Interludio di viaggio N. 3 – Sulla strada. Direzione Banff National Park

Alberta - Wild Rose CountryUno dei viaggi più belli che io abbia fatto è stato quello nel South-West americano, attraversando uno stato dopo l’altro, macinando chilometri su chilometri, valicando frontiere e confini. Non è stato per i posti visti in sé, meravigliosi comunque di loro, ma per quel brivido che mi coglieva ogni mattina quando caricavamo le valigie sulla macchina e ci preparavamo a partire. Quella sensazione di libertà totale, di possibilità infinite, di strade sconosciute da percorrere.

Ecco, per me vacanza significa “spostarsi”. Andare, lasciarsi alle spalle piccoli tratti e proseguire. Senza una meta precisa. Semplicemente con una vaga direzione verso cui puntare.

Naturalmente non tutte le vacanze possono essere così. E c’è, comunque, chi preferisce rimanere sedentario, scegliere un punto e utilizzarlo come “punto di partenza”. Quella che io chiamo “vacanza a raggiera”.

Quello che, invece, amo io, quello che mi fa sentire viva, quello che mi permette di lasciarmi indietro tutto, è la vacanza a “segmenti”. Percorrere pezzetti di strada e ritrovarsi la sera sempre un po’ più in là. Non importa se verso Est, Ovest, Nord o Sud. Andare in là.

Questa è la vacanza per me.

On the road to Banff National ParkSotto un cielo blu e trasparente e gigantesche nuvole bianche morbide all’orizzonte, è iniziato il nostro viaggio canadese, il nostro spostamento verso Ovest. Non so cosa incontreremo lungo la strada. Naturalmente ho delle aspettative – paesaggi grandiosi, foreste infinite, laghi turchesi, ruscelli impetuosi, silenzi maestosi…

Ma il punto è che davvero non so cosa incontreremo. Perché poi, quello che mi rimane dentro, non è mai la visione d’insieme. Quella scorre via, man mano che il tempo la stratifica. No. A rimanermi dentro sono i dettagli, le piccole soste lungo la strada ad osservare qualcosa, le deviazioni dal percorso scelto in origine, le strade secondarie, i percorsi inaspettati.
Canada - Banff National Park

Questo è ciò che alla fine dà un senso ai miei viaggi. Nient’altro che questo.

Canada - Lake Louise e Banff National ParkLa prima tappa è la zona di Lake Louise, nello spettacolo incredibile del Banff National Park. Qui si trova il nostro hotel – poco più che un motel lungo la strada principale, ma con una vista mozzafiato su un minuscolo lago turchese.

Qui, giungiamo il primo giorno di viaggio, imboccando da Calgary la Hwy 1 in direzione Ovest. Tempo di percorrenza previsto: circa 2 ore e mezza. Tempo effettivamente impiegato: tutto il pomeriggio.

Lungo la strada ci fermiamo sia a Canmore che a Banff.

Entrambe le cittadine, nel cuore del parco nazionale (il più antico del Canada e il terzo più vecchio al mondo), sono attraversate da una strada principale, la Main Street dei miei sogni adolescenziali, fiancheggiata da negozi di souvenir, ristoranti, birrerie, pub, boutique alla moda.

Graziose, sorridenti sotto le imponenti montagne che le sovrastano, simili l’una all’altra. Amici di vacanze lontane le avrebbero definite, a ragione, “trappole per turisti”.
Canada - Banff e Canmore

Ma io adoro entrare e uscire dai piccoli negozi che vendono per lo più paccottiglia, adoro soffermarmi a valutare l’acquisto di scarpe, abiti, gadget di cui non saprei assolutamente che farmene una volta tornata a casa. Adoro immaginare una me diversa agghindata con un look improbabile, stanze addobbate con tappeti di pelo posticcio, cucine riempite con prodotti tipici che non assaggerei nemmeno.

Mi piace pensare che potrei essere diversa. Che forse quelle cose vendute per i turisti, per qualcuno sono la quotidianità. Mi piace immaginare che potrebbero esserlo anche per me.

Qui si trovano succo d’acero, cappelli di pelo, tappeti di finta pelliccia, scarpe di renna, giubbotti di pelle scamosciata e frange da indiano, acchiappasogni, collane di ambra e altre presunte pietre miracolose, biscotti alla cannella, tè d’acero, pigiami di Natale, giacche tecniche per affrontare il freddo, calamite e mug di ogni forma e dimensione, adesivi, orsacchiotti, renne e castori di peluche….

Tutto l’universo del kitsch, dell’inutile, dello spreco occidentale alloggia sugli scaffale di questi negozi.

Canmore - Hamburger di salmone al WoodVaghiamo per un po’ senza meta sotto una pioggerella fine che a volte diventa temporale. Mangiamo in un grande pub con camino in pietra a Canmore alla fine di Main Street, ci lasciamo letteralmente inghiottire dai piccoli negozi che vendono tutoni invernali con renne e orsi.

L’atmosfera è rilassata. Nessuno sembra infastidito per il tempo. Tutti si godono la passeggiata, lo shopping, i negozi.

Intorno a noi, semplicemente abbandonando la strada principale, boschi infiniti di pini e montagne impetuose.

Non amo la montagna. Non la conosco molto. Non l’ho frequentata in modo eccessivo. Ma queste montagne mi entrano dentro. Sono immense, disegnate contro il cielo, anche questo cielo grigio che ci sovrasta. Sono bellissime.

Arriviamo al Great Divide Hotel (qui il mio giudizio sull’albergo) che è sera. Di fronte a noi, giusto aldilà della Hwy 1, un minuscolo lago turchese. E boschi. Boschi dappertutto.

Sono felice di essere qui. Non ho piani precisi per il giorno dopo.

Non ho piani precisi per il resto della mia vita. So solo che ho deciso di fidarmi. Qualcosa di stupendo troverò. Lungo la strada.

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