Interludio di viaggio N. 5 – Sulla Icefields Parkway

Icefields ParkwayLa Icefields Parkway (che ha persino un sito internet) è la strada che collega Lake Louise a Jasper, il Banff National Park al Jasper National Park, per un totale di 230km di vedute mozzafiato, paesaggi spettacolari, specchi azzurri incastonati tra le montagne, ghiacciai gloriosi.
E’ una strada con una storia, una personalità, un fascino indiscutibile e un nome.
In Italia poche strade hanno un nome. Certo. Le autostrade sono contrassegnate da un numero. Alcune vie sono conosciute con il loro nome storico (la via francigena, per esempio). In generale, però, le strade non hanno un’identità, dal momento che a farla da padrone sono i paesi, le città, le località che attraversano.
In America, e penso anche agli Stati Uniti, in un Paese in cui le distanze sono infinite e si guida per ore senza incontrare nulla, le strade rappresentano un universo a sé. Sono mondi. Con identità precise e riconoscibili.
On the road non avrebbe potuto essere scritto da nessuna parte se non qui.

La Icefields Parkway, che ovviamente deve il nome alla presenza dei numerosi ghiacciai sotto ai quali sfila, è una di queste strade mitiche, con cui non ci si può proprio non confrontare viaggiando da queste parti.
Serpeggia per chilometri e chilometri in mezzo a distese infinite di pini, sotto a montagne che diventano sempre più maestose, imponenti, rocciose. Gioca a nascondino con il fiume, si apre su improvvise cascate, su vallate profonde. Laghi color smeraldo la fiancheggiano di quando in quando.

Noi la imbocchiamo in una mattina calda di sole, nessun programma in particolare se non l’esigenza di raggiungere il nostro hotel situato a 80km da Jasper entro sera. Nessuna fretta di arrivare. Aperti a qualsiasi possibilità ci si presenti davanti.
Lungo la strada ci fermiamo ad ammirare il Peyto Lake, visibile dall’alto di una piattaforma che si raggiunge dopo una decina di minuti di passeggiata attraverso un bosco profumato di buono, accecato dalla luce del sole, illuminato di verde primavera.
Icefields Parkway - Peyto LakeIcefields Parkway - Peyto Lake Icefields Parkway - FallsScattiamo qualche foto là dove l’acqua, inaspettatamente, zampilla dalle rocce formando piccole cascate strette e lunghe.

Inchiodiamo per osservare un orsacchiotto dal pelo scuro che, incurante delle decine di paparazzi che lo immortalano, mangia fragoline e mirtilli proprio sul ciglio della strada, a ridosso di una parete rocciosa che lascia supporre che l’orsetto sia arrivato dall’altra parte, attraversando il bosco, una specie di radura che si apre davanti e, naturalmente, la strada stessa.
Icefields Parkway - Little bearIcefields Parkway  - Columbia GlacierDedichiamo diverse ore alla visita dell’Athabasca Glacier, uno dei sei ghiacciai perenni del Columbia Icefields, su cui è possibile salire grazie a un tour guidato proposto da Brewester che al prezzo di 79$ canadesi dà la possibilità di raggiungere la cima del ghiacciaio utilizzando speciali autobus (snocoach li chiamano) per risalire la montagna (compreso nel prezzo anche il Glacier Skywalk – una piattaforma in vetro sospesa nel vuoto sulla valle dell’Athabasca Rivers sottostante – che si è rivelato, però, alla fine ben poco interessante).
Icefields Parkway  - Skywalk Glacier Icefields Parkway  - Columbia GlacierNon ero mai salita su un ghiacciaio. O meglio. Da bambina avevo sciato su un ghiacciaio, ma non ero mai arrivata sulla cima, là dove il ghiaccio lascia spazio alla roccia e l’acqua zampilla in minuscoli rivoli trasparenti che diventano piccole cascate a valle. Non avevo mai visto l’acqua nascere. Non avevo mai camminato su una distesa di ghiaccio perenne.
In sé tutto il tour è molto turistico. Il tratto di ghiacciaio sul quale è possibile camminare è limitato, credo per ragioni di sicurezza. Gli snocoach sono affollati e scaricano folle di visitatori.
Nonostante ciò, però, tutta l’esperienza lascia il segno. Isolandomi, fingendo di essere lì da sola, sono riuscita anche a figurarmi quello che devono provare gli scalatori ogni volta che raggiungono un posto del genere. Loro. Solo loro. Sul tetto del mondo. Con quell’immensa distesa di nulla che, però, è vita pura.
Adrenalina pura. Appagamento. Orgoglio di conquista. Rispetto.
Icefields Parkway  - Athabasca GlacierIcefields Parkway  - Athabasca Glacier

Il ghiacciaio qui si è ritirato di 1,6km in poco più di 100 anni. Non avevo mai capito davvero cosa significasse l’espressione “ritirarsi” riferita a un ghiacciaio. Sull’Athabasca Glacier cosa significa, però, è visibile: a un certo punto il ghiaccio finisce e lascia il posto alla terra. Il ghiaccio finisce per sempre. Non tornerà più. Sicuramente in inverno la montagna è ammantato di bianco, ghiacciata. Ma il ghiaccio perenne si è scongelato. Il bianco puro, che sfuma nell’azzurro come nei cartoni animati sui pinguini, non c’è più. Non ci sarà più.
Per chissà quante migliaia di anni.
Icefields Parkway  - Columbia Glacier Altre foto qui.

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