182 – Di Innsbruck e dello stupendo Museo Swarowsky

Toccata e fuga. Due giorni pieni e qualche scampolo d’ora.
Lontano dalla città. Lontano, soprattutto, da quello che la città in queste ultime settimane ha rappresentato per me: un inferno di bolge dantesche dalle quali entro ed esco, sempre in affanno e sempre di corsa. In uno stato d’ansia permanente.

Innsbruck – campanili alti fino al cielo dai tetti rossi e aguzzi, facciate affrescate, montagne innevate e vallate verdissime – è stato un “fuggire da”. Il mio tentativo personale di ricaricare le pile.

Easter Market - InnsbruckLa città è graziosa. La classica cittadina tirolese. Pulita. Efficiente. Piccoli negozi di souvenir che si alternano a birrerie e speckerie. Profumo di dolci tipici e cioccolato. Le gelaterie Tomasselli prese d’assalto nei primi giorni caldi di primavera. Uova giganti in MariaTheresien Straße a ricordarmi che è Pasqua e l’Easter Market con l’artigianato locale e i prodotti tradizionali nella piazza del Tettuccio d’Oro.
Tutto intorno le montagne. Innevate sulle cime e coperte di verde nelle valli. Onnipresenti a volgere lo sguardo intorno.
Il cielo terso. L’aria pulita.

Innsbruck è graziosa. E non è male nemmeno il comprensorio che abbiamo scelto per la prima sciata dell’anno. Lo Schlick 2000 a una ventina di minuti d’auto da Innsbruck.

Kristallwelten SwarovskiCiò per cui, però, vale davvero fermarsi da questa parti, che merita assolutamente una visita, è lo Swarowsky Kristallwelten a Wattens. Un mondo incantato che a finirci dentro è un po’ come entrare nel Mondo di Alice, con specchi e immagini riflesse e poesia pura in ogni sala che lo compone.
Questo è il mio viaggio fotografico aldilà dello Specchio. Che le parole non riescono davvero a rendere la magia.

E oggi è il mio compleanno. E la sola cosa che vorrei per i prossimi 365 giorni è un viaggio continuo oltre lo Specchio. In un mondo meraviglioso che annulli tutte le brutture. E la capacità eterna di saper cogliere la bellezza che dall’altra parte si cela.

Ingresso allo Swarowsky Kristallwelten - InnsbruckE come in una fiaba, allo Swarowsky Kristallwelten, si accede attraverso la testa di un grande gigante che sputa acqua nel laghetto antistante. Nella prima sala è una luce blu ad accogliere il visitatore. E un’infinita parete di cristallo che è solo un preludio di quello che sarà la visita. Qui si trovano un’opera di Salvador Dalì e una di Andy Wharol di cui ignoravo l’esistenza e al centro, il più grande pezzo unico di cristallo al mondo, una miriade di sfaccettature e di luci che si riflettono ovunque.

Mechanical Theatre - Swarowsky Kristallwelten, InnsbruckNella seconda sala va in scena il Mechanical Theatre di Jim Whiting, uno spettacolo inquietante che rappresenta una strana sorta di sfilata di moda, con un manichino al centro che sfida le leggi di gravità volteggiando sui tacchi e creando un effetto straniante.

Duomo di Cristallo - Swarowsky Kristallwelten, InnsbruckNella terza sala si entra in un vero e proprio universo di cristallo, la cupola del Duomo di Cristallo, 595 specchi che moltiplicano l’immagine riflessa all’infinito, frammentandola come in un quadro cubista, restituendo l’impressione di qualcosa di profondamente magico.

Into Lattice Sun - Swarowsky Kristallwelten, InnsbruckSubito dopo l’albero di cristallo di Silent Light opera di Alexander McQueenTord Boontje, la meraviglia prende il sopravvento nella sala chiamata Into Lattice Sun, frutto del lavoro di un’artista coreana, Lee Bul, che ha saputo proiettare il visitatore in un gioco di riflessi, specchi e immaginazione che si intrecciano dando vita a un’esperienza abbastanza particolare di profondità e sospensione.

Passaggio di Ghiaccio - Swarowsky Kristallwelten, InnsbruckSuperata la Cristallocalligrafia di Paul Seide, tentativo di rappresentare attraverso i segni la poesia di Charles Baudelaire Il vino degli amanti, ci si incammina sul Passaggio di Ghiaccio, un corridoio a prima vista vuoto che si anima solamente al passaggio. Come una specie di stradina incantata che si accende all’incedere dell’eroe.

Studio Job Wunderkammer - Swarowsky Kristallwelten, InnsbruckLo Studio Job Wunderkammer è un luogo tra il fiabesco e l’assurdo. Nella minuscola struttura circolare, infatti, accecata dai colori, trovo posto uno strano allestimento che vede una sorta di gioccatolo città animarsi al passaggio di un treno antico, da cui si rimane ipnotizzati per il lento incedere.

55 milioni di cristalli - Swarowsky Kristallwelten, InnsbruckSi passa, quindi, alla sala della Primadonna Assoluta e alla foresta sospesa della sala chiamata di Eden per arrivare, già carichi di speranze, alla sala chiamata Famos con le ricostruzioni in scala della Piramide di Cheope, dell’Empire State Building e del Taj Mahal di Agra, e alla sala 55 milioni di cristalli dove musica, arte figurative e luce si fondono dando vita a una sorta di vetrata ad alta definizione.

Riflessioni - Swarowsky Kristallwelten, InnsbruckTra le sale più belle, Riflessioni è quella che mi ha colpito di più. Su 300 superficie formate da 48 poligoni, viene raccontata la storia della cultura e della società umana, che prende vita attraverso un sapiente uso di luci e immagini.

All’estero del Museo, il percorso espositivo continua con la Foresta di Nuvole che si stagliano contro le montagne creando un effetto scenico decisamente fuori dal comune, l’enorme Playground coperto per bambini di tutte le età e il labirinto.
Foresta di Nuvole - Swarowsky Kristallwelten, InnsbruckNon sono certa che immagini e parole abbiano reso l’idea della meraviglia che racchiude questo strano museo, non eccessivamente noto, non troppo promosso, sottovalutato.
Ma per quanto mi riguarda, è stata una delle esperienze più belle del viaggio qui.
Sicuramente la più diversa. Che non è male in un periodo in cui nulla sembra interessarmi davvero.

Swarowsky Kristallwelten
Kristallweltenstraße 1, Wattens
kristallwelten.swarovski.com

 

 

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