102 – C’erano una volta le streghe dell’Est…

A Salem, contea di Essex, importante porto commerciale nel periodo post rivoluzionario tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo, c’è, come a Boston, una riga rossa disegnata lungo i marciapiedi. E’ la strada della Storia. Che a un certo punto, inaspettata e non richiesta come spesso accade, ha deciso di farsi un giro da queste parti lasciando un’impronta pesante, la Sua, che ha trascinato questo paesino di quarantuno mila e rotte anime, affacciato sull’Oceano, a una trentina di chilometri a Nord di Boston, fuori dall’oblio in cui sarebbe senz’altro caduto se non fosse successo quello che è successo:
a Salem, contea di Essex, nel 1692, si è aperta la più infausta caccia alle streghe della storia americana (maccartismo a parte) che ha portato all’impiccagione di 15 donne, 4 uomini e 2 cani.

Il sangue versato allora è servito oggi a questa piccola comunità per colorare di rosso la linea lungo la quale sono narrati i fatti, tracciati i profili, presentato il caso.
Il sangue versato allora ha permesso di trasformare questa graziosa cittadina oceanica in una specie di grande luna park dell’occulto in cui tutto è stregato, maledetto, infestato. E in cui streghe, fantasmi, demoni, fate, elfi, creature misteriose e chi più ne ha più ne metta sono di casa, divertenti e affascinanti come solo la fantasia riesce a renderli.

La caccia alle streghe di Salem iniziò nel gennaio 1692 quando due ragazzine di 9 e 11 anni, Betty e Abigail, rispettivamente la figlia e la nipote del pastore Samuel Parris, cominciarono a comportarsi in modo strano. Inusuale. Interpellato, il dottore che le visitò, William Griggs, non fu in grado di formulare una diagnosi e parlò per la prima volta di “stregoneria”.
La parola, perentoria quanto infondata, gettò l’intera comunità in uno stato d’ansia per il quale tutti iniziarono ad accusare tutti scatenando un devastante meccanismo di calunnia e sospetto che nel giro di qualche mese portò in carcere 150 persone e che si arrestò solo quando fu fatto il nome della moglie del governatore.

La storia della caccia e del processo alle streghe di Salem è affascinante quanto complessa e racconta, dietro ai fatti, un’epoca (il XVII secolo e le sue paure), un popolo (i puritani d’Oltreoceano), un mondo (il Nuovo Mondo e i suoi legami col Vecchio Mondo).
Diversi musei ripercorrono la cronaca dei tempi. Attraverso ricostruzioni, diorami, rappresentazioni, cartelli esplicativi, cercando di entrare nella mentalità del tempo, nella personalità dei soggetti coinvolti, nei deliri collettivi di una comunità: il Witch Dungeon Museum, dove sono ricostruite le prigioni in cui gli accusati furono rinchiusi; il Witch History Museum, che ripercorre, attraverso 15 ricostruzioni storiche, i fatti del tempo; il Salem Witch Museum, dove oltre alla storia del processo del 1692, si tenta di esaminare gli stereotipi e le credenze che ruotano intorno alla figura delle streghe.
Autentici, invece, il cimitero nel centro cittadino e la Witch House, la casa del giudice Judge Jonathan Corwin che seguì il processo.

Molti dicono che Salem sia una trappola per turisti. Probabilmente hanno ragione. Ma io l’ho trovata deliziosa. Deliziosi le storie delle streghe e dei pirati (perché sì. Salem è anche terra di pirati, bucanieri, contrabbandieri come testimonia il New England Pirate Museum); deliziose le case di legno con le zucche alle porte; deliziose le cancellate dipinte di bianco; deliziosi i tetti aguzzi delle case delle streghe; deliziosa Essex Street e i suoi negozi che vendono di tutto; delizioso il negozio di fumetti (Harrison’s Comics and Collectibles) con i microbi peluche e le Living Dead Dolls serie 22; deliziosi i musei con le ricostruzioni posticce e le messe in scena teatrali; deliziose le foglie rosse dell’autunno che brillano al sole freddo di novembre; deliziosa l’atmosfera da New England, Vecchio Nord adagiato sull’Oceano.


E, infine, deliziosa la Casa delle 7 cuspidi. Che io pensavo, nella mia più totale ignoranza, fosse la casa di sette streghe; e, invece, è la più antica struttura architettonica adibita a uso privato presente negli Stati Uniti, testimonianza di un’epoca fatta di commercio, scambi con terre lontane, borghesi divenuti ricchi grazie alla vendita di stoffe e tessuti. E raccontata da Nathaniel Hawthorne, che qui è nato, nel romanzo La casa dei sette abbaini.

A Salem, contea di Essex, c’è una linea rossa che unisce il passato al presente. Qui, nel 1692, sono stati uccisi 19 innocenti, 15 donne, 4 uomini e due cani. Il loro sangue ha permesso a questo minuscolo posto sperduto nel Grande Nord di non essere dimenticato.
A Salem ci si viene per salire sulla giostra delle streghe. Che sono divertenti e vestono in modo stravagante.
Ma la magia, quella vera, quella che rende speciale un luogo, uno scorcio, una sensazione, non ha niente a che fare con loro.

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