161 – A Expo di domenica. Consigli sal(v)a coda

Expo Milano 2015 - Ottobre 2015Mancano esattamente 26 giorni alla chiusura di Expo. Sembrava lontanissimo il 31 ottobre quel primo maggio piovoso e  violento in cui l’Esposizione fu inaugurata. E invece sei mesi sono stati triturati in un lampo. Come fossero manciate vuote di secondi persi.
E ora è ottobre. Che amo infinitamente. Uggioso e luminoso. Scricchiolante di foglie. Profumato di zuppe calde e torte di mele. Colorato di zucche.
E non c’è più tempo per rimandare la visita. Non c’è più tempo per dire “domani”. Il “mese prossimo”.
Bisogna andarci adesso. Subito. Non appena se ne ha la possibilità.
Perché tra 26 giorni tutto quello che ora è lì, attraversato da milioni di piedi, calpestato da centinaia di suole, non ci sarà più.
Penso a una vecchia giostra abbandonata. Lontana nella periferia di paese. Arrugginita e sporca. Ma dove ancora risuonano le risa dei bambini e i baci degli adolescenti.
Così, a breve, sarà tutta l’area espositiva.

Devo tornarci. Devo tornarci tutte le volte che posso. Non c’è più tempo. E io ho ancora tantissime cose da vedere, che voglio vedere.
E non importa se le previsioni (meteo e di afflusso) per il weekend sono pessime. Non importa se praticamente tutti i sabato e talvolta anche la domenica si arriva al record massimo di visite possibile.
Non importa Qualcosa farò.
Non mi fa paura la gente. Non mi fanno paura le code. Non ho problemi ad aspettare. A stare in fila. A farmi schiacciare dalla gente.
Non ho paura di niente di tutto questo.
E voglio tornare a Expo. Così, domenica o no, ci andiamo. Lasciando a casa Costanza la minuscola (e non sono nemmeno convinta che sia stata una buona idea) per essere più agili. Per non sottoporre lei a interminabili ore di nulla.
E questo è il resoconto della giornata.

CONSIGLI PRATICI PER UNA GIORNATA SODDISFACENTE A EXPO NONOSTANTE LE CODE

1- Arrivare. Metro o macchina?

Tra i parcheggi presenti, il più comodo è senz’altro il parcheggio di Merlata, che è collegato direttamente al sito espositivo; gli altri sono Trenno e Arese (collegati con navetta gratuita all’accesso Est Roserio) e Fiera Milano (collegato con navetta gratuita all’ingresso Ovest Fiorenza-San Carlo). I parcheggi vanno prenotati (si paga anticipatamente sul sito e si evita la coda per prendere il biglietto). Il parcheggio di Merlata risultava già tutto esaurito due giorni prima che noi andassimo a Expo.
Per i parcheggi di Trenno, Arese e Fiera Milano, per lo meno nel weekend e, soprattutto, all’andata, è necessario mettere in conto anche una coda di una ventina di minuti o poco più per prendere la navetta.
Raggiungendo Expo con i mezzi di trasporto, invece, si evita la coda per la navetta e non si ha il problema della prenotazione del parcheggio.
Dal punto di vista economico, l’auto risulta sicuramente più conveniente per una famiglia di tre o più persone (tutti i parcheggi costano dai 12 ai 12,50€. Il biglietto della metro costa 5€ a/r a persona). I disabili hanno diritto, in ciascun parcheggio, a posti gratuiti (limitati) che vanno prenotati per tempo sul sito.

2- Code all’ingresso: forse un pochino si esagera!
Expo Milano 2015 - Ottobre
Dopo un’attesa di una ventina di minuti per la navetta dal parcheggio di Trenno (attesa accettabile, comunque, considerate le nostre aspettative), siamo arrivati all’ingresso di Roserio verso le 11.00. Era domenica e il bollettino affluenza aveva registrato ore di attesa fuori dai cancelli il giorno precedente. Noi, invece, non so se per fortuna o meno, siamo riusciti a entrare dopo neanche mezz’oretta. L’attesa è stata breve e i controlli velocissimi. Gli sportelli erano quasi tutti aperti. Il servizio buono e veloce.
Mi sono fatta, dunque, l’idea che gli orari peggiori per arrivare siano prima dell’apertura dei cancelli (quando la coda si allunga rimanendo ferma, però, finché questi non aprono) e nel pomeriggio, quando anche all’interno dell’area espositiva l’affluenza cresce in modo esponenziale.
Un buon orario per arrivare, dunque, potrebbe essere in mattinata tra le 10.30 e le 12.30 (ovviamente, per chi usa un biglietto giornaliero. Per gli ingressi serali non ho esperienza e quindi non saprei dire).
Un’altra considerazione riguarda le aree di accesso: le entrate di Roserio e Merlata sono accessibili solo per chi arriva in pullman (i gruppi, quindi) e in macchina (o con la navetta dai parcheggi di Trenno o Arese). Probabilmente, gli accessi di Triulza e Fiorenza-San Carlo (che per altro viene utilizzato anche da chi arriva con la navetta dal parcheggio di Fiera Milano) sono più affollati.

3- Evitare le code. Almeno quelle per mangiare e bere
Expo Milano 2015 - Taste USA
Quando siamo entrati a Expo, più o meno intorno alle 11.30, la situazione affollamento era assolutamente gestibile (l’ingresso di Roserio, per intenderci, è quello in fondo al Decumano, dove si trovano la Collina Mediterranea, il mercato biologico, il Biodiversity Park..). Ovviamente, non si può definire deserto un posto che ogni weekend arriva ad accogliere oltre 400mila persone. Ma, insomma, si girava bene e le vie laterali rispetto al Decumano erano praticamente vuote.
Ci siamo fermati così a mangiare, sebbene l’orario non fosse il più indicato, presso uno dei camioncini della Food Truck USA, un hamburger (molto buono. Costo 9€) di carne in due giusto per affrontare con disinvoltura il resto della giornata. Non abbiamo fatto coda, non abbiamo atteso per la preparazione del panino. In 10 minuti, così, abbiamo chiuso il “capitolo pranzo”. Senza perdere tempo e senza spazientirci per le attese.
Expo Milano 2015 - Messico PavilionAnche nell’area lounge del padiglione messicano, dove, per altro, siamo riusciti a entrare dopo una quarantina di minuti di coda, ci siamo fermati per una birra e un piccolo assaggio in un orario molto lontano da quello canonico dell’aperitivo (più o meno intorno alle cinque). In questo modo siamo riusciti a goderci la nostra birra, comodamente seduti e con una bella vista sul Decumano e gli altri padiglioni. In maniche corte e completamente rilassati.
Questo, dunque, mi sembra un buon consiglio: anticipare l’orario dei pasti. Evitare tutte le ore di punta (pranzo, cena, merenda, aperitivo). Oppure, optare per gli stand presenti nei cluster e nelle varie aree tematiche di Expo, dove si può mangiare più agilmente rispetto ai bar e ai ristoranti dislocati dentro e fuori dai padiglioni.
Argentina-pavilion 4- Expo nel weekend. Si può fare. A patto di…
Expo Milano 2015 - Padiglione Italia
E’ indubbio che a Expo, in questi sei mesi, si siano creati dei veri e propri miti. Ed è indubbio che alcuni padiglioni siano molto più gettonati di altri.
Se, quindi, si visita l’area per la prima volta e l’obbiettivo è quello di vedere alcuni padiglioni, è bene mettere in conto le file, farsene una ragione e aspettare.
Tra i padiglioni più gettonati:
Padiglione Italia (ieri l’attesa non è mai scesa sotto le tre ore. Per tutta la giornata. Hanno accessi privilegiati i genitori (solo mamma e papà) con bambini sul passeggino, gli anziani sopra i 65 anni e chi è in possesso del pass invalidi).
Kazakistan (la coda per visitare questo padiglione arrivava, intorno a mezzogiorno, alle cinque ore di attesa. Quando siamo passati noi, la fila è stata chiusa e credo non sia mai più stata riaperta. Sono previsti accessi privilegiati per i passeggini, pass di invalidità e anziani. Non so, però, quale sia il limite minimo di età).
Giappone (avendolo già visto, e ne vale assolutamente la pena, non mi sono troppo interessata. Da voci di fila – altre file – pare che ieri ci fossero 8 ore di coda per visitarlo).

Proprio per queste ragioni, è fondamentale decidere per tempo cosa si desidera vedere, mettersi il cuore in pace in merito alle code e non illudersi che non sia così.
Expo Milano 2015 - France PavilionOppure fare un piano alternativo. Oltre a quelli sopra, esistono tantissimi padiglioni stupendi (per esempio, tra quelli che ho visto ieri, assolutamente da non perdere la Germania, uno dei più ricchi di contenuti, interattivo e godibile anche con un bambino. Non male la Francia, dove per altro la coda era praticamente assente, sia dal punto di vista dei contenuti che dell’architettura. Non male nemmeno Israele, anche se forse un’ora e mezza di attesa – quella che ho fatto io – per tre sale multimediali si può anche evitare. Senza infamia né lode il Messico, senza perderci, però, più di mezz’ora di coda. Assolutamente inutile, invece, l’Argentina dove, comunque, intorno alle due c’era una coda di una mezz’ora buona).
Expo Milano 2015 - German pavilion

Expo Milano 2015 - Israel pavilion

Expo Milano 2015 - Afganistan PavilionEsistono, poi, tutta una serie di padiglioni minori, dove si entra senza fila, che forse meritano un passaggio. Non tanto per dire “io c’ero”, ma perché hanno qualcosa di interessante da offrire.
Il padiglione dell’Afganistan, per esempio, dentro al Cluster delle Spezie, è attrezzato con un ristorante che la prossima volta voglio assolutamente provare e che promette un discreto appagamento del gusto e dell’appetito. Qui si può provare, tra l’altro, il modar, che è una bevanda super dissetante a base di mango, zafferano ed essenza di rose, servita in bicchieri di carta al costo di due euro.
Expo Milano 2015 - Ungheria PavilionIl padiglione dell’Ungheria, caratterizzato dalla presenza di centinaia di mazzetti di paprika appesi al soffitto e un profumo di cannella che arriva dal camioncino parcheggiato nell’area adiacente esterna che serve il dolce tipico nazionale, il kürtőskalács, non è mai troppo affollato, e racconta bene se stesso e le sue tradizioni. Alimentari e non. Per esempio, racconta la storia di László József Bíró, ungarese di nascita e inventore della moderna penna a sfera.
Ieri, tra i minori, sono riuscita a vedere anche Tunisia (da provare il sandwich assolutamente), Algeria, Grecia (che tristezza!), Malta (non ho ancora capito Malta che stato sia), Gambia e Tanzania (i padiglioni africani sono gli unici dove la merce esposta non trova un corrispettivo in vendita. E’ un peccato non essere riusciti a sfruttare l’occasione. Perché avrebbero venduto tantissimo) e Sri Lanka.

Quello che intendo dire, insomma, è che non occorre intestardirsi proprio su quei tre/quattro padiglioni super inflazionati e che richiedono lunghe ore di attesa in coda. Esistono tantissime alternative. E Expo è interessante anche per tutto ciò che succede fuori da Padiglioni, negli innumerevoli spazi che la contraddistinguono.
Una nota a margine. Secondo gli addetti alle file il giorno peggiore per visitare Expo è il sabato, più ancora della domenica.

LA MIA PERSONALE CLASSIFICA DEI PADIGLIONI
Expo Milano 2015 - Albero della Vita
Dopo tre visite, avendone in programma ancora una, spero due, posso dire di aver visto molto di questa Esposizione Universale. E ne sono felice. Aldilà delle polemiche, del fatto che in apparenza tutto assomigli a un grande Luna Park, che spesso i contenuti siano del tutto assenti e pochi hanno rispettato il tema, aldilà del fatto che a breve quest’area verrà smantellata e nessuno ha capito quale sarà il suo destino (probabilmente l’abbandono), a prescindere da tutto questo, Expo è stata per Milano una grande occasione, una vetrina aperta sul mondo, lo stimolo per cambiare, per presentarsi in un modo diverso, per diventare un pochino migliore.
E nessun milanese può negare che qualcosa in città si sia mosso. E che lo spirito che l’ha attraversata in questi ultimi mesi contenesse dentro di sé un bisogno di andare, un sentore di futuro. Sebbene si sia ancora lontani dal realizzarlo questo futuro.
Io a Expo ci sono stata. E sono felice di esserci stata. Cercherò di godermela ancora. Finché chiuderà.
Devo ancora vedere Padiglione Italia e il Kazakistan, che non sono riuscita a vedere ieri.
Ma posso fare una mia personale classifica dei padiglioni. Mettendo, tra i primi dieci, quelli che secondo me vale la pena di vedere assolutamente.

I 9 padiglioni più belli secondo me + 1
1) Giappone
2) Germania
3) Repubblica di Corea
4) Gran Bretagna
5) Padiglione Zero
6) Azerbaijan
7) Malesia
8) Francia
9) Children Park (che merita una menzione speciale e che è uno degli spazi più interessanti di tutta Expo).

I padiglioni deludenti, nonostante le aspettative
1) Brasile (il nulla, oltre alla rete)
2) USA (idee buone, mal raccontate)
3) Spagna (non lascia alcun segno)
4) Argentina (totalmente fuori tema. Sebbene internamente l’installazione non sia male)
5) Israele (tre sale multimediali senza alcun coinvolgimento emotivo del visitatore)
6) Austria (decantato da tutti come uno dei Padiglioni più belli, sebbene sia interessante il tema, a me non è piaciuto per niente).
7) Thailandia (poco di più che un ufficio del turismo)
8) Vietnam
9) Cina (sebbene abbia una delle strutture più belle di tutta Expo)

I padiglioni inaspettati
1) Russia
2) Estonia
3) Slovacchia
4) Belgio
5) Emirati Arabi

I padiglioni che non ho visto e vorrei vedere
1) Padiglione Italia
2) Kazakistan
3) Angola
4) Cile
5) Colombia
6) Marocco
7) Svizzera

Altri post su Expo:
Dall’Oman all’Azerbaijan. Il mio viaggio mentale
Seicento metri sul Decumano

Gallery fotografica di Expo e degli eventi milanesi legati a Expo qui

Per maggiori informazioni www.expo2015.org

5 thoughts on “161 – A Expo di domenica. Consigli sal(v)a coda

  1. Grazie per i consigli. Hai messo l’Austria sia nella classifica dei migliori padiglioni sia in quella dei più deludenti. Un refuso? A me non è piaciuto, comunque. Nella mia classifica, Corea e Angola al top, in attesa di poter vedere quello del Giappone. La prossima settimana torno alla carica.

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    • Urka. Hai ragione. In realtà la volevo mettere tra i padiglioni che non mi sono piaciuti. Ora correggo. Angola non l’ho visto. Non se se riuscirò a vederlo (nella mia prossima visita punto tutto su Kazakistan e Italia). Caso mai aggiorno classifica.
      Buona visita e in bocca al lupo per il Giappone

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  2. Pingback: 164 – E alla fine… Padiglione Italia e Kazakistan! | Alessia1974Cose

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