124 – Un pezzetto di stoffa

E alla fine è arrivato anche il giorno del baby shower di Costanza. Alla fine mi sono ritrovata in un negozio specializzato a comprare palloncini, festoni e piattini rosa per la bimba che arriverà a giorni. Alla fine ho prenotato la torta. Con tanto di nome e gufetto stampato. Pensato al regalino da dare agli invitati. Preparato panini al latte e pizzette.
Alla fine è toccato anche a me. Quel pezzettino d’America. Quel pomeriggio di festa. Quelle chiacchiere di amiche squillanti. E l’apertura di regali. Per una volta non miei. Pensati per lei e solo per lei.


L’idea delle stoffe non è mia. Mi è venuta leggendo il blog di Nina e l’ho trovata meravigliosa.
Così, pensando a tutto quello che già Costanza possiede, mi sono detta che in fondo un regalo simbolico, ma fatto con il cuore da tutte le persone a cui voglio bene e che mi vogliono bene, sarebbe stato molto più significativo. Per me. Ma anche per lei. Che un giorno, da grande, avrebbe avuto qualcosa che in modo concreto le avrebbe raccontato la mia storia. E, naturalmente, la sua.
Così, nell’invito, ho chiesto a tutte di non portarmi tutine e vestitini, ma un pezzetto di stoffa di cotone. Vecchia, nuova… Non aveva importanza. Doveva essere pensata, però, in funzione di Costanza. E della coperta patchwork che le avrei realizzato unendo tutti i pezzettini.

Le coperte patchwork le ho sempre amate tantissimo. Sin dal mio primo viaggio negli Stati Uniti. Contengono in sé qualcosa di magico. Sanno di carovane. Viaggi per lande deserte. Inverni gelidi e case di legno. Sanno di fuochi scoppiettanti. Torte fatte in casa. Colline coperte di neve o alberi carichi di foglie variopinte.
Hanno un gusto matriarcale di racconti femminili intorno al camino. Con il capo chinato e l’ago in mano.
A me ricordano i pomeriggi dell’infanzia. A guardare la Casa nella Prateria e a chiedermi se davvero, chissà dove chissà quando, fosse mai esistito un mondo così.
Perché alla fine, anche a 38 anni suonati, non si esce dall’estetica di Holly Hobbie. A conferma che i primi imprinting che riceviamo nella vita, ci rimangono dentro per sempre. In qualche modo.

Al baby shower di Costanza si sono presentate tutte con il loro pezzetto di stoffa impacchettato e infiocchettato. E chi non è potuto intervenire, ha fatto in modo di farmelo avere per altre vie.
Alcuni dei biglietti che accompagnavano il pacchetto raccontano delle storie. Così come molte delle pezze racchiudono una storia. Non sono solo oggetti. Sono oggetti con un’anima. Un passato che sta a me trasformare in futuro.
Ho scartato le carte e slegato i fiocchi con la curiosità di vedere che tipo di stoffa avessero scelto. Di che colore. Di quale grandezza.
Le ho immaginate vicine. Chiedendomi con quale criterio accostarle tra loro. Cercando, per ogni pezzetto, di avere ben in mente da chi arrivasse.
Poi le ho raccolte tutte assieme in una scatola (anche quella arrivata ieri) e quando ci saranno tutte inizierò a progettare la coperta.
Che, nella mia testa, dovrà essere la Coperta di Costanza. Qualcosa che l’accompagnerà per sempre. E che lei potrà portarsi dietro ovunque. Come un ricordo profondo che appartiene non solo a lei, ma alla sua vita prenatale. Al suo non esserci ancora. Pur essendoci fortissimamente.

3 thoughts on “124 – Un pezzetto di stoffa

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