103 – Don’t worry! Be crabby!


Sono qui. Sono tornata. L’ultima giornata, l’ultima birra, l’ultima cupcake, l’ultimo hamburger. E poi sono andata via. E alla fine sono rimaste tutte quelle foto. Tutte queste sensazioni. Tutte quelle immagini da archiviare e ricordare per sempre.
Alla fine c’è il tentativo di non lasciarsi sfuggire via nulla. Il sapore agrodolce del possesso e della perdita.
Alla fine c’è il ritorno alla vita vera. E va bene. Va bene anche così.
… Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati….

In sette giorni più uno, una specie di bonus per essere sopravvissuta in tutti questi lunghi mesi, assecondando la mia mania di raccogliere biglietti da visita da chiudere in scatole della memoria, ho collezionato business card, indirizzi, siti internet.
Ho collezionato ristoranti, negozi, musei. Posti dove tornerei immediatamente. Locali che vorrei gestire. Strade dove mi piacerebbe vivere.
Ho collezionato ricordi che pian piano sbiadiranno. Lasciando il posto a una specie di sensazione ovattata che ha a che fare con l’essere stata bene.

Questo è la mia lista bostoniana. In questi posti è stato casualmente registrato il mio passaggio.

THE BARKING CRAB
Fort Point Landing
88 Sleeper Street


Il grande granchio sull’insegna gialla. La facciata verde e rossa. I tavoli in legno. Le tovagliette di carta. Il mare appeso ovunque.
In questa specie di chiatta galleggiante, dall’altra parte del canale, in una zona semi-industriale con un fascino da recupero, ci siamo capitati per caso mentre andavano all’Institute of Contemporary Art (ICA), uno dei musei più interessanti di Boston, situato in una spettacolare struttura in vetro e acciaio affacciata sul porto.
Illuminati dalla luce di un sole trasparente, nella città semi deserta, siamo stati letteralmente acchiappati dal posto. Uno di quei rari locali magnetici, con un potere attrattivo.
I piatti tipici, qui, arrivano dall’Oceano – Clam Chowder, Lobster, Oyster, Crab, Crab Cake, Cod… – inserendosi perfettamente nella tradizione culinaria del New England e delle città che vivono (o hanno vissuto) di pesca.
L’atmosfera è rilassata. Una stufa in ghisa e un divanetto accolgono gli avventori senza tavolo. Al bancone in legno servono ottime birre irlandesi e locali (non hanno, però, la meravigliosa Blue Moon che accompagna sempre le mie vacanze americane). Le torte, fatte in casa, non sono niente male.
Un posto per cenare, per pranzare, per fare una sosta spizzicando ostriche fritte e onion rings. Un bel posto. Oltre il canale. In una zona industriale e poco battuta di Boston. Dove ci si capita per caso. Ma dove probabilmente, ad averne la possibilità, ci si torna anche.

UNION OYSTER HOUSE
41 Union Street Stree


Questo è un posto antico. Lo è davvero. Non solo per gli standard americani. Questo ristorante nel cuore di Boston, tra il Quincy Market e il North End, lungo il percorso del Freedom Trail, è in attività dal 1826. E’ il ristorante più antico d’America e anche in Europa avrebbe pochi concorrenti con cui competere.
E’ il classico Oyster Bar del New England: un bancone, ostriche, ghiaccio, birre fredde ed efficienza. Annessi al ristorante ci sono un pub dove servono ottime birre tra cui la Blue Moon!) e uno store che vende souvenir di Boston legati, però, al marchio Union Oyster House.
La cucina è di alto livello con prezzi mediamente elevati. L’atmosfera è rilassata e amichevole. Come nella maggior parte dei ristoranti americani, ci si può sedere anche per una piatto di patatine, un hamburger, un clam chowder senza che il dress code debba essere un problema.
Qui ho scoperto le ostriche. E me ne sono innamorata.

SWEET CUPCAKES
11 School Street

A metà tra la casetta di Hansel e Gretel e la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, questa pasticceria rosa è specializzata nella preparazione di cupcakes e torte decorate.
Qui, proprio per caso non ci sono capitata. Ho cercato questo posto, inseguendolo per tutta la città (diversi sono, infatti, i punti vendita. Le foto si riferiscono a quello presente in School Street, lungo il percorso del Freedom Trail).
Il locale è deliziosamente lezioso. Un posto dove trascorrere un pomeriggio a confidarsi segreti, versare lacrime, emanare gioia. Un luogo per condividere esperienze e lasciarsi andare ai ricordi. Oppure per fermarsi un attimo. Aprire un libro e farsi trascinare via. Mangiando cupcakes deliziose in versione multicolor.

JOHNNY CUPCAKES
279 Newbury Street


A dispetto del nome, da Johnny Cupcakes non si trovano tortine. Ma originali t-shirt, felpe con cappuccio, spillette colorate. Il tutto “raccontato” in stile cupcakes. Per irridere la moda, la passione, i trend del momento.
All’interno del negozio, quindi, quasi si trattasse di un forno, vetrinette, cucina, tavolini, frigoriferi…
Un’idea “fun-tastica” per vendere in modo nuovo un capo vecchio.
Nella via dello shopping per eccellenza, Johnny Cupcakes si distingue per irriverenza e ironia e per uno stile che fa invidia ai migliori negozi newyorkesi.
Qui ci sono capitata per caso. Più o meno. Attirata dalla parola “cupcake” associata, però, all’abbigliamento. Pensavo di trovare magliette e gonnelline dolci e pannose… Dolcetto o scherzetto? Questa volta scherzetto!!!

ALTRE REGISTRAZIONI DEL MIO PASSAGGIO (E CONSEGUENTI BUSINESS CARD)

ZINNEKEN’S
1154 Massachusetts avenue, Cambridge, MA

Caffetteria belga, specializzata in waffles. Per una cioccolata calda in solitudine da accompagnare a un buon libro e buoni pensieri.

ATLANTIC FISH
761 Boylston street, Boston, Ma

Uno dei migliori ristoranti della città dall’atmosfera tipicamente newyorkese. Menu ricco e diversificato. Piatti deliziosi.

FUNUSUAL
8 North Market, Faneuil Hall Marketplace, Boston, MA

Di tutto un po’. Per passare mezz’oretta a toccare tutto, provare tutto, desiderare tutto. E poi uscire a mani vuote!

CHRISTMAS IN BOSTON
1 South Street, Faneuil Hall Marketplace, Boston, MA

Natale. Sempre. Comunque. Perché non è mai tardi per tornare bambini. Specchiarsi nelle palle, toccare i pupazzi di neve, giocare coi carillon.

HOME KITCHEN & BATH
185-189 Essex Street, Salem, MA

Un casalinghi con una marcia in più. Per chi ama le ricette americane, i dolci, i biscotti dalle forme strane. Per chi sogna farina dappertutto, uova, zucchero, burro. Belle le confezioni di marmellate e sciroppo d’acero.

SCRUB
230 Essex Street, Salem, MA

Saponi, candele, profumi… Tutto homemade e tutto Made in USA. Un negozietto delizioso, dove è impossibile non aprire tutti i barattoli, le scatole, i profumi. I prezzi sono decisamente contenuti.

4 thoughts on “103 – Don’t worry! Be crabby!

  1. Questo post me lo conservo per quando un giorno andrò a Boston. Perchè, prima o poi, andrò a Boston. Bel pezzo Ale, ma hai omesso i Celtics, Pride of Boston. 🙂

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    • Se è per questo ho messo anche le calzette rosse e gli eroi del canottaggio di Harvard. Cmq Boston (e il New Enlgand) bello bello. Ne ho altri di post su Boston. Quando andrai ti giro i link e ti segni tutto. Gran bella città. Io ci farei un tour estivo ficcandoci dentro anche il Maine. Ci sei poi andato a Copenaghen?

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    • Sì. Bella è bella. Continuo a preferire NY. Ma il New England è una gran bella zona e secondo me meriterebbe una visita approfondita. Sarà che sono fissata. Vabbè.
      Riguardo alla guida…. mmm…. io parlo solo di quello che piace a me. Manca qualsiasi riferimento a ciò che non mi interessa. Sarebbe una guida parziale credo. Quindi non molto funzionale. Alla fine, per fortuna, ho smesso di pensare a me stessa come a “homo mensura” 🙂 Ciao tesoro

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