Interludio di viaggio N. 10 – 5 strade da non perdere a Vancouver

VancouverIl motivo per il quale io amo le città più di qualsiasi altro ambiente al mondo e per cui, potendo scegliere, sceglierei sempre e comunque di vivere in una metropoli piuttosto che un città piccola, è per quel senso di indefinito accadere che le contraddistingue. In una città, anche una città conosciuta, vissuta, frequentata abitualmente, non si ha mai la percezione assoluta di tutto quello che vi si nasconde e le cose possono cambiare da un giorno all’altro, quello che prima c’era può non esserci più, ambienti nati in un modo possono diventare tutt’altro, subire delle trasformazioni. I negozi aprono e chiudono. I ristoranti si rinnovano. I locali si ammodernano. Persino i palazzi possono diventare altro.
Attraverso quartieri che hanno cambiato volto. Cammino su strade note che pur non riconosco. Scopro.
Vivere in città è una scoperta continua. Persino quando la città è la mia. E la conosco come le mie tasche.

VancouverDopo i primi giorni a Vancouver in cui ho cercato di capirla, questa città di grattacieli e casette, acqua e montagne, cieli sorprendentemente blu e nuvole incredibilmente bianche, ho capito che il modo migliore per rendermi conto di cosa avessi davanti fosse quello che ho utilizzato sempre per tutte le città visitate finora: camminarci dentro. Senza sosta. E, tutto sommato, senza meta. Con al limite qualche vago punto di riferimento a farmi da guida.
E’ così che mi sono imbattuta, per puro caso, in quelle che secondo me sono cinque strade che assolutamente dovrebbero essere percorse da chi visita Vancouver, lasciandosi ispirare dalla propria personale storia e dai propri personali interessi, per ricercarne peculiarità e autenticità.

WATER STREET: IL CUORE DI GASTOWN TRA SOUVENIR, ALTA MODA, RISTORANTI E CARRELLI DI HOMELESS
Water Street – arteria nevralgica di Gastown, la downtown di Vancouver nella seconda metà dell’Ottocento – è caratterizzata dalla presenza di vecchi palazzi di mattoni rossi con scale antincendio in ferro, antichi edifici commerciali e la sensazione che prima o poi, da dietro alla curva, compaia un calesse trainato da cavalli neri.
Questa è stata la prima via che ho percorso a Vancouver la prima sera in cui siamo arrivati, un po’ per scelta e un po’ per caso, trovandosi a poca distanza a piedi dal Canada Place dove avevamo lasciato la macchina.
La strada non è molto lunga e decisamente turistica.
Il famoso orologio a (finto) vapore che appare in tante cartoline di Vancouver, si trova qui. Circa a metà strada prima di giungere a Maple Tree Square dove Water St termina e dove campeggia la statua di “Gassy” Jack Deigthon, che qui aprì il primo saloon della città.
Water Street Vancouver - FluevogA destra e a sinistra una lunga fila di ristoranti, locali, pub, negozi di souvenir e qualche boutique interessante appannaggio di fashion victim d’eccellenza (il negozio delle scarpe Fluevog dove, poi, sono tornata a comprare le scarpe, si trova qui e sebbene non sia scenografico come quello di Calgary, merita una visita per la collezione che espone. A prescindere dal fatto che poi si decida o meno per l’acquisto).
Subito dopo il tramonto, gli alberi che fiancheggiano la strada si accendono di lucine e l’effetto scenografico è decisamente molto bello. Quasi non sembra di essere nel Nuovo Mondo e quasi non sembra di essere nel 2015.
C’è una grande confusione. Turisti, locali e homeless convivono pacificamente condividendo i larghi marciapiedi (non ho mai avuto sensazione di pericolo per la presenza, notevole, di un gran numero di drogati e senza tetto, neppure quando, qualche giorno dopo, ci sono tornata da sola).
I ristoranti sono tutti pieni. Molti hanno tavolini sulla strada e alcuni sembrano essere decisamente buoni (alla fine noi abbiamo optato la prima volta per un giapponese leggermente defilato lungo la via, in un cortile interno. E la seconda volta in cui siamo tornati per il Pourhouse Restaurant dove ho mangiato delle fantastiche ostriche fritte e bevuto dell’ottimo vino bianco canadese. Ci ispirava tantissimo il Flying Pig Gastown ma non siamo mai riusciti a trovare posto per sederci).
Water Street è la via d’accesso per partire alla scoperta di Chinatown (ammesso che la cosa possa interessare) e per rendersi conto delle due anime di Vancouver: quella ricca e opulenta dei quartieri residenziali e quella povera, degradata ed emarginata di tutti i derelitti che qui, come zombie, vivono, sdraiati sui marciapiedi, appallottolati sotto ai portoni, accartocciati agli angoli delle strade (Hastings St è, probabilmente, la strada più emblematica in questo senso).
Vancouver - Water Street

SU WATERFRONT ROAD A CATTURARE TRAMONTI (E TROVARE COSPLAY)
Vancouver Waterfront - Orca
Sul Waterfront di Vancouver, volenti o nolenti, prima o poi ci si ritrova a passeggiare. La strada che costeggia il mare, affacciata sulla Vancouver Harbour e caratterizzata dalla presenza del Canada Place, un enorme centro congressi, dal Vancouver Convention Centre, da una serie di installazioni molto divertenti (l’Olympic Cauldron che ricorda ai visitatori che questa è stata una città olimpica, e la Grande Orca che sembra abbracciare la città, sono punti di sosta obbligati per scattare foto e immortalare momenti) e da tantissimi ristoranti e locali, è il posto migliore per scattare fotografie romantiche di Vancouver, coglierne il suo aspetto trendy-chic (quando siamo arrivati noi c’era un raduno di cosplay con centinaia di ragazzi travestiti che mi proiettata direttamente a Tokyo un anno prima) e ammirare i grattacieli di downtown, che qui hanno l’aspetto futuristico che io non riuscivo a cogliere in altre parti della città.
Il consiglio è quello di passare da queste parti nel tardo pomeriggio. Aspettando il tramonto, sorseggiando un cocktail e attendendo rilassati l’accendersi di tutte le luci di Vancouver, per concludere così la giornata di visita alla città in uno dei punti, forse, più scenografici.
Vancouver WaterfrontNON SEI STATO A VANCOUVER. SE NON HAI PASSEGGIATO SU ROBSON STREET
Vancouver - Robson StRobson Street, la via centrale di Downtown che la taglia praticamente a metà dallo Stanley Park fino al BC Stadium, è il condensato di quello che io speravo e mi aspettavo di trovare a Vancouver e che, invece, ho faticato a rintracciare. Su questa grossa arteria in cui si trova di tutto, succede di tutto, passa di tutto, ci sarebbe da scivolarci per ore, ora su una marciapiede ora sull’altro, ora provando ristoranti e locali, ora entrando in negozi e show room, ora semplicemente fermandosi a fotografare la varietà umana che la attraversa.
Residenziale, commerciale, turistica, rappresenta l’essenza della città. Tutto quello che, potenzialmente, vi si può trovare.
Noi ci siamo capitati, forse un po’ per caso (anche se è impossibile visitare Downtonw senza incontrarla), di ritorno dopo una giornata allo Stanley Park, tra giro in bicicletta del parco e visita all’Acquario.
Vancouver - Robson StreetNel primo tratto, quello meno turistico, la via è un condensato del Canadian Way of Life versione middle class: graziose palazzine circondate da giardini curatissimi, villette originali e colorate, fiori sui davanzali e decorazioni sulle porte. Ragazzi biondi che escono in calzoncini e cuffie nelle orecchie, pronti per una corsa allo Stanley Park o sul Waterfront; ragazzine dai lunghi capelli lisci su biciclette fiorite. Un tripudio di vita sana, speranze, possibilità, porte aperte o che stanno per aprirsi.
Proseguendo lo scenario cambia. La via diventa più commerciale, con ristoranti (tantissimi asiatici che solo a guardarli mi veniva l’acquolina in bocca), bar, pub affollatissimi, pasticcerie, cioccolaterie, supermercati biologici… E, ancora, negozi spettacolari di gadget, boutique di vestiti vintage, showroom di scarpe….
Fino ad arrivare a Robson Square, turistica oltremodo, affollata di food truck di tutti i tipi, animata da artisti di strada e cantastorie, impreziosita dai grattacieli e dai palazzi governativi che la circondano. É qui che si trova la Vancouver Art Gallery, il museo che più mi spiace non avere avuto tempo di visitare.
Robson Street è la via perfetta in cui fermarsi a cena, soprattutto per gli appassionati di cucina asiatica. Noi abbiamo mangiato da Gyudonya Japanese Rice Bowls, uno dei ristoranti più buoni ed economici provati in Canada.
Vancouver - Robson Street

PRENDI MAIN STREET UN SABATO MATTINA E CERCA UN LOCALE PER IL BRUNCH
Vancouver - 319, 7th AveSe c’è una cosa di cui sono convinta, è che il modo migliore per comprendere una città (e un popolo) sia uscire dalle zone turistiche e cercare di vivere, per quanto possibile in pochi giorni di visita, là dove vivono i locali, dormendo nelle loro case, aprendo il loro frigorifero, la loro dispensa, i loro armadi. Frequentando i bar frequentati da loro, facendo la spesa là dove la fanno loro (i supermercati sono, per me, parte integrante della conoscenza di un Paese. Frugare tra gli scaffali, capire cosa si mangia, cosa si compra, quali prodotti vengono spinti e quali no, mi pare sia più doveroso che visitare musei ed edifici storici).
Ultimamente, dunque, quanto meno per i soggiorni cittadini, il mio punto di riferimento è Airbnb, il portale che consente di affittare appartamenti, anche per soggiorni molto brevi, in 190 paesi al mondo.
Vancouver Mount PleasantA Vancouver abbiamo optato per una casa (ne ho già parlato qui) a pochi isolati dalla parte iniziale di Main Street, in quel quartiere residenziale a ridosso di Downtown chiamato Mount Pleasant.
Che Main Street fosse più che una semplice arteria di collegamento, lo avevo intuito già all’arrivo, scorgendo, per quanto di sfuggita, le birrerie e i locali che si affacciavano sulla strada, la vita che l’animava la sera tornando a casa e il numero di autobus che la percorrevano.
L’occasione per scoprirla (dalla 7th Avenue del nostro appartamento ci siamo spinti fino alla 25th Avenue per poi tornare indietro e imboccare la Broadway all’altezza della 9th Avenue in direzione Commercial Drive) è stato il brunch del sabato mattina consumato in un bistrò dal nome invitante – Thyme to Indulge (dove, per altro, ho mangiato delle fantastiche uova alla benedict che sono la mia vera grande passione) – scelto per ispirazione del momento tra i tanti che ci si aprivano davanti durante la passeggiata.
Main Street è la classica grossa strada di un quartiere mediamente ricco di una città nordamericana: negozi, boutique di abiti vintage, store che vendono la merce più strana arredati come show room, ristoranti che sembrano usciti direttamente da un film di Tarantino, bar che ricordano Fonzie e i giorni di Happy Days, centri estetici che assomigliano a musei del design, barbieri fintamente degagé, villette con giardini particolarmente curati, ragazzi alti e sorridenti che bevono birra godendosi il tepore di una mattina di agosto, dog sitter che portano a spasso decine di cani tutti di razza, mamme con passeggini spaziali, famiglie con bambini tutti biondi…
Un universo di perfezione fintamente nascosto dietro a un’allure di falsa noncuranza.
Quel tipo di posto, insomma, che non so ancora bene per quale motivo, sembra attrarmi come un’ape sui fiori. E che appaga qualcosa, ma davvero non saprei dire cosa, che poi mi provoca una sensazione di benessere che permane nel tempo.
Forse immagino una mia possibile esistenza. Forse osservo un mondo conosciuto fin troppo bene nei sogni dei film e dei libri. Forse abbraccio la mia personale visione della vita così come dovrebbe essere (e so bene che per molti aspetti tante cose sono pura facciata)… A ogni modo, in una strada come Main Street io mi sento a casa.E mi sono sentita a casa.
Per chi ci capita, il consiglio è di entrare assolutamente in un negozio che si chiama Bird on a wire, un delizioso concentrato di piccole cose, abiti per bambini, oggetti assolutamente inutili ma terribilmente fantastici, che decisamente non possono non strappare un sorriso di compiacimento.
Per la colazione di tutti i giorni, da provare i donuts alla cannella di Cartems Donuterie (2190 Main St – corner of 6th and Main) che insieme al caffè bollente hanno accompagnato quasi tutte le mie colazioni qui a Vancouver.
Vancouver - Main Street

COMMERCIAL DRIVE, LA FRICCHETTONA
VancouverA Commercial Drive, altra grossa arteria che corre per isolati e isolati arrivando fino E Hastings St. e al suo strano degrado, siamo arrivati dopo una camminata infinita lungo la Broadway, imboccata a Main Street e percorsa per almeno due chilometri imbattendoci anche in una festa di quartiere promossa dalla locale comunità vietnamita per far conoscere le bellezze e la cultura del Vietnam (ed è qui che ho capito che anche i canadesi, come gli americani, hanno scarse conoscenze geografiche e ritengono che il nome di un resort sia il nome di una città. La maggior parte dei presenti, infatti, non è stata in grado di nominare una sola città vietnamita – per dire Ha Noi, Ho Chi Min – città che un italiano di media cultura, non foss’altro per i film sulla guerra in Vietnam visti al cinema, sarebbe in grado di collocare tranquillamente su una mappa).
Commercial Drive ha un’anima africana (come a Robson Street spopolano i ristoranti asiatici, qui sono quelli africani ad andare per la maggiore), un cuore hippie e un aspetto decisamente fricchettone. Birrerie, pub e negozi di tatuaggi (ce ne sono tantissimi) si alternano a villette residenziali, negozi vintage ed enormi murales.
Su una strada così grossa e tutto sommato trafficata per gli standard locali, si affacciano piccole vie che sembrano perdersi nel nulla, in foreste di pini che lasciano il dubbio sul fatto di trovarsi veramente in una grande metropoli. E anche qui, come in Main Street, l’atmosfera è di assoluto relax: ovunque si assapora un delizioso odore di marijuana, decisamente più intenso e persistente che altrove, e il desiderio di fermarsi a prendere una birra, ordinare un panino, leccare un gelato è fortissimo.
Arrivati a Venables St noi abbiamo girato a sinistra, abbandonando Commercial Drive e infilandoci in uno strano susseguirsi di casette di legno dissestate, abbandonate o fatiscenti e in un’atmosfera di sospensione che raramente a me era capitato di provare in una città. Tanto più in una città grande e in una zona tutto sommato centrale.
Un’esperienza che, comunque, è valso la pena vivere per provare a comprendere una metropoli di cui, tuttora mi sfuggono completamente i confini, i connotati e l’anima profonda.
Vancouver - Commercial Drive

Altre foto di Vancouver qui.

 

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