164 – E alla fine… Padiglione Italia e Kazakistan!

Expo Milano 2015Torniamo a Expo in una caldissima domenica d’autunno. Ci torniamo armati di passeggino e buona volontà. Obiettivo: Palazzo Italia e Kazakistan.
Convinti, determinati, agguerriti. E disposti, anche, a passare diverse ore in coda.

D’altra parte, che la situazione sarebbe stata impegnativa, lo capiamo già ai tornelli dell’Ingresso Triulza (questa volta ci siamo arrivati con il treno da Garibaldi. Comodo, veloce e leggermente meno costoso della metropolitana. 4,40 a/r contro i 5€ di ATM): ci sono code di ore già solo per entrare (con il passeggino il tempo di attesa è stato circa una quarantina di minuti) e una volta dentro, il Decumano sembrava preso d’assalto.
Sono gli ultimi weekend. L’affluenza andrà solo crescendo.
Questa, ormai, è una certezza di cui sono consapevoli tutti, visitatori e operatori.

Io, a questo punto, posso dirmi soddisfatta. Con Palazzo Italia e il Padiglione del Kazakhastan ho visto praticamente tutto quello che potevo vedere (rimangono fuori Angola, Colombia, Cile e Marocco. Ma ho ancora due biglietti per completare il giro). E ho una visione d’insieme dell’evento abbastanza precisa e dettagliata.

PADIGLIONE DEL KAZAKHASTAN
Expo Milano 2015 - Padiglione del KazakhastanQuello del Kazakhastan è senz’altro uno dei padiglioni più interessanti di Expo, sia dal punto di vista architettonico, che dal punto di vista del concept. Sebbene anche qui i contenuti inerenti il tema (Nutrire il pianeta) siano di fatto pochi o nulli, la visita al padiglione di un paese misterioso, che mi affascina da sempre per le sue terre sconfinate e quella steppa infinita che per me è un richiamo profondo, si rivela comunque affascinante.
Nella prima sala la storia kazaka viene raccontata attraverso l’arte del sandpainting.

Nella seconda sala, dopo un assaggio di kumis, latte di cavalla fermentato (terribile), una serie di rotonde accompagnate da pannelli didattici e in parte interattivi introducono a quelle che sono le peculiarità gastronomiche – mele, storioni, miele… – e le difficoltà produttive e di preservazione dei raccolti (assediati dalle cavallette che rappresentano una vera e propria piaga da queste parti) di una terra arida come il Kazakhastan.
Si arriva, quindi, alla zona più futuristica che accompagna il visitatore a quella che è la parte più suggestiva della visita: il viaggio in 4D alla scoperta del Kazakhastan nella saletta caratterizzata dalla presenza di poltroncine dinamiche che rispondono alle sollecitazioni del filmato.
In totale la visita non dura più di una ventina/trentina di minuti.
Il ristorante e il negozietto di souvenir sono limitrofi all’uscita. Sul piazzale antistante al padiglione si susseguono gli spettacoli tipici che aggiungono ulteriori dettagli alla conoscenza del Paese.
Expo Milano 2015 - Padiglione del KazakhastanExpo Milano 2015 - Padiglione del KazakhastanExpo Milano 2015 - Kazakhastan

PALAZZO ITALIA
Expo Milano 2015 - Palazzo Italia Expo Milano 2015 - Palazzo Italia
Com’è il padiglione dell’Italia? Me lo hanno chiesto in tantissimi. Tutti quelli che, a questo punto, probabilmente non lo vedranno più.
Com’è? N-o-n  l-o  s-o!!!!
E’ grande. Il più grande di tutti. Ma, spesso, anche inutilmente grande. E tutto sommato, a guardarlo da fuori, così gigantesco, mi chiedevo quanto ci avrei messo a visitarlo tutto. In realtà, soffermandosi a su ogni dettaglio, dida, filmato, in un’ora lo si vede tranquillamente.
E’ fuori tema per il 50%% della sua esposizione che racconta, molto bene a dire il vero, l’Italia e le sue bellezze. L’Italia e le sue eccellenze (non solo alimentari). L’Italia e le sue peculiarità.
Tutto ruota intorno al tema delle “potenze“:
Potenza del Saper fare: 21 personaggi (le 20 regioni più il Vaticano) ottenuti con stampante 3D raccontano storie esemplari per lo più legate al mondo dell’alimentazione
Expo Milano 2015 - Palazzo ItaliaPotenza della Bellezza: è l’installazione sicuramente più scenografica (e lo è davvero) di tutto l’allestimento. L’Italia viene raccontata, nelle sue bellezze mozzafiato, attraverso tre sale di specchi in cui centinaia di immagini proiettate su pareti, soffitto e pavimento, mostrano le bellezze, artistiche e paesaggistiche, italiane. Ci si perde dentro, come in un caleidoscopio infinito. Il tutto ha poco a che vedere con il tema di Expo, ma è impossibile non lasciarsi trascinare via.
Expo Milano 2015 - Palazzo ItaliaExpo Milano 2015 - Palazzo ItaliaPotenza del Limite: dal punto di vista del contenuto, questa è probabilmente la sala più interessante. Qui, infatti, vengono presentati alcuni dei progetti più ingegnosi, legati al tema dell’alimentazione e del risparmio energetico, che in questo momento si stanno conducendo, con un discreto successo, in Italia. Si scopre così, per esempio, che dalle bucce di arancia si possono ottenere filati; che esiste un macchinario, a basso costo, in grado di separare le molecole inquinanti dall’acqua che, in questo modo, può essere riutilizzata; che riciclando scarti di produzione è possibile produrre formaggi di eccellenza a costi ridotti; che i pesticidi possono essere evitati sostituendoli con microbi innocui per l’uomo ma dannosi per gli insetti che infestano i raccolti…
Expo Milano 2015 - Palazzo ItaliaPotenza del Futuro: l’ultima sala è una specie di vivaio in cui sono state coltivate 21 specie di piante tipiche del territorio italiano e provenienti dalle 21 regioni del Paese. A mostrare la biodiversità nostrana.
Expo Milano 2015 - Palazzo ItaliaC’è, poi, un’ultima sala, che noi non abbiamo visto perché vietata ai bambini sotto ai 6 anni, in cui il visitatore viene accompagnato attraverso un percorso sensoriale al buio della durata di 30 minuti.

Oltre questo, Palazzo Italia è il teatro dei progetti legati al mondo scolastico del Vivaio scuole. Ed è sicuramente un luogo privilegiato per affrontare tavole rotonde, dibattiti e portare avanti discussioni in merito al tema dell’alimentazione, della sostenibilità e dell’accesso alle risorse.

CONSIDERAZIONI FINALI

1 – Nonostante le critiche iniziali, i pregiudizi e la scarsissima fiducia, la macchina Expo, dal punto di vista prettamente organizzativo, funziona e ha funzionato bene. Nell’area espositiva, infatti, da tutti i punti di vista, i servizi sono molto buoni, dall’accoglienza alle famiglie all’accesso per disabili; dalla presenza di colonnine gratuite per l’acqua ai punti tecnologici per ricaricare smartophone e tablet, dai punti ristoro ai servizi igienici.

2 – Problema code. E’ inutile negarlo. Le code ci sono e probabilmente continueranno ad aumentare fino alla chiusura. Nel mese di ottobre, tutta l’area espositiva è stata letteralmente presa d’assalto. Ci si mette in coda per ogni cosa. E persino andare in bagno a volte è un incubo.
Qual è o quale dovrebbe essere la soluzione?
Molti dicono accessi controllati e limitati. Potrebbe essere una possibilità. Ma così facendo moltissime persone, pur dotate di biglietto, rischierebbero di non entrare. D’altra parte, a maggio quando l’area espositiva era praticamente deserta, nessuno poteva aspettarsi una tale affluenza nei mesi autunnali.
Ci sarebbe da chiedersi perché i milanesi, quanto meno loro, abbiano aspettato ottobre per riversarsi sul Decumano per poi lamentarsi della quantità di persone presenti. Ma il punto non è nemmeno questo. Il punto è: che fare?
Per quello che ho visto io, dal punto di vista organizzativo, tutto quello che poteva essere fatto data la situazione è stato fatto: al nostro arrivo a Triulza, per esempio, tutti i tornelli, tutti, erano aperti e funzionanti. Il personale addetto velocissimo. I controlli di una rapidità impressionante. Con centinaia di migliaia di persone, però, che si accalcano per entrare, evidentemente, efficienza e rapidità non bastano.
Si potrebbe chiedere ai visitatori la registrazione obbligatoria e, una volta confermata, chieder loro di segnalare i padiglioni in cui desiderano effettuare la propria visita. Assegnare a ciascun visitatore un orario e, qualora fosse raggiunta la capienza massima per quel singolo padiglione, chiedergli di registrarsi per un altro. L’aggiornamento in tempo reale sul sito di Expo per data e orario della disponibilità di posti per i singoli padiglioni (un po’ come avviene per la prenotazione dei biglietti del cinema) consentirebbe a tutti di avere la situazione sotto controllo.
Per permettere, poi, a quante più persone possibile di visitare l’area, si potrebbe limitare a 5/6 padiglioni la registrazione massima giornaliera per visitatore.
Non è molto. Ma data la situazione, è un numero più che accettabile.

3 – Ottima l’accoglienza alle famiglie. Il sistema di affitto dei passeggini Chicco (si ritirano presso il Centro Chicco a ridosso dell’ingresso Triulza) è veloce ed efficiente. Oltre alla mappa, al momento del ritiro, a tutti viene consegnato un pacchetto di salviette umidificate. Le stesse salviette si ritrovano, insieme ai pannolini, nei bagni attrezzati per il cambio all’interno di Expo.

4 – I ristoranti all’interno dei padiglioni, costosissimi, non sono mai eccessivamente affollati. A essere affollati, invece, praticamente impraticabili, sono i bar e i chioschi esterni che servono questo o quel piatto della cucina locale, i vari punti ristoro, le catene. La scelta è infinita. Si trova davvero di tutto. Ma per queste ultime settimane, per chi vuole risparmiare tempo o non tollera rimanere in coda a lungo, il consiglio è portarsi da casa da mangiare. Oppure, mettere in conto cifre abbastanza elevate per un pasto in uno dei tanti ristoranti dei padiglioni.

CLASSIFICA DEI PADIGLIONI RIVISTA E CORRETTA
Visti anche Padiglione Italia e Kazakistan, aggiorno la mia personale classifica dei padiglioni più belli e interessanti
1 – Giappone
2 – Germania
3 – Repubblica di Corea
4 – Padiglione Italia
5 – Gran Bretagna (anche se architettonicamente questo vince su tutti i citati)
6 – Padiglione Zero
7 – Kazakistan
8 – Azerbaijan
9 – Malesia
10 – Francia
(Children Park)

Altri post su Expo:
Dall’Oman all’Azerbaijan. Il mio viaggio mentale
Seicento metri sul Decumano
A Expo di domenica. Consigli sal(v)a coda

Gallery fotografica di Expo e degli eventi milanesi legati a Expo qui

Per maggiori informazioni www.expo2015.org

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