145 – Dei cortili. Delle cargo bike. E dell’Amore.

Le Pulci di Ringhiera - Via Piero della Francesca 34In via Piero della Francesca 34, accanto alla storica pasticceria Scaringi, c’è una vecchia corte un po’ cadente.
E’ una corte lunga e stretta, poco più che un largo corridoio, circondato su tre lati da case di ringhiera, scrostate e vecchie più che antiche. Decisamente autentiche.
Qui, il 23 maggio, vento e nuvole che si spostavano velocissime, si è svolta la prima edizione de Le pulci di Ringhiera. Cargobike edition, il mercatino vintage e di artigianato, che ha fatto da cerimonia inaugurale all’apertura dell’Atelier Fridabike. Che in questa corte, tra queste case, troverà la sua dimora.
Le pulci di ringhieraEntrando dal grande portone, accompagnati dall’odore delle salamelle cotte sulla piastra allestita sulla bicicletta, la sensazione è quella di essere catapultati in un vecchio film o in un vecchio libro. O in qualche Paese della Cuccagna delle Avventure di Pinocchio.
Gli espositori, come recita il volantino, sono 25. Uno il ristorante – Acquacheta – collocato sul fondo. L’atmosfera è sospesa. Seppur di festa.
Frida, organizzatrice e promotrice dell’evento insieme a La Salumeria del Design, è una figura bianca che si aggira tra le cargobike agile e sinuosa, sorridente. Boccaccesca.
Gli altri, gli espositori, hanno un’aria divertita. E di attesa. Gli inizi, le prime volte, si portano sempre dietro delle grandi speranze. E dei grandi punti di domanda. E della grandi aspettative.

Pulci di ringhieraHanno tutti, o quasi tutti, una storia da raccontare. Perché la merce che espongono non è solo merce. Perché gli oggetti che vendono non sono solo oggetti.
E hanno tutti un modo gentile di raccontare le storie e di spiegare chi sono.

Ci sono i Petali Preziosi di Federica, gonne realizzate con stoffe Anni Settanta talmente belle che è impossibile non fermarsi ad ammirarle e sfogliarle tutte; ci sono gli amuleti e i ciondoli in lastra di metallo realizzati da Madamoiselle Antoinette che insieme alle principesse di Madamoiselle Anais Porcupine hanno dato vita a una delle cargobike più magiche dell’esposizione; c’è l’arcobaleno di PipiaKit, che ha creato delle magliette gioco che tutti i bimbi dovrebbero possedere e coinvolto i più piccoli nel laboratorio Ragnatela di colori trasformandosi da artista in Pifferaio Magico; ci sono le creazioni di SistersArt, che trasforma i Lego in meravigliosi gioielli.
E ancora le nuvole dolcissime e le creazioni tenere e funzionali di Valeria Davoli di Sottosopra: le lampade realizzate recuperando materiale di scarto di non so che bravissimo designer e vecchi mobili e complementi d’arredo in cerca di nuova collocazione (bellissime le cassette delle lettere antiche da riutilizzare nei modi più disparati).

Petali preziosi - Le pulci di ringhiera

Sottosopra e Pipiakit - Pulci di ringhiera

Atelier de Imagination - Le pulci di ringhiera

Le pulci di ringhieraPulci di ringhieraE, naturalmente, c’è la cargobike di Frida, con le sue bandane che sono il pezzo forte della collezione e le gonnelline per bambine speciali, a metà strada tra le fatine di una volta e le rockstar!
Fridabike - Pulci di ringhiera

Le pulci di ringhiera - Atelier FridabikeIn fondo alla corte,poi, oltrepassando il secondo portone, lasciandosi alle spalle le case di ringhiera e la confusione delle cargo bike, accompagnati dalla luce di un piccolo coniglio bianco, nello spazio che presto sarà parte integrante dell’Atelier Fridabike ma che per l’occasione è stato adibito a ristorante, ci sono vecchi tavoli in legno, sedie vintage e di recupero, vestiti e biciclette appesi alle pareti. E una luce verde che filtra dalle vetrate che coprono il cortile. Qui, nel regno del sospeso, pranzano due ragazzi. Forse sono amici. Forse sono amanti. O forse non si conoscono nemmeno.
Li osservo. Non più di una manciata di secondi. E penso all’Amore. Quello che è diventato l’Amore per me. Un attimo da cogliere. Senza futuro e senza passato. Un presente immobile in cui tutto può succedere. Un’unione perfetta. Che nulla può distruggere. Non penso a un mondo ideale. A un divenire. Alla costruzione di qualcosa. Penso all’Amore nella sua purezza. E a loro due, gli sconosciuti, che lo rappresentano perfettamente. In quell’istante in cui, seduti l’uno accanto all’altro, in questo mondo che sembra arrivato dal passato, condividono lo stesso pasto sulla stessa tavola. Quando avranno finito, forse si prenderanno per mano e andranno via, in un altro mondo, questa volta, tutto loro, fatto di dolci intese e tenerezze.
Ma non rimango lì ad aspettare. Non voglio sapere cosa accadrà dopo.
Colgo il secondo.
L’Amore secondo me. La bellezza dell’istante. Tra due perfetti sconosciuti.
Le pulci di ringhiera - Ristorante Acquacheta

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