151 – Okonomiyaki nel Casello Giallo

Casello Giallo Milano Casello Giallo MilanoC’è un giardino segreto nel cuore di Milano, chiuso tra il design di via Savona e i binari morti di Porta Genova.
Vi si accede attraversando un piccolo cancello verde che tiene fuori i rumori, il traffico e la movida. Vi si accede ignari di venire catapultati in un altro mondo e in un altro tempo, fatto di tavoli disposti sotto alberi da frutto, innaffiatoi di metallo, roseti e fiori profumati, sedie scrostate, musica jazz.
Siamo a Milano. Ma potremmo essere nella Parigi di Renoir e del Moulin de la Galette, nell’Inghilterra di Jane Austin, nella Berlino post moderna del mio viaggio e dei miei ricordi.
Siamo a Milano. Ed è così affascinante, sconosciuta e piena di sorprese che, in realtà, io non vorrei essere a Parigi, in Inghilterra, a Berlino. Siamo a Milano. E sono felice di trascorrere qui questo inizio di estate. Con un mese lungo e solitario a disposizione per partire alla sua scoperta e un amore ritrovato per la ricerca del dettaglio e di ciò che si nasconde dietro.
Casello Giallo Milano

Casello Giallo Milano

Casello Giallo MilanoAl Casello Giallo, che deve il suo nome al colore del vecchio casello ferroviario dell’antica Stazione di Porta Genova, ci sono venuta in questa notte del solstizio per dar forma concreta a quell’immagine di pace che la descrizione del locale mi aveva evocato.
Per sentirmi turista a Milano e continuare quel viaggio che quest’anno tantissimo mi è mancato fare.
E ci sono venuta per mangiare l’okonomiyaki di Maido, altro ristorante degno di nota di recente acquisizione milanese (esiste da circa un anno), specializzato nella preparazione di piatti tipici dello street-food giapponese.
Casello Giallo Milano
L’idea, infatti, già nella sua formulazione, appare innovativa e vincente, insolita per Milano:
Casello Giallo ci mette lo spazio, il cielo stellato, il vento della sera, le rose, gli alberi da frutto, il parcheggio interno per le bici, la musica jazz di sottofondo, la gentilezza di chi serve ai tavoli e, soprattutto, le birre.
Maido (ma anche Hambistro e Molino) ci mettono i loro menu, i loro piatti e la loro esperienza culinaria.
Per una scelta decisamente ampia di piatti e cucine e ordinazioni delivery che vengono consegnate al tavolo, mentre si sorseggia una Pale Ale, un bicchiere di vino o un cocktail. Con un meccanismo per cui tutti guadagnano e nessuno perde, in una sorta di upgrade del concetto di sharing economy.
Casello Giallo Milano

Io sono andata sul sicuro. Volevo l’okonomiyaki con pancetta di maiale e salsa kimichu. E lo yukimi daifuku al tè verde.
Al Maido ero già stata lo scorso anno. Ma avevo optato per un semplicissimo hamburger di riso con straccetti di pollo. Poi non avevo più avuto modo di passarci.
Nel frattempo l’okonomiyaki, che letteralmente significa “ciò che vuoi. Alla griglia”, era entrato prepotentemente tra i miei desideri, tra i piatti che dovevo assolutamente assaggiare.
A Tokyo, lo scorso anno, ne avevo mangiato la versione locale – spettacolare – che ci era stata servita su una piastra collocata direttamente al centro del tavolo.
La ricetta originale di Osaka, però, è leggermente diversa e, sostanzialmente, consiste in un grosso frittatone agrodolce a base di uova, foglie di verza, farina di grano, cipolla verde e una serie di altri ingredienti sconosciuti per noi Occidentali, a cui vengono aggiunte, a fine cottura, fettine di pancetta di maiale, alghe secche (aonori), fiocchi di tonnetto striato e, soprattutto, salsa Otafuku, che ha l’aspetto di un aceto balsamico molto denso e molto dolce che si mescola con il gusto deciso della maionese per un risultato desueto e un sapore che si appiccica al palato e rimane lì.
Ho concluso il pasto con uno yukimi daifuku, un dolcetto di riso ripieno di gelato al tè verde, che in Giappone era diventata la mia colazione preferita, sbaragliando cornetti, biscotti e croissant (che pure si trovavano senza alcun problema).
Casello Giallo Milao

Tutto questo, sorseggiando Pale Ale, ascoltando musica jazz e godendo del vento fresco della sera e del senso di pace e benessere che il luogo emana.

Il Casello Giallo
Via Savona 5/A – MM2 Sant’Agostino/Porta Genova
www.casellogiallo.com

22 thoughts on “151 – Okonomiyaki nel Casello Giallo

  1. MUSICA A VOLUME ALTISSIMO (IN MEZZO ALLE CASE), ANCHE FINO ALLE 2 DI NOTTE, CHE IMPEDISCE IIL SONNO AGLI ABITANTI DI ALMENO 11 STABILI! UNA VERGOGNA! MI CHIEDO CHI POSSA ESSERE IL MINUS HABENS CHE HA CONCESSO I PERMESSI PER QUESTA FOLLIA!

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    • Ciao Gaetano,
      io non abito lì. Quindi, non mi sono posta il problema dal punto di vista dei residenti, ma dalla parte dell’avventore.
      La musica, però, sinceramente non mi è sembrata alta.
      D’altra parte, il problema riguarda non solo questa zona o questo locale. Vivo anche io in una zona di locali, bar e ristoranti. Ed effettivamente in estate è un po’ un delirio.
      Ma si tratta di un paio di mesi. Personalmente, penso ci si possa anche adattare. No?
      🙂

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      • Ieri sera IlL VOLUME ERA PAZZESCO: LETTERALMENTE TREMAVANO I VETRI DELLE ABITAZIONI CIRCOSTANTI E ciò fino oltre le ore 1. Poi schiamazzi fino alle 2,20.
        La differenza tra ciò che riferisci ed il Casello Giallo sta nel fatto che E’ ALL’APERTO! Un conto è della musica che possa sentirsi anche all”esterno di UN LOCALE CHIUSO e un conto è della musiica ALL’APERTO, oltretutto PROIBITA!

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  2. Capisco il problema. Ma, appunto, riguarda tante zone. Per dirne una, i Navigli. O la zona dell’Arco della Pace. Forse come residenti potreste riuscire ad arrivare a un compromesso. Sul volume e sull’orario. Io, però, non gestisco il locale. Né ho niente a che fare con il posto se non come avventrice. Purtroppo, non so come aiutarti.
    Il Casello Giallo rimane, comunque, una gran bel posto. La cui frequentazione è stra consigliata.

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    • Invece te lo sconsiglio…DEVI SAPERE CHE IL CASELLO GIALLO HA L’INTERA COPERTURA IN ETERNIT, oltretutto COMPLETAMENTE SBRICIOLATO! VERIFICA PURE…Se vuoi beccarti un mesotelioma, continua a frequentarlo…abbiamo fatto diverse denunce all’ASL e ora ne faremo un’ altra motivata DALL’INOPPORTUNITA’ DI APRIRE UN PUBBLICO ESERCIZIO (ALL’APERTO) CON IL TETTO IN ETERNIT AMMALORATO!
      Sono medico; mi alzo alle 6,45 per timbrare il cartellino alle 7,30. Stamattina sono di riposo ma non posso certamente permettermi di dormire solamente 2/3 ore TUTTE LE NOTTI! Dici: per 2 soli mesi…innanzitutto andranno avanti almeno fino ad ottobre e poi…IERI SERA AVRESTI DOVUTO ESSERCI! IL VOLUME DELLA MUSICA ERA PAZZESCO! Avrebbe dovuto infastidire anche gli avventori. Ripeto: un conto è avere un locale CHIUSO sotto casa con anche musica che fuoriesce e schiamazzi, un conto è avere questa PURA FOLLIA a 50 metri dalla propria camera da letto.
      Ti consiglio di verificare le condizioni del tetto e di mettere in guardia altri frequentatori del pub! Altro che consigliarlo!Un mesotelioma è un cancro delle pleure che ti fotte in 2/3 mesi! Tanti auguri…

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      • Il tetto, però, immagino fosse preesistente,. Visto che la vendita di eternit in Italia è vietata da anni e non può essere di recente costruzione. Quindi, in realtà, voi residenti siete esposti alla presenza del materiale da sempre.
        Come ben sa, però, l’eternit è pericoloso nel momento in cui viene rimosso e toccato. Finché non lo si tocca, in teoria, non provoca problemi.
        A ogni modo, ripeto, esistono delle leggi e dei decibel minimi di rumore.
        Se non vengono rispettati, si può intervenire.
        Ma io cosa posso farci? Sinceramente, non credo che lei debba portare avanti con me questa polemica.
        Non sono un dipendente del locale, il locale non è mio, non sono un funzionario del Comune, non lavoro alla ASL… Insomma. Ok. Prendo atto della sua protesta.
        Dopodiché?
        Perché, le ripeto, sui navigli succede la stessa cosa. In Corso Como anche (i locali sono tutti all’aperto. Ci sono diverse discoteche. Altro che le due da quelle parti).
        Insomma…. Il problema è ricorrente. E sicuramente va affrontato dal punto di vista di tutti. Residenti e avventori.
        Perché non si possono uccidere e far morire le città con la scusa del rumore.
        A Roma, a Barcellona, a Madrid…. I locali sono tutti all’aperto. E si trovano ovunque. Zone residenziali, pieno centro…
        Insomma, da una parte ci sono le ragioni, assolutamente condivisibili, dei residenti.
        D’altra parte, però, i locali all’aperto sono sempre esistiti. Milano da questo punto di vista ne era carente. É un vantaggio per tutti che ci siano.
        Esistono delle leggi ed è giusto che vengano rispettate.
        Da qui, però, a vietarne l’esistenza ne passa…. E l’acqua che passa è quella che divide le città morte da quelle vive.

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      • Tralasciando il resto: forse non si rende conto della pericolosità delle fibre d’amianto; è perciò che da anni abbiamo denunciato all’ASL quella copertura di eternit AMMALORATO. Ciò significa che il vento (molto presente nei giorni scorsi) la pioggia, la grandine ecc. provocano la volatilità delle fibre di amianto che, inalate, danno una percentuale di mesotelioma del 5/6 per mille. Significa che, ammettendo che il pub sia stato finora frequentato da 2000 persone, 10/12 avranno un’altissima probabilità di ammalarsi di mesotelioma nei prossimi anni (l’incubazione è llunga).
        Se la sente ancora di consigliare il locale esponendo decine di giovani a questo altissimo rischio? Il mesotelioma è incurabile e porta a morte in 2/3 mesi per soffocamento!
        Detto ciò, non farò altre polemiche.
        Tenga presente che in questo Paese, far valere i propri diritti – in questo caso al riposo e alla salute – è molto arduo, purtroppo.

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      • Ha ragione. Però, mi scusi, ma voi perché avete denunciato la presenza dell’eternit solo ora? Alla fine io ci sono stata una volta per due ore. Ma voi che vivete lì, in tutti questi anni, a quante esalazioni tossiche siete stati esposti finora? Come mai non avete pensato prima, molto prima dell’apertura del locale, a denunciare il problema? Potenzialmente, voi residenti che siete stati esposti ad anni e anni di eternit (non credo ci sia molta differenza tra chi siede nel giardino e chi passa dal marciapiede o ha i balconi affacciati sul tetto. Se non la differenza che i primi sono occasionali. I secondi, voi residenti, siate abituali respiratori di eternit) avreste dovuto avere tutto l’interesse di far intervenire la ASL. Ma questo non ora. Da tempo.

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      • DA ALMENO 6 ANNI FACCIAMO PERIODICHE DENUNCE ALL’ASL! Ma, come le dicevo, siamo in Italia. Attualmente c’è una deroga per eliminare l’amianto fino al termine del 2016…ed intanto le persone si ammalano e muoiono. MA ORA, ANCHE APRIRE UN ESERCIZIO PUBBLICO CON TALE RISCHIO, SEMBRA DAVVERO TROPPO!

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  3. La musica viene fermata all’1 di notte, limite di legge concesso alle temporanee e so che il proprietario ha presentato lui stesso denuncia all’asl che ha dato il 31/12/2015 per rifare il tetto. Alle 24 la musica viene abbassata, si sente a malapena nelle panche vicino alla palizzata confinante. Al Casello Giallo passano a bere molti residenti degli stabili adiacenti. Come sempre, anche quando si trova un posto con piante da frutto, orto e un mood che crea una selezione naturale della clientela, mai visto scene di gente fuori controllo come nei più dei locali che schiazza o ubriaca…sirante expo, c’è sempre qualcuno che cerca di inibore azioni, che se ce ne fossero altre a milano, avremmo giovani più sani e consapevoli di quanto il verde, il non bere troppo (non vengono serviti drink bombe) siano importanti per il nostro futuro. Oltretutto, Casello giallo fa lavorare 4 esercizi food di zona. non vedo, girando per milano, come Casello Giallo possa anche lontanamente essere commentato in questi termini. Poi, se uno è convinto di dover portare avanti una battaglia personale, libera scelta, fortunatamente, nessuno a parte un abitante di zona si affaccia alle 11:30 urlando a squarcia gola (decisamente poù forte della musica) con insulti che non mi permetto neanche di riportare.

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  4. Evidente partigiano e pure mendace. Pensavo che si trattasse di una libera discussione con pareri imparziali. Prendo atto che si trattta di banale e squallida pubblicità. Complimenti!

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    • Mi scusi. Ma a quanto pare è lei che non sa discutere. La persona di cui sopra non so chi sia. Io non ho fatto pubblicità a nessuno. Ho espresso la mia opinione come lei la sua e il signore sopra.
      Se lei non è in grado di discutere la chiederei di smettere di scrivere commenti sul mio blog. Altrimenti lasci che anche altri dicano la loro. Anche se di diverso parere rispetto alla sua opinione.

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    • 30 anni. Ma sto pensando di andarmene, proprio perchè era un quartiere vivace ma tranquillo. LA MUSICA E GLI SCHIAMAZZI CHE PROVENGONO DAL CASELLO GIALLO SONO (non solo per me ma per centinaia di abitanti tra le Vie Savona, Tortona ed Orseolo) INTOLLERABILI e SEGNO DI ASSOLUTA MANCANZA DI RISPETTO PER LA QUIETE E IL RIPOSO DEGLI ALTRI! DOVREBBERO VERGOGNARSI! Ma si sa che per denaro e magari…col denaro…alle persone giuste, SI PUO’ FARE TUTTO! E’ UNO SCHIFO!

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      • ci sono tante zone più tranquille a Milano in cui puoi trovare una sistemazione più adatta a te. questi fenomeni di “gentrification” hanno sicuramente rivalutato molto bene la tua proprietà immobiliare (e quella dei tuoi vicini) che compensano ampiamente i disagi causati dal disturbo. Personalmente credo che una minoranza non può arrogarsi il diritto di mettere a tacere una maggioranza.. no? Purtroppo sono inconvenienti delle grandi città…

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      • MI SEMBRA PROPRIO IL CONTRARIO! Secondo lei la minoranza sarebbero coloro (per ora siamo a 983!) che stanno firmando una petizione per far chiudere il locale!? RIVALUTATO LA PROPRIETA’!?!? Un elemento di grande DISTURBO DELLA QUIETE E DEL SONNO non credo proprio che possa rivalutare le centinaia di appartamenti intorno! NON SONO INCONVENIENTI DELLE GRANDI CITTA’! CI SONO DELLE LEGGI E DELLE REGOLE! SOLAMENTE CON MODALITA’ DI CORRUZIONE E MAFIA SI POSSONO AGGIRARE! VEDREMO!

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      • MA SE ERA UN POSTACCIO… RINGRAZIATE CHE VI HANNO APERTO DEI LOCALI VICINO!!! E’ BASTA SCRIVERE IN STAMPATELLO CHE E’ DA MALEDUCATI!! ANDATE A VIVERE IN CAMPAGNA CON TOTO COTUGNO.

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  5. Scusate se mi intrometto eh… Ma direi che discussione sta diventando un po’ sterile.
    Se posso dire la mia, visto che è il mio blog, io dubito che il Casello Giallo non rispetti le regole. Immagino che come tutti i locali di Milano sia sottoposto alla stessa normativa. E ritengo anche, come ho già avuto modo di scrivere sopra, che il signor Giuseppe ne stia facendo una questione personale contro quel locale nello specifico. Dovrebbe vivere in Alzaia Naviglio Grande, alla Colonne di San Lorenzo, in Corso Sempione, in Corso Como, in Isola…
    In via Savona, di fatto, a parte il Casello Giallo non ci sono locali con tavoli all’esterno. Quello, credo, sia il solo. É poco probabile che un solo locale, per altro piccolo, possa essere la causa di tutto il rumore di cui il signor Giuseppe si lamenta.
    A ogni modo, ripeto. Se davvero non rispetta le regole, gli strumenti per combattere gli abusi ci sono.
    Se 983 persone (vi siete contati?), non ottengono ascolto, con ogni probabilità è perché non ci sono gli estremi per darvi ascolto.
    Eviterei, però, di parlare di mafia e parole simili. Perché per usare certi termini, bisogna avere le prove. E portarle. Altrimenti sono solo accuse. E le comunico, signor Giuseppe, che se non ha le prove per dimostrare che i proprietari sono mafiosi, lei potrebbe anche essere querelato.
    Quindi, per favore, moderi i termini.
    Perché immagino che a lei non farebbe piacere se ora io le scrivessi che lei è mafioso.
    Ed ha ragione il signore sopra. Basta maiuscoletto. Nel web il maiuscoletto si usa per “gridare”.
    Una persona che si lamenta dei rumore non può mettersi a “gridare” in un blog che non gli appartiene e che, comunque, non ha niente a che vedere con il locale in questione.

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    • Non credo che abbia letto con cura i miei messaggi; per esempio non mii chiamo Giuseppe. E non accuso nessuno, per carità. Ad ogni modo sono d’accordo con lei su di una cosa: discutere è sterile e, infatti, agiremo. E non risponderò piùù ad alcun messaggio di parte.

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      • I messaggi li ho letti con cura. Mi scusi se ho sbagliato il suo nome. Ma credo che nemmeno lei abbia letto i messaggi con cura. Io non sono di parte. Io sono un semplice avventore. Non ho nessun interesse personale a difendere o attaccare quel locale.
        Ho solo espresso il mio parere in qualità di avventore. E il mio parere da avventore sul locale è assolutamente positivo. Questa discussione con lei, signor Gaetano, va avanti da mesi. Non capisco perché dopo mesi non abbiate ancora agito. E, soprattutto, non capisco perché continua a sostenere che chi la pensa diversamente da lei sia di parte.
        Io non ho nessuna parte.
        Ripeto: se avete ragione, agite e otterrete la ragione che vi spetta.
        Fine. Ma sono passati mesi dal suo primo messaggio e ancora, mi pare, ad azione non siete messi bene. Dal momento che il locale è ancora aperto.
        Forse non avete ragione. Lo ha messo in conto?
        Tutto qui. Questa è la mia sola posizione.

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