123 – La stanza di Costanza. Mi metto tranquilla

Mesi. Sono trascorsi mesi dall’ultima volta che sono passata di qui. Non che non avessi nulla da dire. Non che nel frattempo non sia successo nulla. Non che la mia vita si sia fermata.
Ma in un certo senso sì. In un certo senso la vita si è fermata. In un modo strano e stravolgente, improvvisamente, la vita, la mia, ha preso una piega diversa. E’ andata in un’altra direzione. Là dove volevo che andasse, tra l’altro.
Ma il successo mi ha spiazzato. Mi ha lasciato senza parole. Ha assorbito energie e pensieri. Lasciandomi a dondolare sull’ignoto. Un ignoto terrificante e meraviglioso. Terrificante in quanto meraviglioso.

Sono passati mesi. Uno dietro l’altro. La primavera è diventata estate. Calda, torrida, bianco sporco. L’estate è tornata a essere autunno. Ed è di nuovo ottobre. Ed è finalmente ottobre. Foglie. Pomeriggi che si spengono in fretta. Torte fatte in casa e zuppe di zucca.
Ottobre che io ho sempre amato. Ottobre che sa di buono e cannella. Che viaggia verso Ovest. Dall’altra parte del mare.
E che per me, quest’anno, significa ultimo mese di attesa. Prima che arrivi lei. Prima che tutto cambi di nuovo. Prima che tutto cambi per sempre.

Me ne sto a casa. Nella prima settimana di libertà, maternity leaving, come dicono gli anglosassoni, a godermi tiepide mattine di sole, dondolando tra l’ascolto di lei, i respiri profondi, i corsi e le visite, il forno e la voglia di fare.
Cercando di comprendere un rapporto che al momento è fatto di globuli rossi e pensieri sussurrati, concentrandomi nel tentativo di raggiungere la bellezza gentile. Quella che mi lascia a bocca aperta. Che mi strappa un sorriso.
Pensando che è per me. Sicuramente.
Ma è anche per lei. Perché il suo primo contatto con il mondo, sia con un mondo fatto d’amore. E di cose belle. Che piano piano le riempiano gli occhi e le colorino l’iride. E le rimangano impresse per sempre. Qualsiasi scelta e strada possa decidere di prendere nella sua vita. Che il suo primo imprinting sia la meraviglia.
Non che abbia la presunzione di poterla esaurire io. No. Ma ho la certezza di potergliela mostrare. Come una delle mille possibilità e porte che un giorno le si apriranno davanti.

Così metto a posto e catalogo piccole tute, lavo e stiro minuscole magliette, attacco buffissimi gufi. In un mondo lilla e bianco, tenue e leggero. Che non so perché, mi sembra le corrisponda perfettamente, le calzi a pennello.
Tirando fuori vecchie cose, prese pensando a lei in tempi non ancora sospetti. O recentemente. Quando già lei era con me. In negozi fiabeschi e incantati scovati lungo la strada. Dove sono stata risucchiata, come Alice dallo specchio.

La stanza di Costanza è fatta di piccole cose. Dettagli. Nulla è eclatante. Nulla balza agli occhi. E’ la visione di insieme a conferire valore al minuscolo.
Ho provato a guardare le cose con i suoi occhi. Occhi dapprima sfocati, incapaci di mettere a fuoco. Ma poi attenti e curiosi. Affamati.
Ho provato a pensare alle cose che avrebbero potuto attirare l’attenzione di una bambina. Macchie di colore sul bianco. Forme che piano piano diventano familiari. Sagome e immagini che prima o poi, forse, diventeranno domande. Domande a cui dare risposte. Non necessariamente risposte razionali e studiate. Risposte favolose. Perché ho sempre pensato che il mondo di un bimbo dovesse essere, prima di tutto, favoloso.

Così, parlandole, emozionandomi, sorridendo tra me e me, provo a stabilire un rapporto con lei. Provo a trasmetterle la serenità che mi pervade. Provo a capire cosa succede.
E mi piace pensare che se anche un giorno dovesse rifiutare il mio mondo, e mi auguro vivamente che un giorno lo faccia con coraggio e determinazione, quel mondo è stato comunque per lei il punto di partenza. Il trampolino di lancio.

La Stanza di Costanza è stata arredata con mobili e accessori provenienti da:

  • Wooden Heart
    3 Quay Street, Galway City, Latin Quarter, Ireland
    (lettere da appendere alla porta, cartoline)
  • Avoca
    11-13 Suffolk Street, Dublin 2, Ireland
    (coccarde da appendere alla culla, pupazzi e abbigliamento)
  • Stokke
    (culla/lettino)
  • American Bookshop
    Via Camperio 16, Milano

    (gufo-cuscino della sedia)
  • Ikea
    (cassettiera e fasciatoio)
  • Leroy Merlin
    (tende, cuscino della sedia e cornici)
  • www.applepiebaby.it
    (luce da notte e contenitore con il gufo)
  • Leila’s Loft – Cute Knobs for Cute
    Kids

    (i pomelli della cassettiera)
  • Cartoline e stampe by Mark Ryden, Lostfish e Belle and Boo.
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