113 – La ragazza con il ghiaccio dentro

C’è questa storia, Lo specialista, inserita nella raccolta L’uomo che sposò un albero e altre storie edito Mondadori, che racconta di Alice, la ragazza che aveva la steppa dentro, il gelo e il freddo, il nulla bianco che non è vita.
Alice vive una quotidianità più o meno normale. Salvo che a tratti prova un dolore profondo. Un dolore che nessuno capisce. E che nessuno si spiega. E che, forse, a nessuno interessa.
Alice non ha un vero male. Alice ha un vuoto assoluto e totale. Gelido. Alice è un contenitore senza contenuto. Una donna che non è una donna.
Si sdraia sul lettino ostetrico. Appoggia i piedi sulle staffe, lascia che le coprano le gambe e attende. Attende che esperti e luminari capiscano cosa racchiude il suo corpo. Cosa si nasconde aldilà della caverna, dentro, oltre, in profondità.
Il nulla.


Leggo di lei sul volo Alitalia delle 19.20 di ritorno da Bruxelles. Leggo dolorante e stranita.
Leggo con un turbinio di pensieri. Positivo e negativo. Speranza e disillusione.
Il bisogno e la voglia di tornare. Di fingere che sia tutto normale. Che sia a posto.
Leggo dopo una giornata di tutto. Di lacrime, di sorrisi, di dolci carezze, vere e virtuali, di parole straniere, di tentativi di non perdere nemmeno una sillaba o un’espressione. Di non perdere la speranza.
Dopo parole lette. Lontananze vicine. Messaggi d’affetto e d’amore. Sostegni a distanza.
Dopo paesaggi stranieri. Che nonostante il gelido inverno del meno, scaldano il cuore. Perché profondamente umani. Profondamente sinceri. Che non saprei come definire meglio le vie quasi deserte del sabato pomeriggio polare che ho attraversato, con la neve farinosa a imbiancare il tutto e calde vetrine appannate di luce dentro le quali rinascere. Un paesaggio da fuga. Come se io fossi in fuga. Come se noi lo fossimo. E fossimo stati risucchiati dall’arancio del tramonto in una terra ai confini del mondo.
Surreali. Noi e gli altri.

Leggo e mentre leggo mi immedesimo. Perché la ragazza con il ghiaccio dentro potrei essere io.
Un perfetto ed efficientissimo contenitore vuoto. Che viene svuotato e riempito di corpi. Estranei e incompresi.
Come un significante senza significato.
Una cosa senza senso.
La ragazza con il ghiaccio dentro. Che ogni tanto si scalda al suono di parole gentili. Senza per questo diventare in nessun modo viva. E donna.
Il 5 febbraio potrei ricordarlo come una data speciale. Oppure no.
Oppure abbandonarlo al suo destino. Farlo risucchiare dal quotidiano. Come succede sempre. Quando non succede nulla di nuovo.

L’ uomo che sposò un albero e altre storie.
Paul Collins, Tony D’Souza, David Means e altri

Edizioni Strade Blu Mondadori, 2010
Costo 18€

One thought on “113 – La ragazza con il ghiaccio dentro

  1. Ciao Hal…
    inutile dirti che con tutto il mio cuore e le mie sinapsi ti auguro che il 5 febbraio sia un giorno speciale. E’ una bella data, e già racchiude qualche altra bella coincidenza…in questo caso mi piace pensare possa essere una coincidenza ‘augurale’…comunque chissà.
    Per ora ti abbraccio. Un abbraccio stretto e silenzioso. Anche per noi prolisse produttrici di parole, certi silenzi sono ben più significativi!
    🙂

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