Interludio di viaggio N. 8 – Nel Far West canadese sulla Highway 99

British Columbia - Statale 99Lasciando Hinton, le Rearguard Falls e l’Alberta in direzione di Vancouver, lasciandoci alle spalle i parchi e le montagne infinite in direzioni di Kamloops, il paesaggio cambia improvvisamente aspetto. Lo splendore dei luoghi attraversati finora, lascia posto a una deludente campagna agricola e collinare poco interessante, decisamente non affascinante, monotona e oppressa da un caldo inaspettato.
L’idea iniziale di trovare un posto per dormire da queste parti decade non appena entriamo nell’area urbana di Kamloops, 39 gradi alle sei del pomeriggio, traffico fastidioso, un agglomerato cittadino decisamente poco attraente e la serpeggiante possibilità di raggiungere Vancouver dalla Highway 99, che dopo Icefields Parkway, è la seconda strada che ricorderò senz’altro di questo viaggio.

La decisione è azzardata. Siamo in macchina da ore, Costanza la minuscola comincia a dare segni di cedimento e fastidio e dormire a Whistler, che è la vera ragione del nostro cambio di programma, è assolutamente impensabile dal momento che dista circa 4 ore da Kamloops.
Optiamo per un posto sconosciuto scelto a caso sulla cartina (è incredibile come alla fine, la grandezza di un pallino su una mappa, possa rappresentare il senso di una scelta), assolutamente mai sentito prima, ma situato esattamente a metà strada tra Kamloops e Whistler: Lillooet.
Ed entriamo sulla Highway 99, che per me sarà sempre la strada del Far West canadese.
British Columbia - Highway 99 British Columbia - Highway 99Lunga 409 km, serpeggiante, tortuosa, la Highway 99 è una delle strade più belle attraversate durante questo viaggio, quella che forse di più ha scatenato in me il desiderio di fermarmi, approfondire, capire.
Da quando vi siamo entrati fino a Vancouver (la strada prosegue, poi, quasi sino al confine americano), il paesaggio che ci ha accompagnato ha continuato ininterrottamente a cambiare lasciandomi spesso senza fiato: dalle strette vallate del primo tratto fino a Lillooet, passando per le montagne imponenti e coperte di foreste di pini della zona di Whistler sino ai fiordi dell’area di Vancouver, è stato come viaggiare in mondi diversi, tutti, però, concentrati intorno a una singola strada.

Sebbene Whistler (e alla fine Vancouver) fossero le mete principali su cui sostare lungo il tragitto, i ricordi più belli sono per me legati ai minuscoli agglomerati urbani di case di legno e catapecchie nelle valli strette prima di arrivare a Lillooet, le roulotte parcheggiate nei cortili, le staccionate di legno leziosamente dipinte.
A colpirmi, l’azzurro dei laghi e il verde dei ruscelli di quelle terre che ancora oggi appartengono agli St’at’imc, popolazioni indigene che qui rappresentano ancora una sorta di maggioranza e che qui, ancora, lasciano il segno.
British Columbia - St’at’imc, zone Quell’atmosfera da città del Far West antico di Lillooet la sera in cui siamo arrivati, Costanza sfinita, noi nervosissimi e a digiuno e io che non riuscivo a togliere lo sguardo dagli uomini che fumavano seduti sulla ringhiera del Liquor Store che da queste parti si chiama Saloon. Il silenzio surreale della strada principale della cittadina la mattina successiva. E il nostro hotel, il Reynolds Hotel, che a guardarlo il giorno dopo, scolpito nel nulla sotto la luce accecante del sole, sembrava uscito dritto dritto da un film di Sergio Leone.
British Columbia - Lillooet Le insegne e i negozi di Pemberton, dove mi sarei fermata giorni e giorni solo per capire come vive la gente di un posto che è famoso per la sua grappa di patate e che ha scelto di farsi rappresentare da una patata con un foulard al collo.
British Columbia - Pemberton British Columbia - WhistlerLasciandosi Pemberton alle spalle, la strada per Whistler, nota agli amanti dello sci per avere ospitato nel 2010 alcune gare dei Giochi Olimpici Invernali e dei Giochi Paraolimpici Invernali, corre via veloce.
Whistler è senz’altro una cittadina graziosa in cui trascorrere un paio d’ore, con le sue strade pedonali, i fiori appesi ai balconi, i totem sparsi per la città, i bar e i ristoranti con i tavolini all’aperto, i negozi – che dall’attrezzatura sportiva ai souvenir, dai gadget all’abbigliamento d’alta moda, sembrano soddisfare gli interessi di tutti (a costi decisamente elevati) -, lo splendido parco giochi per bambini, la pulizia estrema…
L’offerta sportiva è la sua principale attrattiva: sci e sport invernali nei mesi freddi, bicicletta, escursioni e attività sul fiume in estate.
Per il resto, non c’è molto altro da fare.
E, comunque, io avevo troppa voglia e fretta di arrivare a Vancouver per godermela davvero.
Ma vale la pena, passandoci, fermarsi per una sosta.
British Columbia - Whistler

Per noi, poi, è stata l’ultima tappa del viaggio inteso come spostamento. Come attraversamento. Come unione di segmenti.
A Vancouver avremmo lasciato la macchina. E il senso di scoperta avrebbe assunto una connotazione differente.
Nella mia testa, infatti, il viaggio in Canada si conclude a Whistler.
Vancouver e Seattle, che alla fine rappresentavano per me il vero centro focale del tutto, hanno un senso diverso. Rientrano in una categoria differente, non secondaria o meno interessante, ma diversa da quel moto perpetuo di spostamenti che equivale, per me, all’essenza del concetto di “libertà di viaggiare”.

Nei prossimi giorni, pubblicherò i post relativi alle due città.
Nel frattempo, per un reportage fotografico completo del viaggio canadese, qui.

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