137 – Il primo viaggio. Il primo giorno. I pierogi

PierogiAll’ombra della grande torre nella grande piazza turistica. Sotto a un cielo blu cobalto. Il vento caldo a intermittenza. Una birra in un mano. L’altra impegnata in cose di mamma, toccare, accarezzare, raccogliere, nascondere, fermare, afferrare, asciugare, dare, prendere, oggi, nel primo giorno a Cracovia del primo nostro viaggio in tre, ho assaggiato i pierogi, grossi ravioli di pasta spessa tipici della cucina polacca. Ruskie Pierogi, per cominciare. Ripieni di formaggio e patate. Conditi con pancetta affumicata e cipolle saltate in padella. Che proprio leggeri non sono. Ma buoni e gustosi.
E, insomma, li dovevo assaggiare per forza.
Il primo giorno dei sette che trascorreremo qui (sette giorni a Cracovia? Che ci vai a fare?). Non c’è alcuna ragione per cui Cracovia. Perché non c’è mai una ragione per partire per un viaggio. Neppure per scegliere una meta piuttosto che un’altra. E’ sempre e solo questione di ispirazione. Un nome che per settimane mi frulla nella testa. Improvviso. Inaspettato.
Cracovia. Cracovia? Sì. Cracovia. Andiamo!

E Cracovia ci accoglie mentre sono in corso le prove generali per l’estate.
Con il cielo terso e trasparente. E piccole nuvole bianche che si gonfiano al vento. Un vento piacevole sulla pelle. Il calore di aprile che sembra luglio per chi come noi arriva da mesi di grigio freddo con pioggia.
Cracovia PlantyUsciamo presto. Casa nostra è a due passi dal centro. Giusto il tempo di attraversare il Planty, l’anello verde che circonda il nucleo storico della città (Stare Miasto) in ricordo di un antico fossato che ora ha lasciato spazio ad alberi e piccoli prati verdissimi, e sbuchiamo su Rynek Glowny, la grande piazza centrale. La più grande piazza medievale d’Europa, patrimonio dell’UNESCO.
Con il suo Fondaco dei tessuti al centro, oggi sede del Museo Nazionale di Cracovia ma che ancora ospita bancarelle di souvenir al pianterreno a testimonianza dell’antico uso commerciale dell’edificio; la Basilica di Santa Maria con le due torri diverse e il suo interno spettacolare con la volta blu cielo e gli affreschi policromi alle pareti; la piccola chiesa di Sant’Adalberto a sud-est; la statua di Adam Mickiewicz circondata dalle 4 figure allegoriche proprio di fronte alla Chiesa di Santa Barbara che si intravede sullo sfondo; le bancarelle dei fiori che stanno qui da epoche antiche e, dall’altra parte, diametralmente opposta alla Basilica di Santa Maria, la Torre del Municipio, alta 70 metri e unica testimonianza della presenza qui di un municipio (quattrocentesco si legge sulla guida).
Rynek_Glowny
Camminiamo tanto. In giro non c’è molta gente. Il centro storico è piccolo. Lo si attraversa velocemente da una parte all’altra. Incontriamo chiese (bello il tratto che unisce la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo con i 12 apostoli a delimitare la strada alla romanica Chiesa di Sant’Andrea) ed edifici storici. Scorci di medioevo interrotti improvvisamente dalla primavera incalzante.
Cracovia: SS. Pietro e Paolo e S. Andrea e
Cracovia: giardini del Museo Archeologico e castello sullo sfondo
Cracovia - Street foodNon abbiamo fretta. Sette giorni a Cracovia ci permettono di prendercela con calma.
Ci fermiamo a comprare pane e formaggio su bancarelle volanti e piccoli carretti blu disseminati ovunque.
Prendiamo in braccio Costanza. Per farle vedere il mondo da prospettive inedite.
Scattiamo millanta foto. Ci fermiamo quando qualcosa ci colpisce particolarmente.
E’ un procedere lento e meticoloso. Non ci sfugge nulla. Colleghiamo punti. Come fossimo matite sulla mappa della città. E’ salutare. E’ divertente.

Per cena, optiamo per un locale minuscolo in Slawkowska 32, ai confini di Stare Miasto. Zapiecek – 8 tavoli all’interno, due all’aperto e tantissimi dettagli disseminati qua e là – serve solo pierogi.
Gli alcolici non sono in vendita. Ma è possibile portarsi la birra da casa.
Si ordina scegliendo da piccoli fogli appesi alle pareti.
Una specie di fast food ante litteram.
Si ordina alla cassa, si aspetta di essere chiamati, ci si prende i piatti e le posate e si riconsegna il tutto una volta terminato.
I prezzi sono ridicoli. Pochi spiccioli per una porzione di circa 15 ravioloni (ordiniamo un piatto di pierogi misti e uno con pierogi di carne e cavolo). C’è anche il dolce: pierogi alla mela conditi con una salsa bianca cremosa (forse yogurt e panna acida. Un sapore di questo tipo).
Si mangia bene. Si mangia in fretta.
Un locale aperto 24 ore su 24 per chi non ha tempo da perdere. Oppure per chi, come noi, ha voglia di pierogi. E cerca un posto che non sia eccessivamente turistico. Eccessivamente caro. Eccessivamente curato.
Zapiecek Slawkowska 32

Le foto del viaggio

One thought on “137 – Il primo viaggio. Il primo giorno. I pierogi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...