186 – Sotto al Bosco Verticale. Due passi in via de Castillia

Ho deciso di dar vita a una rubrica che si chiama #UnaStradaAlMese.
Penso che scendendo nel dettaglio delle sue strade, delle sue vie, dentro ai portoni, ai negozi, nelle strade laterali, sia più semplice mostrare ciò che di Milano amo.
Vie, isolati, quartieri, la città intera. Posso raccontarla attraversandola tutta, una strada dopo l’altra.
Via De Castilla Milano -Mappa

Via de Castilla, qualche centinaio di metri tra via Melchiorre Gioia e via Borsieri, il Bosco Verticale e il Museo della Resistenza da un lato, il Grattacielo dell’Unicredit e il Wheatfield dall’altro, è una strada che io amo molto.
A mangiare in pausa pranzo o a godermi il sole nelle gelide giornate di inverno o in quelle accoglienti della primavera, spesso mi siedo su una delle panchine del piccolo parco dove C. la minuscola viene talvolta a giocare e mi godo il verde abbagliante del Bosco Verticale, lo scintillio dei palazzi di piazza Gae Aulenti, il cielo blu sopra al Campo di Grano.

Milano - Grattacieli di piazza Gae Aulenti da via de CastillaSì. Se penso a via de Castilla, fino a qualche anno fa una strada secondaria ai confini di Isola, ora cuore della rinascita milanese, orgoglio cittadino grazie ai due grattacieli di Stefano Boeri pluripremiati in tutto il mondo, ho un ricordo di luce diffusa, ordine, pista ciclabile ben costruita, vita di quartiere, risate di bimbi.
E pensare che proprio qui sorge l’ecomostro Ligresti, un palazzo di 60 metri di altezza coperto per mesi come cosa di cui vergognarsi. E sempre qui si trova uno dei musei più fallimentari di Milano, la Casa della Memoria, un luogo che potrebbe potenzialmente attrarre centinaia di visitatori e che dovrebbe rimanere aperto tutti i giorni per la storia che racconta e ciò che simbolicamente rappresenta e che, invece, è per lo più chiuso, praticamente non fruibile.

Via de Castilla è breve e piuttosto stretta. Fiancheggiata da una pista ciclabile, una delle migliori di Milano, la si percorre tutta in cinque minuti.
Ci sono, però, qui alcuni locali che vale la pena segnalare e che per come la vedo io rappresentano quelli che io definisco I posti belli a Milano.

La cucina milanese e lo chef creativo
Ratanà
– Via de Castilla 28
Al Ratanà, ristorante abbastanza noto nel panorama culinario milanese grazie alla fama di cui gode il suo chef Cesare Battisti, ho mangiato due volte. La prima, in occasione di un pranzo aziendale di Natale, in tempi remoti e che non torneranno più; la seconda, raggiungendo un amico che era lì a cena e degustando soltanto il dolce, il vino e gli amari, in un’estate lontana e anch’essa figlia di un tempo che non tornerà.
Il ristorante è situato all’interno di una palazzia di inizio Novecento collocata all’interno di un minuscolo parco giochi. Un posto dove nei primi anni di vita di Costanza venivo spesso a spingerla sull’altelena e a cullarla nel passeggino, godendomi l’ombra degli alberi.
Il locale è piacevole: bottiglie a vista, atmosfera calda, ottimo servizio. Il cibo è stagionale e raffinato, una rivisitazione in chiave moderna della cucina milanese.
Se devo essere sincera, però, se il posto in sé è accogliente e ospitale, il cibo non lascia il segno. Io non ricordo nulla di quello che ho mangiato, sia nella prima occasione sia nella seconda. Ricordo, invece, che il vino era molto buono. E la scelta piuttosto ampia.
Ci tornerei? Sì. Se capitasse tornerei. Per svecchiare la memoria e far riaffiorare i ricordi.
Milano - via de Castilla, Isola

Macchine a propulsione umana
Ciclofficina Stecca – Via de Castilla 26
La ciclofficina Stecca non è un negozio che vende e ripara biciclette. Sebbene, infatti, qui le biciclette si aggiustino, si trasformino e si migliorino, venire qui pensando di andare da un comune ciclista è quanto di più sbagliato si possa fare.
Ci sono delle regole. Per poter frequentare il posto. E le regole vanno rispettate.
Innanzitutto bisogna amare la bici. Ma amarle davvero.
In secondo luogo bisogna credere nella bicicletta come mezzo di trasporto primario.
In terzo luogo bisogna avere voglia di sporcarsi le mani, letteralmente. Infilarle dentro a ingranaggi e catene, tra i raggi e sui manubri, dentro ai freni e sul sellino.
Quindi, è necessario aver voglia di imparare. Imparare ad aggiustare la propria bici, personalizzarla e renderla unica.
Infine, bisogna credere nell’idea che nulla si butta e tutto si può riciclare. Compreso i vecchi cadaveri delle bici.
Alla Stecca sono passata qualche volta. La bici è il mio unico e solo mezzo di trasporto. Una sorta di prolungamento di me.
Non ho imparato molto. Dovevo solo gonfiare la ruota e l’ho fatto.
Mi piace molto, però, l’idea. E appena avrò finito di imparare il resto, credo che proverò a cimentarmi anche in questo.

Una delle pizze più buone di MIlano
Pizzeria Naturale – Via de Castilla 24
Pizzeria Naturale - Via De Castilla 24
Amo la pizza. E mi piace da morire provare pizzerie nuove alla ricerca della pizza più buona, particolare, capace di unire tradizione e creatività. A breve pubblicherò un post sull’argomento e la Pizzeria Naturale di via De Castilla senz’altro rientrerà nella mia classifica delle migliori pizze di Milano.
L’impasto, ottenuto con farina biologica e lievitazione naturale, è soffice, gommoso e croccante, nella migliore delle tradizioni napoletane, gli ingredienti di ottima qualità.
Provo sempre la Bufala, variante della Margherita con bufala, e devo dire che la mozzarella era davvero di ottima qualità.
Il menu è da pizzeria, con una buona scelta di primi.
Il locale è arredato con cura, legno, acciaio, mattoni a vista e tavoli e sedie Anni Cinquanta. Il tutto legato da un’atmosfera industrial calda e accogliente. I prezzi assolutamente onesti.
Pizzeria Naturale - Via De Castilla 24

Il gorilla sotto ai grattacieli
Café Gorille – Via de Castilla 20
Café Gorille - Via de Castilla 20
Ecco. Questo è uno di quei posti che a entrarci dentro si finisce per esserne assorbiti completamente. Il locale si sviluppa in lunghezza e unisce un’atmosfera d’altri tempi con scelte decisamente high-tech. Una volta dentro, la città diventa il minuscolo ritaglio di cortile che si intravede dalle finestre. Tutto – l’arredo, i complementi, le luci – sa di grande cura e attenzione per i dettagli.
Ci ho trascorso un pomeriggio sentendomi a Parigi. Un aperitivo immaginandomi a Praga.
Qui, si può sostare lavorando e sorseggiando vino rosso di ottima qualità.
La cucina è a vista e il bancone del bar merita qualcosa di più di una rapida occhiata di sfuggita. Persino le lampadine che pendono sui tavoli sono ricercate e scelte secondo le ultime tendenze del design internazionale.
Il menu cambia ogni giorno. Propone piatti creativi ottenuti partendo da ingredienti semplici, per pause pranzo alternative e gustose.
Nella convinzione che anche l’occhio vuole la sua parte, nulla è lasciato al caso. E i piatti vengono impiattati in modo creativo, utilizzando graziose cocotte, padellini in alluminio, grandi piatti di servizio.
L’aperitivo offre una buona scelta di vini e cocktail. Andrebbe migliorato, però, l’aspetto cibo che, invece, non è niente di che.
Pare che il brunch qui sia ottimo e penso che prima o poi, in una calda mattina di tarda primavera, verrò a testarlo.
Il Café Gorille è uno di quei posti in cui entrare se si ha voglia di perdersi, di non farsi trovare, di assumere un’identità segreta e fingere di essere qualcun altro.
Café Gorille - Via de Castilla 20

Gioielli creativi
Ziio Boutique – Via de Castilla 20
Ziio Boutique
è il negozio di gioielli realizzati dalla designer Elisabeth Paradon. Piccolo e raccolto, qui si trova l’intera collezione declinata sotto forma di collane, bracciali, anelli, orecchini, realizzati con i materiali più disparati: pietre semi-preziose, vetro, argento… Uniti per creare uno stile unico, molto particolare. Che può piacere o meno, ma che sicuramente conferisce un look molto particolare al proprio stile.

#UnaStradaAlMese: leggi anche
Do you know Paolo Sarpi?

 

2 thoughts on “186 – Sotto al Bosco Verticale. Due passi in via de Castillia

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