Hangar Bicocca, Milano

Lo spazio è immenso. Entrando nelle aree espositive, collocate all’interno delle Navate, la sensazione guardando in su è di vertigine. Proprio come quando si entra in una cattedrale immensa, appunto.

La prima Navata, quella di sinistra, è dedicata all’allestimento permanente I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer, un’installazione decisamente evocativa dove Sette torri con un’altezza variabile sino ai 14 metri e cinque opere d’arte inedite realizzate tra il 2009 e il 2013, rappresentano il tentativo dell’uomo di ascendere al divino, la riflessione dell’artista sul rapporto tra l’uomo e la natura e la sua rappresentazione del pensiero filosofico occidentale.
Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer - Hangar Bicocca MilanoLo Shed, invece, ospita la mostra Architecture as Art (2 aprile – 12 settembre 2016) progettate per la XXI Triennale Esposizione Internazionale Milano 2016: 14 installazioni provenienti da tutto il mondo illustrano la riflessione di architetti e designer internazionali sul ruolo dell’architettura oggi e sul tema dell’abitare.
Art as Architecture - Hangar Bicocca MilanoCARSTEN HÖLLER: DOUBT.
Doubt, Carsten Höller (Y) - Hangar Bicocca, Milano
Doubt. Dubbio. Così si intitola la mostra personale di Carsten Höller ospitata nella Navata centrale dell’Hangar fino al 31 luglio 2016. Una mostra che può piacere tantissimo o per niente, lasciare una traccia profonda oppure nessuna.
Vissuta sulla mia pelle, l’avrei chiamata Metafore. Perché delle opere esposte, la maggior parte rappresenta una metafora della mia vita attuale.
La metafora delle scelte da prendere nell’opera che si trova all’ingresso e che si chiama Y. La metafora del percorso al buio, in cui la vera difficoltà non è rappresentata dalla salita, ma dalla discesa. La metafora dell’opera Two Flying Machine, un volo d’angelo senza mai volare. La metafora di Double Carousel, che ai miei tempi si chiamava Calci in culo. E non serve aggiungere molto altro.
E la metafora dell’installazione Two Roaming Beds,  con quei due letti d’ospedale abbandonati nello spazio immenso e vuoto e quella luce abbagliante come unico richiamo in una situazione totalmente alienante.

Non è questo il significato reale della mostra. Questo è il significato che ho dato io a questa esposizione strana, surreale, sospesa, che racconta di un percorso parallelo, uno sviluppo espositivo costruito in modo che lo spettatore possa vedere solo una metà delle opere esposte, senza avere coscienza dell’altra metà finché i percorsi non si riuniscono. E che riflette sull’arte e sulla sua fruizione, come esperienza personale o come atto imitativo dell’esperienza altrui.

Tutte le mostre dell’Hangar Bicocca sono gratuite.
Per poter accedere all’installazione Two Flying Machine è necessario prenotarsi online, indicando la fascia orario e la data scelti (è vietata sotto ai 14 anni, sotto il metro e cinquanta e sopra ai 100 kg. Ed è vietata alle donne incinta, a chi soffre di vertigini, attacchi di panico, acrofobia e kenofobia).
Inoltre, c’è la possibilità, per chi lo desidera, di trascorrere una notte al museo dormendo sui Two roaming beds che si spostano impercettibilmente regalando alla fine al visitatore una prospettiva dell’ambiente circostante diversa rispetto a quella registrata prima di cadere nel sonno.
Doubt, Carsten Höller (Double Carousel) - Hangar Bicocca, MilanoDoubt, Carsten Höller (Two Roaming Beds) - Hangar Bicocca, Milano

Hangar Bicocca
Via Chiede 2
www.hangarbicocca.org
Aperto dal giovedì alla domenica dalle 10.00 alle 22.00
Ingresso gratuito

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2 thoughts on “187 – Doubt. Di mostra e di fatto all’Hangar Bicocca

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