75 – Il Grande Libro delle Liste: Friedrichshain

Se sue due piedi dovessi dire qual è il quartiere che mi è piaciuto di più a Berlino direi Prenzlauer Berg, con le sue strade acciottolate, i palazzi tirati a nuovo, i divanetti sulla strada, i locali dall’atmosfera rilassata, le ragazze bionde che sorseggiano vino rosso a piedi scalzi sul marciapiede…

Ma riflettendoci un secondo, pensando alle cose viste, ai pensieri pensati, alle riflessioni fatte, probabilmente dove vivrei è a Friedrichshain, l’ultima frontiera dell’Est, il quartiere multiforme, dove convivono case occupate e bar alla moda, artisti e nulla facenti, studenti e professionisti, piccole piazze e strade di nulla.
Friedrichshain, tagliato in due dalla Karl Marx Allee, l’orgoglio nazionale, teatro di parate militari e contestazioni operaie, ha qualcosa del Village, il West Village più estremo. Quello dove non vanno i turisti, perché non c’è molto da fare. Ma che se poi lo attraversi con calma… beh, se gli dedichi 5 minuti, qualcosa da fare lo trovi sicuro.

Il mio Friedrichshain è una specie di quadrilatero che ha il suo cuore pulsante in Simon-Dach-Straße e più a sud, in direzione del fiume, di quel Oberbaumbrücke divenuto famoso nel film Lola corre e da cui inizia la Mühlenstraße, con quel museo a cielo aperto di arte di strada che è l’East Side Gallery.

In questa piccola, minuscola, porzione di terra, con la gente seduta tranquillamente ai tavolini all’aperto a sorseggiare birra e caffè e a mangiare currywurst, ho trovato un negozio-caverna e nel negozio-caverna un oggetto che cercavo da tempo: il Grande Libro delle Liste.
Si intitola My future listography (all I hope to do in list) ed è stato redatto da Lisa Nola e illustrato da Nathaniel Russell.
A dire il vero io non sapevo dell’esistenza del libro (o agenda, perché sembra più un’agenda). Ma quando l’ho visto, immediatamente ho capito che ci stavamo cercando da tempo. E che sarebbe diventato mio.
L’ho sfogliato per un po’. Ho ripassato mentalmente le mie liste. Me lo sono immaginato scritto. L’ho posato e mi sono concentrata su altro.
Il negozio in questione, Big Robot Store (Kopernikusstr. 19 – Tel. 030-74078388), infatti, è un paradiso di cose. C’è di tutto: concept toys, mostriciattoli, Ugly, magliette, adesivi, stencil, libri di grafica, fumetti, manuali sul lettering, di fotografia, pittura, arte di strada…
Alla fine, sono tornata al Grande Libro delle Liste. E l’ho comprato per 17€.

La storia poteva essere finita qui: io che riprendo la metropolitana per tornare a casa con il libro in borsa e un sorriso soddisfatto stampato in faccia. E invece no. Mancava un pezzo.
Il pezzo della scoperta dei murales oltre Oberbaumbrücke e dell’effetto che mi hanno fatto.
La storia della scoperta dell’East Side Gallery e di quei colori (e disegni) pazzeschi sul muro della vergogna.

La storia di un tramonto sulla Sprea, Friedrichshain alle mie spalle, a sorseggiare birra su una spiaggia di fiume, mangiando pizza (abbastanza buona) cotta a legna, e guardando il sole accendere l’architettura industriale della sponda di Kreuzberg. Nella mia ultima sera berlinese.

Altre foto…

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