Interludio di viaggio N. 7 – L’incredibile storia del Salmone Chinook

Canada - Rearguards National ParkNel penultimo giorno di viaggio prima di approdare a Vancouver, meta sognata e ambita e dove non vedevo l’ora di arrivare, lasciando Hinton, il Jasper National Park, l’Alberta, al confine con la British Columbia, decidiamo di fare una sosta per visitare le Rearguards Falls Provincial Park.
Si tratta di un parco minore, secondario, molto simile, paesaggisticamente, a quelli visti finora, bellissimo nella luce luminosa con cui ci accoglie e nel cielo blu che lo sovrasta.
Fa caldo. E’ il primo vero caldo canadese. 30 gradi. Destinati ad aumentare man mano che ci spostiamo verso Ovest. Fino agli inaspettati 39 di Kamloops. Ma questa è un’altra storia. E’ la storia del Far West centrale e la racconterò nei prossimi post.
Canada - Rearguard FallsCanada - Rearguard FallsLe Rearguard Falls, parte del Rearguard Falls Provincial Park, sono l’ultimo punto in cui arrivano i Salmoni Chinook dopo essere partiti dall’Oceano Pacifico, aver risalito la corrente per 800 miglia ed essere giunti fin qui per deporre le uova, stremati ma vivi. E pronti a procreare.
Ne arriva circa il 15% di tutti quelli che partono, un anno prima, dal mare. Gli altri, non ce la fanno. Muoiono lungo la strada. Vengono uccisi. Si perdono via.
E’ la dura legge della natura. Crudele, spietata. Che uccide il singolo per rendere più forte la specie. Che non ha pietà. Perché la pietà è sentimento umano. E l’umanità pietosa è miserabile. La natura portentosa non può impietosirsi. Non le è permesso. E in questo sta la sua grandezza e la sua forza.

Il salmone Chinook, che per la cronaca è il più grosso e pregiato della sua specie ed è tipico di queste zone del Canada, nasce in acqua dolce dove cresce per circa un anno. Quindi, quando i ghiacci si sciolgono e la piena dei fiumi diventa impetuosa, si lascia spingere dalla corrente verso valle, fino al Pacifico, dove vive per un periodo variabili dai 5 ai 7 anni. Giunto, quindi, il momento di riprodursi, risale il fiume da cui era disceso anni prima, si accoppia e, se ce la fa, depone le uova nello stesso identico punto in cui era nato.

E’ una storia affascinante. Quella del salmone Chinook. Che alla fine è solo un pesce. Non più bello o elegante di altri pesci. Decisamente no. Non più interessante o più sinuoso. Non misterioso, come una creatura degli abissi.
Un pesce. Come tanti. Che, però, si porta dietro questa storia pazzesca di lotta e conquista. Di forza di volontà. Di predestinazione.

Là dove il salmone va a deporre le uova, di salmoni se ne vedono pochi. La potenza del fiume è tale che le acque sono completamente increspate, frastornate, ribelli. Il rumore è assordante. L’acqua schizza sulle rocce, tra gli alberi, sulle passerelle costruite per i visitatori.Canada - Rearguard Falls Poco più a valle, però, dove il fiume scorre calmo e tranquillo, dove il salmone si riproduce, i Chinook brillano sotto la superficie dell’acqua.
Si scorgono chiaramente, dalla riva e dal ponte.
La fatica, lo sforzo sovrumano per arrivare lì dove devono arrivare, è chiaramente percepibile. Procedono di pochi centimetri per volta. Combattendo contro la forza della corrente. Con un coraggio e una determinazione impressionanti.
Canada - Salmon Chinook Salmon_Chinook3

Sono rimasta a osservarli per un tempo indefinito. Io. A guardare pesci. La faccia appoggiata sul palmo delle mani, i gomiti piantati sulla ringhiera di legno del ponte, la macchina fotografica pronta.
Ho tentato di immortalarli, all’inizio. Poi ho rinunciato.
E’ difficile raccontare con una foto il senso di un viaggiare controvento. Il senso della vita.
Guardavo i pesci e pensavo al mio anno lamentoso. Pensavo alla fatica, la mia. Pensavo a quella sensazione opprimente di remare contro, di non arrivare mai da nessuna parte, di immobilità, di essere spinti indietro.
Pensavo che i salmoni Chinook nuotano con tutte le loro forze senza sapere esattamente verso cosa sono diretti. Hanno la consapevolezza, forse, che quando saranno giunti a destinazione ne saranno consapevoli. Ma non hanno idea di come possa essere il luogo preposto.
Io, invece, il luogo preposto lo avevo visto. Acqua limpida, boschi, rocce, il rumore assordante delle cascatelle contro le pietre e più a monte, una specie di piscina naturale, che mi ci sarei tuffata.

E’ lì che vanno a deporre le uova i salmoni Chinook della Rearguard Falls. Loro non lo sanno. Ma se resistono, se sopravvivono, li attende il paradiso. Un luogo speciale, che li ha visti nascere, dove deporre le armi e smettere di lottare. Oppure no. In ogni caso, arrivati.
Non credo in una vita ultraterrena. Anzi. Non è vero che non ci credo. Non sono interessata all’argomento. Non ho opinioni se non vaghi sentori e facili appigli per i momenti di sconforto.
Credo, invece, nella vita terrena. Negli sforzi che vengono ripagati, in una sorta di bilancia perfetta di fatiche e ricompense, una legge del contrappasso mortale per cui, alla fine, usciamo di scena con un bilancio in pareggio e un sacco di cose da catalogare in spettacolari e terrificanti.

Canada - Salmon ChinookGuardavo i salmoni Chinook combattere contro la forza dell’acqua. Farcela, a volte. E procedere. Mentre l’intuizione di un anno migliore di quello appena passato si faceva strada nella mia testa. Accompagnata dalla calda speranza di scenari nuovi, mondi da scoprire, paradisi a cui approdare. Naturalmente, non prima di aver nuotato controcorrente per 800 miglia.

Altre foto di questo viaggio tra Alberta, British Columbia e Stati Uniti qui.

One thought on “Interludio di viaggio N. 7 – L’incredibile storia del Salmone Chinook

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